Del Flat Track ne avevo solo sentito parlare, mi limitavo vedere mirabolanti fotografie di moto di traverso e di piloti con la situazione in pugno, anzi nel polso.
In realtà il tutto mi incuteva anche un certo timore reverenziale, perché normalmente quando vedi un professionista fare certe cose si ha la percezione che sia tutto facile e naturale, invece nel flat track seppur vedendo un professionista col cavolo che mi sembrava facile, figuriamoci allora provarci!

Non so voi, ma se dovessi pensare al peggior terreno sul quale mettere le due ruote mi viene in mente un mix micidiale: il cemento tipico dei garage + ghiaino sopra. Quella cosa per cui appena sbilanci il peso del corpo la moto scivola via come una fidanzata che sbatte la porta per andarsene; e non provare a fermarla con il freno anteriore, la frittata sarebbe compiuta.

Ecco, alla scuola di traverso, si impara proprio questo poiché a Misano Adriatico, all’interno della Flat Track Arena, il terreno è del tutto simile con alla base del cemento e sopra uno strato di ghiaia. Ma niente paura! Esasperando i movimenti, giocando con la moto in costante perdita di aderenza si acquisiscono pian piano quegli automatismi che ti danno sicurezza non solo nel tracciato, ma che ti porti a casa anche nella guida di tutti i giorni.

Il fondatore della scuola è un maestro d’eccezione: Marco Belli.
Marco ha un palmares da brividi, è il campione mondiale di specialità e ha una serie di titoli che ad elencarli tutti ci si impiega mezza giornata. Ma non è questo che fa di Marco un istruttore incredibile, è la sua totale passione per la disciplina, che può sembrare “elitaria” ma in realtà è davvero alla portata di tutti.
Marco ti accoglie sorridente, con la battuta pronta e con un entusiasmo travolgente. Dopo un primo brief teorico come prima cosa c’è il contatto con la moto: sono delle Yamaha SR400 modificate ad hoc eliminando il superfluo come l’impianto elettrico e la lunga sella, e con qualche piccolo accorgimento come collettore scarico e codino pensati apposta.
Le moto sono molto basse di altezza grazie al fatto che nel Flat Track non serve particolare luce a terra perché – come suggerisce la parola – il terreno è tutto in piano.

Di TraversoIo sono alta 1.58 e non ho avuto alcuna difficoltà ad avere saldamente entrambi i piedi per terra. Inoltre la potenza limitata delle SR le rende le pastose compagne di gioco ideali.
Ma bando alle ciance, si accendono i motori e si indossa il casco. Come prima cosa è bene imparare la corretta postura sulla moto: vera base di questo sport. Marco spiega puntualmente le posizioni da assumere nelle diverse fasi di guida (praparazione della curva, percorrenza, accelerazione) e poi via in pista coi birilli giocando a fare la biscia con il posteriore che timidamente inizia a scodare.

Le sensazioni sono subito adrenaliniche e divertentissime: superato il primo momento di disorientamento dovuto all’assenza di grip si comincia a trovare il feeling giusto e man mano ad acquisire sempre più sicurezza e padronanza del mezzo. La scodata non fa più paura e anzi… la si cerca per godere ancora di più!

In ogni momento insieme a Marco c’è il suo staff a seguirci, a dare piccoli suggerimenti e a controllare che tutto si svolga in sicurezza. L’ambiente è informale e goliardico, ma composto da professionisti e questo è fondamentale per riuscire ad esprimersi al meglio e lasciando a casa tutte le paure.

Durante l’ottima pausa pranzo chiacchieriamo con Marco, scopriamo che è padre di due figli ed preoccupato per la sicurezza stradale e la formazione dei neopatentati. Personalmente sono in totale d’accordo con lui, dopo averlo provato penso che il Flat Track sia una disciplina propedeutica a tutte le specialità del motociclismo: dal mototurista ai campioni della velocità. Non è un caso infatti che i grandi campioni continuano ad allenarsi e ad imparare il traverso!

 

Di Traverso
Di Traverso
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Nel pomeriggio mettiamo insieme tutti gli insegnamenti ricevuti durante la mattinata e siamo liberi di girare nel circuito. Marco indossa un casco “a scodella” e vestito così com’è fa strada per qualche giro mettendosi davanti a tutti e mostrando le giuste linee, è una poesia vederlo danzare e spazzolare ad ogni curva come se fosse il suo modo naturale di muoversi. D’altra parte 25 anni di esperienza sono riconoscibili anche ad un profano, e la sua passione è inesauribile sembra un ragazzino entusiasta della sua prima moto. Penso che sia uno di quelli che anche al supermercato abbiano il carrello costantemente di traverso!

Flat Track
Alla fine della giornata c’è un bel rinfresco rigenerante. Divertendosi non si sente la stanchezza, ma appena ci si cambia e l’adrenalina cala arrivano i dolorini nei punti più disparati, in quei famosi “muscoletti che non credevo neanche di avere”.

Io sono esaltata dall’esperienza, ho visto un mondo dove si prendono le paure e si tramutano in divertimento. Dove un campione del mondo (e addirittura personaggio di un videogame!) ti incita tutto il giorno e ti segue passo passo; dove uno staff capace e paziente ti fa sentire a casa e dove alla fine avrai la polvere fin dentro le orecchie, i capelli impastati e acido lattico ovunque ma sarai felice e orgogliosa di quel che hai imparato!

Di traverso è uno stile di vita!

Giada Beccari
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