Quando Liz ha telefonato per chiedermi se nel weekend dell’1 e 2 luglio avessi da fare, mai mi sarei aspettata un’avventura simile.

Le parole “Raduno dello Stelvio con la Suzuki SV 650” al momento mi hanno letteralmente fatto schizzare l’adrenalina a mille. Felice dell’opportunità ed elettrizzata per la mia prima esperienza di tester.

Poi ho cominciato a pensare… Stelvio = tornanti, tanti… tantissimi tornati… e chi mi conosce sa quanto poco io li ami. Mettici anche che le notizie meteo che arrivano dal Passo non sono proprio confortanti (neve e temperature quasi invernali) e l’immagine che ho avuto di me stessa a cavallo di una moto non mia su per quella strada, che già conosco, hanno fatto precipitare l’adrenalina per far posto a una sensazione di non meglio identificato panico.

D’altra parte non è possibile dire di no ad un’occasione simile e decido di mettere da parte il mio lato ansioso per godermi due giorni di km e paesaggi mozzafiato.

Martedì ritiro la SV da Cirafici a Monza, in mente ho un paio di giri pomeridiani nel Lecchese per prendere confidenza con la moto prima della partenza, ma i temporali violenti in settimana mi costringono a desistere… la mia avventura inizia così.

E’ sabato mattina, la neve si è posata sullo Stelvio e noi motociclisti senza paura siamo a Monza, 9 moto (VStrom 650, GSX-S 750, SV 650, Burgman 650)… 11 matti. L’itinerario, a me sconosciuto prima della partenza parla di Gavia (altro tormento esistenziale), mi tappo le orecchie per non sentire altro, accendo la moto e il suo rombo mi tranquillizza.

Un caffè a Taleggio, il pranzo a Morbegno e tante curve passando da Aprica. Qualche goccia di pioggia ci costringe ad una sosta per indossare la tuta impermeabile. Per arrivare a Santa Caterina Valfurva dove si pernotta, affrontiamo il Gavia. Strada molto stretta, molto dissestata (in parte riasfaltata), piena di tornanti senza protezioni. E, ai lati del mio incubo, c’è anche la neve. Però che panorama da lassù!

Ad onor del vero la SV mi ha dato la sicurezza giusta per poter affrontare il tutto senza le grosse apprensioni pre partenza.

Cena in ottima compagnia (i motociclisti, si sa, sono persone che amano mangiare, chiacchierare e ridere di gusto) e a dormire presto che lo Stelvio ci attende.

Domenica ci svegliamo con qualche sprazzo di azzurro in cielo, la temperatura poco più che invernale ci obbliga all’abbigliamento termico. Colazione abbondante e via, si sale!

La bellezza di questi luoghi mi fa quasi dimenticare i tornanti da salire e scendere. La moto si comporta in maniera perfetta. Sul bagnato, in curva, col traffico del raduno. Nessun problema.

In vetta la neve scesa in questi giorni è quasi sparita, foto di rito ad un paesaggio che incanta e si scende verso Sondalo luogo del Raduno Internazionale dello Stelvio, dove ci attende lo staff Suzuki.
Dopo pranzo tutti verso casa, con gli occhi ancora pieni di meraviglia e il cuore carico di emozioni.

SUZUKI SV 650 ABS

Non essendo una tester “tecnica”, mi affido alle sensazioni che la moto mi ha dato durante il viaggio, circa 600 km di curve, alcune molto impegnative, anche sul bagnato.

Motoraduno-StelvioMoto facile da interpretare, easy nella gestione, leggera e maneggevole, veloce nella ripresa. Sebbene io sia abituata ad una moto con un certo “peso” (ho un gsr 750 del 2015), mi ha dato la sensazione di totale affidabilità e sicurezza sotto tutti i punti di vista. Bassa al punto giusto, che nelle manovre da ferma non guasta, ha una posizione di guida molto comoda anche se leggermente caricata sulle braccia.

Ho trovato l’impianto frenante buono, anche se in un paio di curve particolarmente impegnative ho avuto la sensazione di scodare, nonostante la presenza dell’ABS.

 

Frizione e cambio molto fluidi e precisi. Le vibrazioni, nel bicilindrico solitamente piuttosto evidenti, non sono per niente fastidiose.

Il cruscotto da tutte le informazioni necessarie, compresa l’autonomia (l’adoro! per la serie mai più senza…) che con un serbatoio piuttosto ridotto è importante.

Avendola provata anche nel traffico di punta di Monza, la trovo perfetta ad ogni utilizzo. Adatta a chi è alle prime esperienze motociclistiche, ma anche a chi sa dosare il gas e osare di più sulle strade di montagna.

Una volta aperto il gas, si ha la sensazione di guidare una moto quasi sportiva.

Per concludere vorrei ringraziare Suzuki Motorcycle Italia, nelle persone di Barbara, Andrea ed Enrico, per la favolosa opportunità. E tutti gli altri compagni di viaggio che con la loro esperienza mi hanno regalato tantissimo!

E grazie MissBiker!

Miriam De Gregorio
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