Da giugno 2018 le donne saudite avranno la possibilità di mettersi alla guida di moto e camion.

Un decreto reale emanato lo scorso settembre ha revocato il divieto di guida riservato alle donne, estendendolo, oltre che alle auto, anche a moto e camion.
Non ci sarà più alcuna discriminazione tra uomo e donna per quanto riguarda il codice della strada, ma le trasgreditrici verranno detenute nei centri di assistenza per donne.
Le donne, inoltre, potranno lavorare nei posti di blocco stradali ed essere reclutate per il ruolo di ispettore capo.

L’Arabia Saudita era l’unico paese al mondo a vietare alle donne di guidare, nonostante altri paesi musulmani in Asia, Africa e Medio Oriente abbiano vietato loro di guidare una moto per ragioni morali e pudiche.

Il Divieto Palestinese

Ad inizio anno Hamas ha vietato alle donne palestinesi di guidare le moto, o anche solo farsi portare, dopo che una donna ha perso la vita durante un incidente in moto a Gaza. Si trovava sul sellino posteriore con il figlio, dietro al marito.

Il Ministro degli Interni di Hamas ha affermato che la legge vieta alle donne di guidare una moto o di esserne passeggiero. I motociclisti che trasportano donne, inoltre, saranno sanzionati.

“È tempo che la società di Gaza metta fine al fenomeno delle donne che usano la moto”, afferma il Ministero durante una dichiarazione.
“Tutto ciò non si addice alla nostra società, né moralmente né socialmente. Non rientra nemmeno nelle regole Musulmane, poiché l’utilizzo di una moto da parte di una donna potrebbe portare alla rivelazione delle sue parti riservate”.

L’attivista Ebrahim Al Madhoun ha supportato l’utilizzo delle moto da parte delle donne e condannato il divieto come violazione della libertà della società intera.
Afferma essere “non necessario, poiché le motocicliste di Gaza guidano indossando abiti appropriati e decorosi”.

È inoltre inutile e ingiusto poiché la regione, lacerata dalla guerra, ha davvero poche risorse di carburante e non vi sono altre alternative di trasporto economiche.

Traduzione G.Dota
Fonte: www.motorbikewriter.com