Kiara Fontanesi (Parma, 10 marzo 1994), è una pilota motociclistica italiana. Ha conquistato il titolo mondiale femminile di motocross nel 2012, 2013, 2014 e 2015.

È la prima donna a vincere il Campionato mondiale per quattro volte di fila.

Ecco l’intervista della nostra Ilaria Castaldello IN ESCLUSIVA per MissBiker!

Allora Kiara, hai vinto 4 titoli mondiali consecutivi nel campionato di Motocross femminile, la prima donna a vincere per ben 4 anni di fila: qual è il tuo X-factor?

L’impegno, la determinazione, la costanza e i sacrifici son alla base di tutto, in quello che faccio io come in quello che fa qualsiasi altra persona che voglia arrivare facendolo bene in ogni campo: nel lavoro, nello sport , in qualsiasi tipo di cosa, anche nello studio. Credo che questi elementi siano alla base di tutto ed è un mix che ho sempre avuto fin da quando ero piccola, ti aiuta a portare avanti le cose nel migliore dei modi e quindi ad ottenere anche dei risultati.
Inoltre ci sono tutte le persone che mi stanno vicino: è vero che sei tu che fai tutto però devi essere guidata da qualcuno. Io ho la fortuna di aver avuto sempre la mia famiglia vicino ad ogni gara: infatti il mio team è famigliare, indipendentemente dal fatto che io corra per Yamaha.
Anche il mio preparatore atletico mi aiuta tanto nel senso che non è che mi dice solo “fai questo, fai quest’altro”. Ormai ho instaurato un rapporto con lui per cui l’allenamento so perché lo faccio, so come lo devo fare: è un rapporto di fiducia che non è costruito solo sul singolo allenamento ma anche a livello mentale.
Diciamo che essere seguiti sotto ogni punto di vista è la cosa più importante che ci sia, non tralasciare nulla e ovviamente mettersi di impegno.
Tutto questo infine è legato al fatto che credo di avere molto molto talento perché mi viene molto facile andare in moto.

Quest’anno invece è stato un anno difficile per te: che è successo?

A parte il fatto che è stato un anno molto molto sfortunato perché non mi sono trovata mai bene con la moto (Kiara ha effettuato nella stagione 2016 il passaggio da Yamaha a Honda, tornerà in Yamaha invece la prossima stagione, ndr.), ho fatto molta fatica.
Ho passato tanti mesi alla fine del 2015 senza andare in moto perché non potevo girare con l’Honda e quindi ho iniziato a gennaio, a gennaio eravamo in ritardo, con la moto non mi trovavo..
Diciamo che è stato un anno di sacrifici che sostanzialmente non sono mai stati ripagati… un po’ perché non mi trovavo io, un po’ anche per la sfortuna perché, ad esempio, mi è capitato più di una volta mentre stavo vincendo il gran premio che mi cadesse addosso una doppiata, ho rotto la moto e mi son dovuta ritirare. Con cose di questo tipo purtroppo non ci puoi fare niente e quindi diciamo che, tutto considerato, quest’anno è stato un anno da dimenticare. Non è andato così male neanche il primo anno nel Mondiale.
Però posso dire che ho imparato anche tanto, nel senso che finché le cose vanno bene e vinci è sempre difficile trovare i problemi e migliorarsi. Nel momento in cui invece affronti problemi costantemente tutto l’anno, devi essere brava tu a risolverli, sia quelli che riguardano la moto, sia quelli che subentrano quando niente va bene.
Non è stato un anno come avrei voluto che fosse, questo no, però comunque è stato un anno positivo perché ho imparato tante cose che negli altri anni, in 4 mondiali vinti, non avevo mai imparato.

Tu e Tony Cairoli siete la punta di diamante e due grandi protagonisti del cross italiano: come vivi questo successo?

Mah io penso di essere quella di sempre anzi non sono cambiata per nulla. Cambia il fatto che sicuramente ho molte soddisfazioni: quando ci si impegna tanto per una cosa e si fanno tanti sacrifici, nel momento in cui questi vengono ripagati si è contenti e si ha sicuramente voglia di continuare ad andare avanti.
L’aspetto negativo è che magari si lavora talmente tanto per ottenere qualcosa e poi quando la si ottiene non ci si rende mai conto veramente di quello che si è fatto: io sono così, forse perché sono abbastanza umile, non mi rendo mai conto di quello che ho fatto durante l’anno quando alla fine vinco il mondiale, non realizzo mai abbastanza secondo me.. però questo credo che sia normale un po’ per tutti coloro che si impegnano molto e poi arrivano ad ottenere qualcosa: è sempre molto difficile rendersi conto da dove si è partiti.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’essere donna nel motocross?

Faccio fatica a risponderti nel senso che, essendo nata su un campo da cross, non riesco a concepire questo sport come maschile o femminile: per me è una cosa normale andare in moto, è una cosa normale essere in un ambiente che spesso è a prevalenza maschile.
Però sinceramente credo che tutti i tipi di sport possano essere sia per donne che per uomini, che non ci siano differenze ecco.. io la vivo benissimo questa cosa, non ho nessun tipo di problema, anzi..

Hanno tutti grandissima stima e fiducia nelle tue capacità, soprattutto gli sponsor, potrebbe essere questo un buon punto da cui ripartire alla grande l’anno prossimo e puntare al 5° titolo?

Guarda ti dico la verità: al di là di coloro che mi stanno intorno, come la mia famiglia o le persone con cui ho un rapporto più stretto, io non mi sono mai limitata a pensare a quello che potrebbe dire la gente se vinco o se perdo. Ho sempre corso per me stessa, perché so la fatica che faccio durante l’anno e io sono una che caratterialmente non ama fare fatica per niente. Se mi impegno tanto e una cosa non mi riesce o la faccio fatta male, mi fa incazzare, piuttosto lascerei perdere.
Per questo credo di essere arrivata ad ottenere quello che volevo in questi anni: perché comunque sia, dalla mattina alla sera, lo faccio per ottenere qualcosa e do sicuramente il 100%.
Anche per questo motivo quest’anno ho cercato di trarre positività da un anno completamente sotto zero. Non vedevo l’ora che finisse per poter, diciamo così, tirar giù la saracinesca e iniziare a lavorare per l’anno nuovo. Si riparte da zero, senza avere bisogno di un punto di partenza in particolare ma semplicemente per ripagare i miei sacrifici perché mi piace quello che faccio, lo faccio perché mi rende felice e sinceramente aver fatto molta fatica quest’anno, forse più degli altri anni, e non essere riuscita a ricompensarla mi ha dato molto fastidio. Per cui nella mia testa so che mi devo allenare, lo voglio fare come non l’ho mai fatto prima e voglio cercare di vincere il mondiale più bello di tutti.. perché credo che il mio posto di quest’anno non sia assolutamente il mio posto. Ho voglia di ripartire, non vedo l’ora di correre.

E’ stato invece un anno meraviglioso per Maverick Vinales: cosa ci dici del suo percorso e del suo futuro?

Sono molto molto fiera di lui perché credo che sia un grande talento, oltre che un’eccezione di quelle che capitano solo una volta ogni tanto. Sono contenta che sia riuscito a vincere con la Suzuki perché so che era un suo sogno e sono contenta anche del fatto che l’anno prossimo inizi questa nuova avventura perché so che anche questo era un altro suo sogno (Vinales correrà dal prossimo anno in Motogp per il Team Yamaha, come compagno di squadra di Valentino Rossi, ndr.).  Credo che sarebbe stato il sogno di tutti poter entrare a far parte di un team del genere quindi penso proprio che abbia una bella avventura davanti a sé.

Nel 2014 invece hai realizzato anche tu un tuo piccolo sogno girando al Ranch a Tavullia: com’è stato conoscere il tuo idolo di sempre, Valentino Rossi?

Guarda per me è stata una cosa molto bella anche perché io Valentino l’ho sempre visto in televisione, quando ero piccola, era un po’ il mito di tutti.. sinceramente aver avuto la possibilità di conoscerlo e di andare al girare a casa sua è stata una grande opportunità e una cosa che probabilmente non avrei mai pensato di poter fare nella mia vita: è stato molto bello e non mi sarei neanche mai aspettata un giorno di essere invitata a girare da lui. Adesso chiaramente le cose sono cambiate, il rapporto non è più come quello di una volta nel senso che ora è forse più un amico che un mito per me.

Oltre al motocross pratichi molti altri sport: quanto sono importanti la sfida, l’impegno e l’adrenalina nella tua vita e qual è l’aspetto di una vita da sportiva che apprezzi di più?

Mah, apprezzo il fatto che qualsiasi cosa io faccia non faccio fatica a farla o comunque sono nelle condizioni per poterla fare. Ma questo credo sia grazie al fatto di aver iniziato a 5 anni a fare ginnastica artistica, l’ho fatta a livello agonistico e fino agli 11-12 anni. Penso che questo mi abbia dato la base fisica per poter essere predisposta a qualsiasi tipo di sport fatto nel modo giusto. Credo che niente come la ginnastica ti prepari fisicamente in modo così completo a tutto il resto.

Sei un personaggio molto “social”: pensi che questo potrebbe aiutare anche il Motocross, soprattutto femminile, a crescere in visibilità dato che in Italia non è uno sport molto seguito?

Penso di si e credo che da quando ho vinto i 4 mondiali sia cresciuto molto. E’ cresciuto tanto in generale da quando ho iniziato a praticarlo. Tra l’altro il primo anno era ancora coppa del mondo non era neanche campionato. C’è stato anche un periodo in cui era associato all’MX3 e adesso invece siamo finalmente equiparati con l’MX1, l’MXGP e l’MX2.. secondo me il campionato del mondo femminile ha fatto grandissimi passi avanti e sicuramente in Italia è cresciuto: poco tempo fa le ragazze non sapevano neanche cos’era il motocross, adesso anche se non fanno il campionato italiano, cosa per me sbagliata, c’è sempre pieno di ragazze in giro per le piste di tutta Italia… quindi credo che qualcosa di buono l’ho fatto!

Hai qualche consiglio da dare alle ragazze che vogliono avvicinarsi al motocross?

E’ difficile dare un consiglio nel senso che una cosa ti deve piacere e devi avere una motivazione per farla.. poi dipende se la fai perché vuoi arrivare o perché ti vuoi divertire e basta. Sicuramente non è semplice però credo che uno sport che ti dia tante emozioni e adrenalina come il motocross ce ne siano pochi e questo è uno dei motivi per i quali mi piace molto. Ha tutti i presupposti perché una ragazza possa iniziare a provarlo ma so anche che comunque è molto difficile praticarlo e che se lo inizi a fare da grande lo è ancora di più.. Mi è difficile ricordare di quando ho imparato a cambiare o iniziato a saltare, avendo iniziato da cosi tanto piccola ed essendo cresciuta su una moto, non riesco a ricordare quanto difficile era.. però vedendo in giro le persone per le piste mi rendo conto che non è proprio facile per tutti, soprattutto appunto se lo inizi a fare da grande.

Un grande ringraziamento alla Polizia di Stato Gruppo Fiamme Oro Motociclismo

Ilaria Castaldello
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