Moto: Suzuki GSX S750
Durata test: 7 giorni
Chilometri: 1745 km
Evento: Motoincontro MissBiker
Condizioni: Quantità immisurabili di pioggia

Non tutte le cose che iniziamo sappiamo come finiranno, e questa è la verità soprattutto quando si tratta di giri in moto. Questo test inizia a Monza e mi porterà ad attraversare a zig zag tutto il nord Italia, dalla Val di Susa, a Bologna, fino a Pedavena (BL) per poi ritornare a Monza, senza dimenticare di fare una tappa a Bologna di nuovo.

Quando arrivo a Monza la GSX S750 mi aspetta. Volevo provare questa moto dal momento che l’ho vista ad EICMA l’anno scorso. Questo modello rimpiazza la precedente GSR 750 e si affianca alla GSXS1000 e alla piccola GSXS250 nella gamma naked di Suzuki. Ridisegnata nello stile e migliorata negli aspetti tecnici, non vedevo l’ora di provare a guidare una moto che promette di perfezionare un già ottimo modello precedente.
La base è sempre il leggendario motore GSX R 750 del 2005, che questa volta viene tarato per produrre 84kw (112 cv) rispetto ai 78kw della GSR. Aumenta leggermente anche la coppia e il cambio viene accorciato nei rapporti per favorire un’accelerazione più potente mantenendo, però, invariato il rapporto finale della sesta marcia. Un nuovo air box produce un suono di aspirazione definito “eccitante”, una definizione che presto riesco a confermare mentre inizio il tragitto da Monza a Torino sull’autostrada.
Abbandono l’autostrada non appena vedo le colline di Chieri apparire all’orizzonte e il tragitto verso casa si trasforma in un giro lungo le colline Torinesi che finisce solo verso sera, quando devo di nuovo scendere a valle per fare benzina. Il giorno successivo e anche quello dopo sono trascorsi in sella alla GSX S750 dalla mattina alla sera, esplorando la Val di Susa e tutte le piccole stradine dei colli attorno a Torino.

Presto la GSXS750 si svela una piacevole compagna d’avventura: agile e comoda, la ciclistica offre un buon compromesso tra il carattere sportivo e la comodità di una moto stradale. Le sospensioni composte da una forcella rovesciata KYB da 41mm e un mono regolabile in precarico, trasmettono in modo morbido ma preciso le sensazioni dalla strada ed il telaio, in travi di acciaio con sezioni tubolari e a D, permette di avere una buona risposta dalla moto e una sensazione “solida” nell’affrontare le curve più veloci. La frenata, precisa e potente, è gestita da due pinze Nissin a 4 pistoncini con montaggio radiale che agiscono su due dischi a margherita di 310mm. La GSXS750 prevede anche l’ABS di serie, prodotto dalla Nissin.

La posizione in sella è comoda e moderatamente inclinata in avanti, una cosa che facilita una guida più dinamica, mantenendo però anche la comodità nei tragitti più lunghi (Torino-Bologna ad esempio) ed in città. Nel traffico cittadino e nelle condizioni di frequenti fermate e partenze, ci dà una mano il sistema Low Rpm Assist, già visto e sperimentato sulla nuova Suzuki SV650. Un leggero innalzamento dei giri del motore quando si rilascia la leva della frizione nelle partenze a basse velocità aiuta a prevenire l’accidentale spegnimento del motore.

Una novità assoluta sono anche le tre modalità di controllo di trazione: Bassa, Media e Alta, rispettivamente per la guida sportiva con buone condizioni della strada, per la guida in città e con condizioni stradali normali e, terza ed ultima, per condizioni di freddo o pioggia. C’è inoltre la possibilità di spegnerlo del tutto. Dopo aver sperimentato le varie modalità, (e dopo aver litigato con la voce che mi diceva di tenerlo spento) ho lasciato il controllo di trazione sul primo livello quasi fino alle fine della mia avventura, smorzando le mie accelerazioni eccessive su strade belle, ma sconosciute.

Dopo la grande traversata della pianura Padana e la mia tappa a Bologna, era ora di andare verso Feltre ed i luoghi incantati delle Dolomiti dove mi aspettava il Terzo Motoincontro Nazionale MissBiker. Un netto contrasto dal resto della settimana ed i miei giri solitari lungo il Piemonte.
Il weekend del Motoincontro ha presentato anche l’opportunità di provare la GSXS750 lungo più di 750 km tra autostrade, passi dolomitici e ancora autostrade, ma questa volta anche sotto la pioggia battente solo per scoprire che anche in condizioni così diverse, questa moto si rivela comoda e pratica. La quantità e l’intensità della pioggia mi hanno anche permesso provare la terza modalità del controllo di trazione, sempre molto utile su strada bagnata e scivolosa.

Ci piace:
Il nuovo look, aggiornato ed aggressivo. L’ergonomia e la nuova elettronica.

Non ci piace: avrei preferito qualche regolazione in più sulla forcella anteriore oltre al precarico per accomodare uno stile di guida ancora più aggressivo.

Verdetto finale: dopo una settimana insieme e più di 1700 km, la GSXS 750 è diventata quasi un’estensione del mio corpo. È una di quelle moto che ti porta ad allungare il giro e trovare ogni possibile scusa per andare ad esplorare quello che si nasconda oltre la prossima collina. Una moto facile e pratica ma anche sportiva e potente, tutto con un giusto equilibrio.

Bella Litinetski – Motomaniaca
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