Energica Eva
Raramente nel mondo delle moto capita di dire che andando incontro ad una nuova esperienza non sai assolutamente cosa aspettarti. Ancora meno comune è che, provando una moto, trovi i tuoi presupposti completamente stravolti e le tue aspettative superate. Ma in un caldo pomeriggio di settembre mi è finalmente successo proprio questo.

In una piccola e curata zona industriale in mezzo alle campagne modenesi, si trova il nuovo quartier generale di Energica Motor Company, la prima azienda italiana a commercializzare delle vere e proprie Superbike elettriche. Di come è nata l’azienda e dalla straordinaria donna che guida questo sviluppo vi abbiamo parlato nel precedente articolo, dove intervistiamo Livia Cevolini che ci racconta la sua storia e la sua passione verso le cose fatte bene, il made in Italy e le moto elettriche.

L’azienda nasce nel 2009 e per 6 anni consecutivi ormai espone ad Eicma i propri concept e le proprie moto di produzione. L’anno scorso proprio alla fiera internazionale del motociclo ha presentato anche un prototipo, un concept che si chiamava Energica SS9 e che preannuncia un futuro modello presumibilmente basato su un concetto vintage.
Attualmente l’azienda commercializza due modelli:
Energica Ego la Superbike elettrica per eccellenza, e l’ Energica Eva, la naked basata sulla Ego che abbiamo provato noi e che condivide con la Ego lo stesso motore elettrico sincrono a magneti permanenti, raffreddato ad olio.

Posso quindi subito a raccontarvi com’è andata questa esperienza alla guida di una moto elettrica super potente, molto ben rifinita e completamente fuori dagli schemi. La Energica Eva ci propone un allestimento da Streetfighter con un motore che produce circa 110 cavalli con una coppia allucinante di 180 Nm disponibili in ogni momento (per capirci, tra le moto più potenti della storia troviamo le seguenti: la mostruosa Yamaha V-Max con 166.8Nm, la Kawasaki H2R con 165Nm, la  Kawasaki ZX-14R con soli 162Nm, la “piccola” Suzuki Hayabusa con 155 Nm e la “docile” Ducati 1299 Panigale, S con “soli” 144.6Nm di coppia). Quindi qui parliamo di un mondo completamente diverso, oltre le solite misure con le quali eravamo abituati a percepire il carattere di una moto. In parole povere ha la coppia per far girare un piccolo pianeta e non ha il controllo di trazione ma a questo ci arriviamo dopo.

Prima di raccontarvi la moto stessa vi spiego come è l’esperienza di guida con la moto elettrica. Sì, è vero che non ci sono le marce da cambiare ed è vero che ci manca una piccola pedivella in prossimità piede sinistro, però è anche vero che la mancanza delle marce non si sente una volta aperto il gas, ovvero una volta dato il comando di accelerazione al controller della moto. Sì, una potenza spaventosa è dire poco. E più mi metto a cercare di creare delle frasi che riescano a spiegare questo a chi legge, mi rendo conto che sarebbe come spiegare ad un non motociclista come ci si sente ad andare in moto.

Appena mi metto in sella alla Energica Eva si nota che la moto ha un peso importante dovuto alle batterie che occupano anche gran parte del volume centrale della moto stessa. Questo fatto viene ancora di più accentuato visto la mia altezza contenuta (160cm). Però una volta in moto, il peso si sente poco e la moto risulta molto bilanciata e stabile.
La Energica Eva è dotata di tre “velocità”, oltre a quattro Riding Mode (
Urban, Eco, Rain, Sport) e 4 mappature rigenerative. Le tre “velocità” permettono, oltre all’andatura normale, di avere delle modalità di manovra assistita, in avanti e in retromarcia. Queste modalità sono molto utili e comode, dato il peso della moto, e limitano la velocità a 2.8 km/h per eseguire le manovre senza correre il rischio di “spalancare” l’acceleratore.

Una cosa che da subito risulta molto positiva è la sensazione e la precisione del controllo dell’acceleratore. Ci si sente come se ci fosse un contatto diretto tra il movimento del polso e il motore, una sensazione che francamente non mi aspettavo. È vero che ho provato la moto nella bassa modenese, ma durante il nostro giro abbiamo potuto provare e sperimentare la pazzesca accelerazione che offre questo propulsore elettrico. Innanzitutto la potenza arriva in ogni momento, quando ne hai bisogno non ci sono dei giri del motore o delle fasce di massima potenza da rispettare. A qualsiasi velocità girando la manopola dell’acceleratore si ha una carica di potenza e un’accelerazione lineare. In certi tratti quando aprivo il gas non potevo trattenermi di urlare dentro il casco: un “woohoo” partiva spontaneo e prima che mi accorgessi arrivavo già ad una velocità importante.

Il controllo di trazione (o, meglio, la sua mancanza) non appare critica, nonostante l’immensa coppia della Eva, e poco dopo l’inizio del giro non mi disturba più il pensiero della sua inesistenza. La risposta di questa moto, un fatto dato dall’altissimo livello del Control Unit e la sua taratura, permette di avere in qualsiasi momento un controllo precisissimo della potenza erogata.

L’autonomia dell’Energica Eva arriva fino a 200 km su “Eco Mode” e la velocità massima è limitata a 200 km orari in in modalità Sport.

Il computer di bordo analizza in ogni momento i chilometri previsti rimasti sulla carica e continua ad elaborare i dati anche quando la moto è spenta. Sul nostro display possiamo vedere i 4 Riding Mode e le mappe rigenerative, che fungendo da freno motore ci offrono la possibilità di rigenerare una parte della carica delle batterie, oltre ad aggiungere un altro elemento divertente alla guida della moto. Questi Riding Mode e le mappe regenerative sono selezionabili durante la marcia con una semplice azione di un pulsante sul manubrio anche durante la guida.

Arrivati alla domanda che interessava a tutti: le batterie si ricaricano in 30 minuti di carica veloce (mod 4) fino a 85% della propria capacità, e con la ricarica di modalità 2 o 3, toccherà aspettare 3.5 per avere le batterie caricate al massimo.

Dopo aver sperimentato con le varie mappe ho deciso che comunque la mappa rigenerativa media è quella più divertente e permette quasi di non usare mai i freni durante la guida. C’è da dire che la risposta del motore è estremamente liscia non ci sono delle vibrazioni particolari. Tra l’altro non c’è anche il rumore di un motore a combustione però la moto è tutt’altro che silenziosa: appena parto ed inizio ad accelerare, la moto produce un fischio che va ad intensificarsi man mano che aumenta la velocità, sembra quasi di guidare un’astronave.

Una caratteristica particolare molto gradevole è che nella posizione quasi chiusa dell’acceleratore c’è una piccola distanza, un po’ di “gioco” che permette di avere una modalità di scorrimento libero prima dell’entrata in azione del freno motore rigenerativo. Questo tipo di caratteristiche ovviamente erano completamente nuove per me e mai sperimentate prima del test con Energica però la qualità delle finiture e la ricercatezza di questo sistema a livello di esperienza del motociclista fa sì che ci si adatta molto velocemente e la moto risulta molto intuitiva da guidare.

 

Questo tipo di ricerca a livello di utilizzo e guidabilità si nota anche nell’inserimento dei parking assist, un accorgimento che era proprio di Livia Cevolini che in fase di sviluppo dell’elettronica ha preteso l’inserimento di questi parking assist. Una cosa molto furba e che si è rivelata indispensabile per me nella fase del test quando dovevo eseguire delle manovre molto strette.

Livia stessa ha definito una “cavolata” (forse il  termine era un po’ più forte) inserire una retromarcia nella moto elettrica, perché ovviamente si tratta solamente di una mappa elettronica che fa girare il motore dalla parte opposta, mentre in una moto tradizionale necessita di un inserimento di un altro motore come può essere nella Goldwing oppure di sistemi comunque molto complicati che aumenterebbero inevitabilmente anche il peso.

Mentre stavo proseguendo il giro mi sono resa conto che la moto risultava facile ad inserire nelle curve però perdeva un po’ di stabilità nei curvoni più veloci, trasmettendo leggere oscillazioni, specialmente dalla gomma posteriore – presumo sia il peso assai elevato che incide su questo comportamento. Però più andavamo avanti e più mi divertivo a guidare la Eva. La risposta del motore, l’ergonomia, tutto l’insieme – incluso anche il il suono che produceva la moto, piano piano mi hanno fatto capire che anche non correndo e non sforzando ci si diverte moltissimo ad andare con questa streetfighter elettrica.

Sì è vero che i dati sulla carta inevitabilmente mi spingono a provare ad accelerare e vedere correre i numeri sul contachilometri. Però sono arrivata alla conclusione che la Energica Eva potrebbe eccellere proprio nell’utilizzo che può variare dal cruising al sport-touring. La mancanza di vibrazioni, il suono delle gomme sull’asfalto e il rumore dell’aria che passa, questi mi fanno capire che siamo sull’orlo di qualcosa di veramente nuovo, eccitante e molto diverso da tutto quello che conoscevamo finora. Mi fa pensare che l’avvento delle moto elettriche è un cambiamento che, se affrontato con grinta e senza compromessi come fanno da Energica Motor Company, non ci toglierà niente, anzi, arricchirà e ci farà sperimentare nuovi orizzonti motociclistici!

Maggiori informazioni: http://www.energicamotor.com/it/

Bella Litinetski – Motomaniaca
Copyright MissBiker 2017

 

 

 

Scheda tecnica:

MOTORE : Sincrono a Magneti Permanenti raffreddato ad olio
VELOCITÀ MAX Limitata a 200 km/h (Modalità Sport)

COPPIA 180 Nm
POTENZA 80 kW a 6000 rpm
AUTONOMIA 150 km (combinato) 2)
MAPPE 4 Mappe: Urban, Eco, Rain, Sport
4 Mappe di frenata rigenerativa: Low, Medium, High, Off
PARK ASSISTANT Avanti e Retromarcia (2.8 km/h Massima Velocità)

Batterie:
CAPACITÀ 11.7 kWh
LIFE 1200 Cicli @ 80% della capacità (100% DOD)
GARANZIA 3 anni / 50.000 km
RICARICA 3,5 h (0-100% SOC) Carica Modo 2 o 3
30 min (0-85% SOC) Carica Veloce DC Modo 4 1)

PNEUMATICO ANTERIORE
120/70 ZR17 Pirelli Diablo Rosso II
PNEUMATICO POSTERIORE
180/55 ZR17 Pirelli Diablo Rosso II
TELAIO Traliccio in Tubi d’Acciaio
FORCELLONE Fuso in Alluminio

FORCELLA ANTERIORE Marzocchi Ø43 mm, Reg. Precarico Molla, Freno Idraulico in Compressione ed Estensione
MONO AMMORTIZZATORE Bitubo, Regolazione Precarico Molla, Freno Idraulico in Estensione
CATENA (16/44) 525 O-Ring Chain
ABS Bosch Disinseribile
FRENO ANTERIORE
Brembo, Disco Doppio Flottante Ø330 mm, Pinza Attacco Radiale 4 Pistoncini
FRENO POSTERIORE
Brembo, Disco Singolo, Ø240 mm, Pinza 2 Pistoncini

VEHICLE CONTROL UNIT
Il veicolo è controllato da una Vehicle Control Unit che implementa un algoritmo di gestione multimappa adattativo dell’energia e della potenza motore. È inoltre in grado di monitorare costantemente lo stato della batteria, anche a veicolo spento e chiave rimossa

DASHBOARD
Schermo a colori, TFT a matrice attiva da 4.3 pollici, WQVGA 480×272 – 16.7 milioni di colori. Datalogger interno per registrazione dati e sistema GPS integrato. Possibilità di visualizzare le stazioni di ricarica più vicine quando connesso a MYEnergica App.
9 Spie di Segnalazione Allarmi; 6 + 6 Spie di Consumo della Corrente; Sensore Luminosità Esterna; Real Time Clock.
Modulo GPS 10Hz

CONNETTIVITÀ
Bluetooth Low Energy

CARICABATTERIE
Integrato [110-220]V, [50-60]Hz, 3kW. Conforme agli Standard SAE J1772 e IEC 62196-2.

Funzione LPR (Long Period Rest): consente il mantenimento e il bilanciamento automatico delle batterie durante i lunghi periodi di inutilizzo

LUNGHEZZA
2133 mm
LARGHEZZA
830 mm
ALTEZZA SELLA 795mm
PASSO
1491 mm