SWM. Un marchio ai più giovani sconosciuto, nato nel 1971 a Paderno Dugnano e chiuso nel 1984.

SWM (Speedy Working Motors) era un’azienda che produceva principalmente moto da fuoristrada, dalla SWM GS senza dimenticare i modelli RS e TF degli anni 70. Ci sono voluti trent’anni per far risorgere questo mito italiano, grazie a capitali cinesi e grazie soprattutto all’ingegner Ampelio Macchi (firma di progetti importanti come Cagiva, Aprilia e Husqvarna).

L’azienda riapre i battenti nel 2014 a Biandronno, nella ex sede Husqvarna, che ho avuto il piacere di visitare durante i giorni del press test mondiale.
SWM dunque si propone di tornare alla carica con moto da enduro, supermoto e vintage. Approfondendo questo ultimo settore (più consono per il nostro target) esaminiamo i tre modelli che ci vengono proposti con particolare attenzione alla Gran Turismo.

SILVER VASE: LA SCRAMBLER SWM

Ormai è diventata un “must” per le aziende motociclistiche proporre questa tipologia di modello abbandonata da anni e ora in auge. Ma a parte ciò vediamo le caratteristiche più importanti.

Il nome Silver Vase deriva da Vaso d’Argento, trofeo consegnato alla vittoria della Sei Giorni 1975 disputatasi sull’Isola di Man.
Uno stile vintage retro per questa modern classic. Serbatoio spigoloso, strumentazione scarna, parafanghi cromati, faro tondo, doppio scarico alto laterale: una moto davvero naked in tutti i sensi che traspira unicità, semplicità e ricorda le vere moto anni 70.

Il monocilindrico a 4 tempi con cilindrata 445,3 cc ha una potenza massima di 22 kW e 5 marce. L’altezza sella di 82 cm e il peso (a secco 151 kg) la rendono una moto facile da gestire anche per i meno esperti.
Prezzo: da € 5150

COME VA:
L’altezza sella è ottimale e permette una seduta comoda senza pregiudicare l’appoggio (altezza tester 164cm). Qualche trascurabile problema in fase di accensione e via tra le strade nei dintorni di Varese. Le marce sono abbastanza fluide anche se la leva della frizione risulta leggermente troppo dura. La Silver Vase permette una posizione di guida non stancante con un manubrio alto e largo: lo sterzo è ampio e permette manovre da ferma senza problemi. Le vibrazioni si fanno sentire ma d’altra parte non ci si poteva aspettare diversamente da un monocilindrico.

SWM GRAN MILANO: LA VERA CAFE’ RACER
Questa moto fa da base allo scrambler perciò in molti aspetti potrebbe apparire simile ma vediamo le caratteristiche che la rendono una moto molto più cafè racer.
I due semimanubri e il pignone da 16 (da 15 nella Silver Vase) cambiano la ciclistica con una guida caricata in avanti che non si prospetta ottimale per lunghi tragitti. Certo, il motore è lo stesso della Scrambler ma il forcellone diverso e le sospensioni decisamente più sportive le permettono performance più accattivanti.
Prezzo: € 5.550

COME VA:
Come detto la postura del busto in avanti da vera cafè racer ne può pregiudicare l’utilizzo in viaggi più lunghi. Lo sterzo è poco con i semimanubri per le manovre da fermi ma nelle curve la Gran Milano risulta ottimamente bilanciata. Il monociclindrico ha la giusta spinta ma restando tassativamente nel range del contagiri analogico.
Le vibrazioni in questa moto si sentono maggiormente e i polsi ne risentono anche dopo pochi chilometri (cosa prevedibile vista la posizione).

SWM GRAN TURISMO: ENTRY LEVEL DI (FUTURO) SUCCESSO

gran-turismoEccoci arrivati alla prova su strada della SWM Gran Turismo. Monocilindrico con motore da 445,3 cc, 29,92 cv, 151 kg di peso, 808 mm di altezza sella. Una naked istintiva, scarna come le precedenti, semplice da guidare col suo manubrio largo, scarico basso e un serbatoio da ben 24 litri: insomma una moto pensata per fare strada.
La seduta è comoda, come la posizione di guida. Il mono, ovviamente, crea molte vibrazioni che non si sentono a livello dei polsi ma che non agevolano lunghe percorrenze. Agile tra le curve e motore pronto e reattivo. Le leve non permettono di agire con facilità per chi ha le mani più piccole e la frizione è abbastanza dura ma sono dettagli trascurabili.
Più che una moto da turismo mi ha dato l’impressione di essere un ottimo compromesso come entry level, scattante nei percorsi cittadini e nel traffico, giusta per una scampagnata in montagna o una gita fuoriporta.
Esteticamente rimane nel contesto della Gran Milano: serbatoio spigoloso, fanale tondo, strumentazione analogica e manubrio largo.
Prezzo molto interessante: 5.350 € – ff