“Diventare motociclista mi ha cambiato la vita!” Quante di noi hanno detto o pensato una cosa simile? Ci ho riflettuto parecchio (ovviamente dentro il casco) e ho trovato le mie 10 cose. Sono quelle che ho imparato e che ho notato negli anni, quelle che mi hanno cambiato e che non mi hanno mai fatto pentire della mia scelta di salire in sella ad una moto.

1. Indipendenza

“La solitudine è indipendenza” Herman Hesse

Molte la danno per scontata ma l’indipendenza si conquista ogni giorno anche nelle piccole cose. Non ho mai amato dipendere da qualcuno o da qualcosa ma ho notato che spesso diventa un comportamento così interiorizzato che nemmeno ce ne accorgiamo.
“Vorrei uscire in moto ma nessuno viene con me, allora me ne sto a casa” oppure “Quanto vorrei imparare a fare quei tornanti, ma da sola proprio no” e ancora “Il mio compagno/a non vuole condividere con me quel viaggio allora non è destino che lo faccia”.
Sono tutte scuse che ci raccontiamo per non affrontare le nostre paure (ricorda che la paura è un meccanismo di difesa del nostro cervello che in questi casi ci dice: “Se ti succede qualcosa e sei da sola? Stai a casa tranquilla che andrà tutto bene!” E quel divano è proprio lei: la famosissima “comfort zone”.
Quante cose ci siamo perse per “paura”? (Forse il termine più adatto è “seghe mentali”)
Essere motociclista mi ha fatto capire cosa sia l’indipendenza, il decidere di andare e basta, di lasciare, di tornare, di pensare al viaggio e non alla meta, di fermarmi quando voglio, di assaporare ogni momento senza dover soccombere alle esigenze altrui.
L’indipendenza è direttamente collegata alla solitudine, non quella noiosa e tragica che molte hanno quando non si sta bene con se stesse, bensì quella pienezza di essere, di bastarsi, di saper stare al mondo e di poterselo godere a modo proprio.

2. Equilibrio

“Per mantenere l’equilibrio devi muoverti”

Saranno forse i miei anni di Tai Chi e gli insegnamenti dei miei maestri, ma anche la moto mi ha fatto capire cosa fosse l’equilibrio. Non parlo sono di quello emotivo/mentale che è essenziale per quando si guida, ma anche di quello fisico. Tolto il cavalletto siamo noi a diventare un tutt’uno con questo straordinario mezzo. Quando guidiamo, la nostra vita è affidata ad una superficie grande poco più di una carta di credito: è la parte di pneumatico che ci tiene ancorate alla strada. Pazzesco no?
Se hai fatto un corso di guida su strada avrai ben chiaro il concetto di quanto sia fondamentale il peso del corpo nella guida, quel “premere sulle pedivelle” per spostare la moto, quella sensazione bellissima nelle curve quando la moto va proprio dove vuoi tu.
Per farlo non si deve essere rigide ma fluide come l’acqua, senza però essere deboli, senza lasciarsi trasportare perché altrimenti son guai.

Avrai notato allo stesso modo quanto è importante l’equilibrio mentale per la guida. Prendere la moto quando si è arrabbiate, rabbiose, preoccupate e troppo su di giri avrà una ripercussione sul nostro modo di guidare. Saremo irruente, molto probabilmente poco attente a ciò che ci circonda e quindi vulnerabili e in pericolo. Uscire per un giro ci rasserena, ci rende più felici, ci fa stare bene, questo è vero, ma penso che la moto sia anche un grande amplificatore delle nostre emozioni. Guidiamo come siamo e guidiamo come stiamo.

3. Attenzione

“Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è la nostra attenzione” Thich Nhat Hanh

L’attenzione non è solo quella che diamo agli altri sotto forma di ascolto ma anche quella che abbiamo mentre siamo alla guida. Detto ciò, un’altra delle cose che mi ha dato la moto è il guidare meglio quando sono in auto o con un altro mezzo. Sentirsi invisibili per una motociclista è una consapevolezza triste ma reale. Sono fermamente convinta che se tutti gli automobilisti guidassero una moto sarebbero molto meno disattenti, non userebbero lo smartphone, si sposterebbero sulla destra quando arriva una moto, agevolerebbero il sorpasso in montagna. Tutte cose che a noi sembrano normali no? Ma quante volte ci siamo trovate ad affrontare persone potenzialmente pericolose mentre eravamo in sella?

4. Condivisione

“La felicità è reale solo quand’è condivisa.” Christopher McCandless

E’ una parola che utilizzo spesso e che ha una storia legata a doppio filo a me e a tutta MissBiker. Senza la moto non avrei aperto la community che ora conta migliaia di donne con la mia stessa passione. E’ la voglia di condividere che mi ha fatto fare il primo passo.
Ma condividere cosa? Negli anni ho scoperto che la moto è un mondo ricco di sfaccettature. In un gruppo si discute di tutto, ci si apre, si chiedono consigli, anche banali a volte, si cercano conferme, opinioni, pacche sulle spalle, iniezioni di fiducia e ispirazioni. Ci si racconta, si insegna, ci si infervora a volte e si diventa un’unica realtà fatta di moltitudini.
Sono sempre le differenze ad arricchire. L’ho scoperto proprio con la community e grazie alle ragazze che scrivono e condividono ogni giorno la loro vita da motociclista “mettendoci la faccia”.
Ma la condivisione che ho imparato non è solo virtuale. Lo dimostrano i 5 grandi moto incontri e gli altri eventi che abbiamo fatto negli anni e che hanno radunato tantissime motocicliste.

Ammetto anche che non ho mai amato viaggiare in gruppo in moto. Adoro avere i miei tempi, accelerare e decelerare a piacimento, fermarmi a osservare e fotografare, rilassarmi. A volte magari capita di trovare quella persona che ha il tuo ritmo, in cui sei in sintonia, quella che ti capisce al volo e che fa aumentare in modo esponenziale la goduria di un viaggio. Allora il condividere diventa divino, è come toccare il cielo con un dito.
Mi è successo di trovarmi davanti ad un gruppo di centinaia di motocicliste ad un nostro moto incontro e l’emozione faceva palpitare il cuore e scendere lacrime di gioia. Oppure con un piccolo gruppo di vere amiche, quando ferma al semaforo ho visto i loro occhi pieni fierezza, entusiasmo, pace, soddisfazione.
La moto riesce a fare anche questo!

5. Empatia

“Non è tanto il viaggio che è importante; è il modo in cui trattiamo coloro che incontriamo e coloro che ci circondano, lungo la strada.” Jeremy Aldana

L’empatia è la capacità di “sentire” ciò che prova l’altro. Sembra semplice ma non lo è. Siamo portati sempre più ad una sorta di egoismo che non fa altro che deteriorarci. Ho capito bene cos’è l’empatia sempre grazie alla moto. Nella community, come dicevo, si parla di tutto ma i contenuti che spesso risaltano sono quelli di donne che si sentono sconfitte o demoralizzate per una caduta, un infortunio o una bocciatura all’esame.
In questi casi mi metto semplicemente nei loro panni. Si stanno aprendo ad un gruppo mostrando le proprie fragilità e trovo giusto dar loro forza attraverso commenti positivi e di incoraggiamento. Quando impariamo a fare qualcosa e diventa semplice, quasi banale, diamo per scontato lo sia per tutti. Non è così.
“Mai dimenticare da dove sei partita”. La maggior parte di noi è caduta ma si è rialzata. C’è chi l’ha fatto da sola dimostrando forza d’animo e caparbietà ma c’è anche chi vede nella caduta uno “smacco” del proprio ego. Come dovesse dare ragione a chi dubitava dei suoi sogni. Nessun vittimismo, è semplicemente una fase della vita. E’ in questo caso che l’empatia può fare miracoli.

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 6. Fiducia in me stessa

“Innamorati di te stesso, della vita. E poi di chi vuoi tu”. Frida Khalo

L’ho già scritto ma mi sento di ribadirlo: guidiamo come siamo. Se sei incerta la tua guida sarà allo stesso modo incerta. Stessa cosa se sei spavalda e troppo sicura di te.
Volersi bene e fidarsi di se stesse è qualcosa che si impara col tempo, alcune non ci riescono addirittura mai. Da quando sono diventata una motociclista mi sono ricostruita grazie a molte esperienze, ho riunito tanti tasselli che mi hanno resa quella che sono.
Mentre siamo in sella siamo noi a decidere tutto, siamo noi sedute davanti e non possiamo più delegare le responsabilità ad altri. Siamo noi che dobbiamo sapere quando frenare, sorpassare, guardare gli specchietti. Basta solo questo per capire quanto sia importante credere in se stesse.
E poi non prendiamoci in giro, la moto è pericolosa. Siamo in balia di tutti e tutto, come avessimo un bersaglio disegnato sulla schiena: automobilisti distratti, camionisti con scarsa visibilità, ciclisti, ora pure “quelli coi monopattini”, animali selvatici, fondo stradale, intemperie. In moto stiamo affrontando tutto questo perché ne vale la pena, per tutto ciò che ho scritto finora e molto più.
Se non riusciamo ad avere fiducia nelle nostre capacità tutto sarà molto più difficile e non ci permetterà di “sentire” tutto il bello che la moto ci dà.

7. Curiosità

“La valigia ideale è la curiosità.” Anonimo

Per me è una qualità stupenda. Cercare di capire, farsi domande, fare ragionamenti, chiedere, ascoltare. Siamo sedute su un mezzo pazzesco, un distributore di emozioni. Ma sappiamo com’è fatto? Qui basta un po’ di tempo da dedicargli con una manutenzione base e pulizia. E’ anche vero che le moto moderne ormai sono tecnologicamente anni luce diverse da quelle di qualche anno fa, quelle che si potevano smontare e riassemblare (cosa che ammetto di non aver mai fatto ma che prima o poi farò). Ma facciamoci domande, scopriamo di più su cosa stiamo guidando.
E che ne dici della curiosità sui luoghi? E’ sempre una ricerca di itinerari, di strade, di passi e borghi. Il voler scoprire nuove vie, di provare nuove emozioni.

8. Uscire dalla comfort zone

“Se fai quello che hai sempre fatto, otterrai ciò che hai sempre ottenuto.” Anthony Robbins

Andare in moto è affrontare le proprie paure, l’ho già detto. E’ mettersi in difficoltà, cercare di migliorare, di fare quella strada più complicata. E’ perdersi a volte. Di sicuro la moto ci mette alla prova, ci fa affrontare le difficoltà, ci mette davanti a realtà sempre complesse e ci mantiene attive e reattive.
Per me è stato un ottimo modo di rompere il ghiaccio con la gente, togliermi quella pigrizia di dosso e affrontare di petto tutto quello che capita col sorriso.
E’ uscire da quella zona di comfort che rende la vita più stimolante ed emozionante.

9. Rispetto

“Il legame che unisce la tua vera famiglia non è quello del sangue, ma quello del rispetto e della gioia per le reciproche vite. Di rado gli appartenenti ad una famiglia crescono sotto lo stesso tetto.” Richard Bach

Il rispetto si dà e si riceve. E’ qualcosa di reciproco ed è anche rispettare chi non la pensa al nostro stesso modo o vive questo mondo in modo diverso. La moto è essenzialmente libertà di essere se stessi. L’ho ripetuto più volte ma lo ribadisco ancora: la moto tira fuori il meglio (e il peggio a volte) di noi.
Rispetto tutti i motociclisti nel segno del “vivi e lascia vivere” e il mio modo di farlo è salutare tutti, evitare critiche piccate, fermarmi se vedo che qualcuno ha bisogno.
Alla fine siamo o non siamo della stessa famiglia se abbiamo scelto di cavalcare una moto?

10. Riflessione

“Nella vita non c’è nulla da temere, solo da capire.” Marie Curie

Sono sempre stata molto istintiva e questo mi ha causato non pochi problemi. Da quando sono diventata una motociclista ho iniziato a ragionare di più sulle cose, a scavare a fondo. Ore e ore con la testa dentro il casco mi danno la possibilità di farmi chiarezza, di sviscerare problemi e cercare soluzioni. E’ un viaggio mentale e lo si fa mentre si guida in tranquillità, senza la smania di arrivare, di fare un record di velocità, senza dover dimostrare niente a nessuno. Ho trovato in sella una dimensione parallela che mi rilassa e mi permette di affrontare la vita al meglio delle mie possibilità. La fretta la lascio agli altri, a quelli che non vedono la profondità del mezzo che hanno la fortuna di guidare.

E tu? Ti ritrovi in qualcuna di queste cose da quando sei motociclista? Parliamone nella nostra community!

Lisa Cavalli
MissBiker 2022