Ciao miss!
Sarà capitato a tutte di sentirsi dire quelle frasi simpatiche tipo “non andare in moto”, “guarda che non sai fare”, “lascia stare”, “ti fai male”, “non è roba per te”. Purtroppo è un passatempo diffuso, specialmente (ma non solo) nei confronti del gentil sesso il quale, non si capisce bene perché, dovrebbe soffrire ancora nel 2022 di un qualche fantomatico problema alla guida.
Ho almeno 5 cose da dire al riguardo, quindi: modalità acida: on- e si parte.

1. “Non sai fare”

Non so cosa cerchino di dire le persone in realtà quando sparano un “non sai fare”. Per mia esperienza, la maggior parte delle persone in strada “non sa fare” (nel senso che non hanno mai avuto alcuna nozione di guida per migliorarsi, mica colpa loro) e per alcune posso tranquillamente togliere le virgolette. Di solito è utilissimo capire che non siamo davvero abili come vogliamo in qualche cosa (in questo caso guidare), quindi dobbiamo iniziare a farci delle domande. Ovviamente rivolgiamoci a degli istruttori certificati dalla Federmoto, e non al tizio al bar che ha tolto il freno posteriore dalla moto perché non lo usa mai (lo sapete che ogni tanto ve lo devo riproporre!).
In ogni caso mi viene il leggerissimo sospetto che ci dice “non sai fare” senza aggiungere niente di utile, rientri in pieno tra quelle persone che non sono in grado e quindi ci stia dando una specie di “benvenuta nel club dei mediocri”.
Comunque la risposta è: Grazie ma parla per te, io voglio imparare.

2. Acidità al massimo ora, con la regina delle fregnacce: “Ma è tua la moto?”

(No guarda, ho chiamato un amico -uomo ovviamente, con la barba- che me l’ha portata su col furgone e ho guardato con meraviglia come la scaricava abilmente, io mi sono vestita con abbigliamento tecnico perché volevo farci due foto in posa sexy davanti al bar del passo e fare felice l’Instagram, ma non so fare neanche a toglierla dal cavalletto, scusa già che siamo qui mi dici se la prima è in su o in giù? Non mi ricordo mai. Ti prego dammi dei consigli di vita, dimmi come fai ad essere così motociclista, anzi guarda ti lascio il mio numero su un foglio di carta con lo stampo del rossetto). Dite che sono stata stronza o sono andata vicina alla risposta che vorrebbe sentirsi dire chi fa una domanda così scema?
Comunque una buona risposta potrebbe essere: No, l’ho rubata. Però la guido io, ciao.

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3. “Ti fai male”

Tutti/e o quasi purtroppo abbiamo avuto degli amici morti in moto o che hanno subito infortuni.
Il nostro è uno sport (già, uno sport che richiede un impegno fisico e mentale, non un passatempo) che comporta dei rischi, e forse parte del fascino iniziale sta anche in questo.
Dico fascino iniziale perché meglio se ci togliamo ‘sta fregnaccia delle “belle e dannate” il prima possibile e impariamo a capirlo il rischio, e a gestirlo. La moto non è una prova di coraggio, è una prova di abilità.
Ad ogni modo pensare di farci male non aiuta per niente. Come avrete letto nelle mie puntate sulla mente in moto e sull’uso della vista alla guida (ecco il link numero 1 e numero 2 per chi se le fosse perse), per il cervello è molto più facile innamorarsi del problema, anziché della soluzione, soprattutto in caso di frasi così sfortunate e idiote come “ti fai male”, che suggeriscono un ipotetico, misterioso problema di enorme entità, basandosi sul nulla e non lasciandoci nessuna via di fuga mentale. Utilità zero, allarmismo mille, danno potenziale alto.
La mia risposta a una frase da bulli del genere è: Va’ che ti stanno chiamando (sicuramente non ti faccio il pippone per convincerti, vai va là che è meglio).

4. “Non è roba per te”

Che è ‘sta zozzeria del non è roba per te? Su che base non lo sarebbe?
Per me questo è tipo un estintore a schiuma sparato addosso, ma che davvero. Cioè, noi stavamo parlando del più e del meno, e devo scoprire che sei una di quelle persone che vogliono mettere etichette e limiti alle altre così, per quel complesso alpha di superiorità e iperprotezione assolutamente non richiesta. Ma che noia. Purtroppo soprattutto alle ragazze (ma ripeto: non solo) capita ancora tantissime volte, e non ci si abitua mai veramente.
La risposta comunque è: Ho due braccia, due gambe e una testa, quindi posso guidare (e sono convinta che pure con qualche serio problema fisico, ma con la volontà giusta, si riesca a farlo)

5. In definitiva, cosa rispondiamo al Dio del “lascia stare la moto”? Not today.

(cit. da Game of Thrones, una serie invecchiata peggio della fiat Duna ma vabbè, comunque Lannister forever)

E voi? Cosa odiate sentirvi dire, e cosa rispondete nel caso? Dai che ci facciamo due risate!
Alla prossima care.

Marcella Colombari