Con un grande sorriso e allegria, la moto viaggiatrice spagnola Alicia Sornosa ci racconta della sua grande passione, di come ha iniziato, dei suoi progetti e ci dà anche tanti consigli preziosi sul viaggiare il solitaria.

Quando ti sei innamorata dei viaggi ma soprattutto della moto?

Sono innamorata dei viaggi da tutta la vita, sono sempre stata curiosa, fin da piccola volevo sapere che cosa succedeva nel paese accanto al mio, e ci andavo in bicicletta, guardavo molti documentari e leggevo molti libri di viaggi. Ma ho iniziato a usare la moto poco tempo fa per viaggiare, fino a circa dieci-quindici anni fa usavo la moto solo per spostarmi in città, a Madrid, io vivo a Madrid.
Avevo una Aprilia Havana, prima avevo un Vespino, e li utilizzavo per questo, per andare a lavorare. Poi però andai a vivere fuori Madrid e, in quei 20 km che mi separavano dalla città, iniziai a scoprire il divertimento e le sensazioni che ti dà la moto quando stai guidando su strada, e credo che sia lì che iniziò il mio amore per la moto.
E proprio in quegli anni, 13-14 anni fa, la gente iniziava di nuovo a viaggiare in moto, io lo vedevo su Facebook e provavo molta invidia. Così iniziai a utilizzare sempre di più la moto per andare più in là del luogo di lavoro, fino a quando nel 2010 arrivò l’opportunità di utilizzarla per i viaggi al 100%.

Nel tuo giro del mondo tra il 2011 e 2013 hai percorso in moto 170.000 km: cosa ti ha spinto a partire e quali sono state le difficoltà più grandi di viaggiare da sola?

Mi spinse a viaggiare la grande crisi che c’era in Spagna. Io sono una giornalista freelance e lavoro nel mondo dei motori. Avevo sempre meno lavoro, meno soldi e vedevo che stava andando tutto male.
Poi arrivò l’opportunità di uscire con qualcuno che aveva bisogno di una giornalista che lo accompagnasse, per fare foto, video e parlare con la stampa del
suo giro del mondo in moto.
Me lo propose e dissi subito di sì e che l’avrei accompagnato e avrei lavorato per lui.
E così iniziò il
mio giro del mondo, e dopo tre mesi decisi che era meglio viaggiare da sola che male accompagnata. Anche perché volevo vivere un viaggio in solitaria, e poi sai, io sono sempre stata molto ribelle.
Molte persone dicevano che a una donna sola in moto potevano succedere cose orribili… e io volevo sapere se era vero che succedevano quelle cose orribili!
Così dopo quei tre mesi viaggiando in compagnia, decisi di lanciarmi e viaggiare da sola e fu un anno in più di viaggio in solitaria. Fu molto bello. Le grandi difficoltà per me erano la gestione della moto off-road, perché su strada io guido molto bene, ho fatto molti corsi, ho anche corso in auto, conoscevo bene l’asfalto. Per me dunque le maggiori difficoltà arrivavano quando c’era fango, un guado di un fiume, molta sabbia… era lì che facevo fatica e pregavo affinché la moto non cadesse perché era difficile sollevarla.

Hai mai avuto paura durante i tuoi viaggi?

Ciò che mi ha fatto più paura sono state le situazioni “contro” la natura, mai con le persone. Le persone sono sempre state cordiali con me, mi hanno aiutato molto. Quando vedevo qualcosa che non mi piaceva mi allontanavo e non ho avuto grossi problemi.
Ho avuto paura, per esempio, nella Ruta 40 in Argentina dove ci fu una grande tormenta, o sull’Altipiano boliviano o in Alaska, con i fulmini che mi cadevano accanto. Non c’erano alberi ed ero l’unica cosa che poteva attrarre un fulmine. Grandi tormente, burrasche in Africa, vento forte sulla costa. Anche in Australia ho affrontato molto vento, di quei venti che fanno muovere la moto come una foglia.
Ho vissuto persino un terremoto in Messico, al confine con il Guatemala, e lì ebbi moltissima paura, perché pensavo che sarebbe finito il viaggio ma anche la mia vita! Credevo che la moto ed io saremmo cadute in un buco e lì sarebbe finito tutto.
Quindi, ti dico, i miei timori più forti non sono stati legati alla relazione con altre persone o con altre lingue (in Russia pensavo: riuscirò a farmi capire e ottenere ciò che voglio?), bensì sono stati causati dalle forze della natura.

Come scegli i viaggi da fare e le strade da percorrere?

I luoghi che scelgo sono quelli che desidero conoscere. Volevo visitare il Sud America, l’Australia. Oppure luoghi dove sono già stata ma che voglio rivedere, come l’Africa. Ho voglia di attraversare lo Stretto (di Gibilterra) e arrivare all’Africa. E poi, per gli itinerari che scelgo so da dove partire e dove voglio arrivare, quello che succede in mezzo lo lascio decidere al viaggio, perché se arrivo in un luogo che mi sembra bello voglio rimanerci di più. O se arrivo in un luogo brutto voglio scappare subito. Quindi, per gli itinerari guardo il navigatore, controllo la situazione delle strade, cerco informazioni su quei paesi, parlo con altri viaggiatori che hanno già visitato quei paesi per farmi indicare i posti migliori o quelli peggiori. E questo può sempre cambiare perché quando rifai un viaggio magari quella strada non esiste più, o dove c’era molto off-road adesso c’è una strada. Sono molte informazioni, ma lascio che sia il viaggio a portarmi dove voglio arrivare.

Credo che l’approccio mentale sia importantissimo quando ci si appresta a fare un viaggio in solitaria. Tu come lo affronti e come ti prepari?

Mi sono preparata gradualmente: prima ho imparato a stare da sola, con me stessa. Ho imparato a parlare con me stessa, a rispondermi, a mantenere una conversazione interna, a perdonarmi gli errori e a incoraggiarmi quando non ce la facevo più, per stanchezza o perché magari era successo qualcosa nel mio paese o a una persona amata mentre non c’ero.
Credo che noi motocicliste siamo preparate mentalmente sempre, perché parliamo molto con noi stesse dentro il casco e quindi posso dire che ero già preparata.
Per me non è difficile prepararmi, mi preoccupa di più mantenermi in sella alla moto a livello pratico piuttosto che a livello mentale. Credo che questo succeda a tutte, anche perché noi donne siamo molto riflessive, meditiamo e parliamo molto con noi stesse e siamo già preparate, che nessuna abbia paura! 
Siamo già preparate per affrontare questi viaggi, sopportiamo molto bene il dolore fin da giovani, sopportiamo la stanchezza, la fame, il freddo o il caldo per il semplice fatto di essere donne. Quindi a livello mentale mi preparo poco, è più una questione di preparazione del viaggio, dei percorsi che farai, dei paesaggi e dei paesi.

Ci sono delle pioniere a cui ti sei ispirata?

In realtà quando iniziai a fare questi viaggi, quando iniziai il giro del mondo, non conoscevo nessuna donna che l’avesse fatto. Successivamente sì, mi sono interessata e ho conosciuto grandi donne pioniere, inglesi, americane, spagnole e anche italiane!
Ti posso raccontare un aneddoto: l’anno scorso feci un viaggio con una moto elettrica in Svizzera, percorsi 5000 km dalla Spagna e 1600 in Svizzera, e mi misi a cercare chi avesse fatto questo giro in moto elettrica. Fui molto sorpresa quando scoprii che un’italiana aveva viaggiato dall’Italia al Capo Nord con la stessa moto elettrica, una Zero Motorcycles, e quindi lei in quel caso fu la mia ispirazione.

Quali sono state le tue più grandi soddisfazioni?

Io credo che arrivare sana e salva alla destinazione sia una delle più grandi soddisfazioni. Senza grossi problemi e zittendo quelli che dicono “Voi donne non ce la potete fare, siete fragili…” NO! Questa è una grande soddisfazione per me.
E poi un’altra grande soddisfazione è quando una donna mi scrive e mi dice “Grazie a te sono salita in sella a una moto” WOW! Questo è molto importante, no? Mi dicono “Ti ho visto in un video o accanto alla moto, sei minuta, come fai per salire su quella moto? E allora ho pensato: se lei ce la fa, anch’io posso!” per me è una grande soddisfazione.
E poi durante i viaggi io raccolgo fondi per delle cause, e poter consegnare 1000, 2000 o 6000 euro e che una ONG mi dica “Wow! Con questi soldi faremo molte cose e inoltre la visibilità che ci hai portato è quasi più importante dei soldi che hai raccolto!” è un’altra gran soddisfazione.

Quali sono le tre parole che più ti definiscono?

Credo di essere una persona allegra, una persona onesta e avventuriera. Credo che queste siano le parole che mi definiscono meglio.

Cosa vuol dire per te fare della propria passione un lavoro?

Sì! Fare del mio lavoro una passione o della mia passione un lavoro per me è molto importante, ed è una cosa che dovremmo cercare di fare tutte, e tutti. Fare in modo che il nostro lavoro ci piaccia così tanto da non sembrare un lavoro. È vero che un lavoro va fatto in modo serio, costante e con molto entusiasmo, ma ottenere questo non è facile, eh? Io credo di averlo già ottenuto, ne sono molto orgogliosa e per questo lavoro con tanta allegria e mi piace così tanto uscire in moto, anche solo per fare un giro con tre persone.
Adoro partecipare alle conferenze per raccontare ad altri motociclisti che cosa si può fare con una moto, togliergli quelle paure… credo che dovremmo provarci tutti, tutti dovremmo lavorare con la nostra passione.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Abbiamo un futuro che è un po’ incerto, perché non sappiamo cosa succede, all’improvviso chiudono e aprono le frontiere. Un buon progetto è fare un viaggio che non ho ancora fatto. Da anni ho in mente di andare in Brasile dove non sono mai stata, tutto l’Est, uscendo dall’Europa, fino all’Asia, a parte l’India che ho già visitato, è un viaggio che ho in previsione di fare. Poi gran parte dell’Africa. Ma credo che il mio progetto più immediato, che è qualcosa che cerco di realizzare ogni anno, sia portare il tema dei viaggi, secondo la prospettiva di una donna, perché gli uomini l’hanno già fatto, in televisione.
Credo che sia molto importante, è un progetto che cerco di realizzare ogni anno. Non mi stanco di provarci, di parlare con la televisione, con dei produttori, ci provo in tutti i modi. Questo è il mio progetto, che si veda in televisione, perché credo che a noi donne, e anche agli uomini, piacerà vedere altre donne che fanno queste cose.
Non so in Italia, ma qui in Spagna i grandi avventurieri, i programmi di avventura hanno tutti come protagonisti degli uomini. E noi donne?? Questo è un progetto che cerco di realizzare ogni anno e ci proverò fino alla morte!

Che consigli ti senti di dare alle motocicliste che hanno voglia di viaggiare in solitaria?

Il primo consiglio è di non avere paura perché sono donne. Quando viaggi in solitaria e a maggior ragione se sei una donna, ti aiuteranno in tutto il mondo.
Che si facciano coraggio, che chiedano, che non si vergognino di chiedere aiuto e che inizino magari accompagnate per poi passare gradualmente al viaggio in solitaria. E credo che la cosa più importante sia stabilire una data, se non abbiamo una data segnata sul calendario è molto difficile iniziare a lavorare, uscire… perché c’è sempre qualcosa che ci impedisce… il lavoro, la famiglia, il fidanzato. Credo che sia importante buttarsi, farlo in qualche modo.
Buttatevi, viaggiare in solitaria è meraviglioso, è incredibile, dipendi solo da te stessa, ti rendi conto che puoi farlo e che non è così difficile come sembra.
Amiche, non abbiate paura, iniziate con viaggi corti, non serve viaggiare per 40 giorni! Un fine settimana. Poi in Italia avete dei posti meravigliosi da vedere in moto, con quei paesaggi! Sono tornata da poco da un viaggio di un mese in Grecia, Montenegro, Croazia, e l’ho fatto attraversando l’Italia perché non potevo fare altrimenti. E ho avuto un’altra volta la fortuna di percorrere la Toscana con quelle montagne, la campagna era bellissima… Lo dico davvero, amiche, uscite con le vostre moto, percorrete lo Stivale che è meraviglioso, attraversate le isole, fatelo in solitaria e vedrete che è bello, è facile, troverete molte amiche e amici che vi aiuteranno e vi insegneranno. 

Ti andrebbe di mandare un saluto a tutte le motocicliste di MissBiker?

Certamente! Amiche di MissBiker, per favore salite sulle vostre moto e fate molto rumore! Noi donne siamo lì in prima fila, siamo grandi motocicliste e viaggiatrici straordinarie. Non abbiate paura, appoggiatevi a quelli che vi possono aiutare a stare lì, e condividete le vostre esperienze con altre donne che è molto importante. Un saluto, un bacio grande a tutte le donne di MissBiker!

La video intervista ad Alicia Sornosa la trovi qui

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Lisa Cavalli
MissBiker 2022
ph.credits Alicia Sornosa