L’assicurazione moto continua ad essere al centro delle discussioni. Sono molte le notizie che si stanno susseguendo negli ultimi mesi in merito all’aumento anche dell’80% dei costi.

CARD: cos’è, come funziona e il pericolo di aumento

Il termine “CARD” significa Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto. Tale procedura, introdotta nel nostro ordinamento nel 2007, prevede che il conducente che subisce un incidente non venga risarcito dall’assicurazione del responsabile del sinistro, bensì dalla propria: quest’ultima riceverà poi un rimborso forfettario dall’assicurazione del conducente che ha causato l’incidente.

La cosa positiva è che il CARD permette di ottenere un risarcimento danni in tempi più veloci perché permette all’assicurato danneggiato di rivolgersi direttamente alla propria compagnia per il risarcimento e quindi non servirà coinvolgere la compagnia assicurativa della controparte.

In una norma contenuta nella bozza del Decreto Concorrenza all’esame del Consiglio dei ministri si parla di una possibile estensione del regime del risarcimento diretto per la gestione dei sinistri, (CARD), anche alle imprese assicuratrici con sede legale in uno stato estero dell’Unione Europea. Questa prospettiva, se approvata, secondo l’associazione dei costruttori produrrebbe un aumento generalizzato delle polizze assicurative motociclistiche stimabile attorno al 20% dei prezzi correnti con punte dell’80%.

È quanto scrive stamani in una nota Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), commentando i contenuti del ddl Concorrenza all’esame del prossimo Consiglio dei ministri.

“Questo meccanismo – sottolinea l’associazione – ha generato negli anni effetti positivi sui premi assicurativi e, soprattutto, sui tempi del risarcimento, ma, come chiaramente evidenziato da uno studio commissionato all’Università LUISS, esso funziona quando nel sinistro sono coinvolti veicoli appartenenti alla stessa categoria (ad esempio due auto), mentre s’inceppa nel momento in cui i veicoli incidentati appartengono a categorie differenti (ad esempio auto e moto). Il problema appare evidente nel caso dei veicoli a due ruote, dal momento che la maggior parte degli incidenti che riguardano scooter o moto avvengono con veicoli di categoria diversa (normalmente autovetture). In sintesi, l’indennizzo diretto produce effetti distorsivi che si traducono in un aumento dei costi assicurativi a carico degli assicurati motociclisti”.

Per queste ragioni, negli ultimi anni il mercato assicurativo motociclistico si è indirizzato verso compagnie di assicurazione estere che, non essendo sottoposte al regime dell’indennizzo diretto, possono garantire coperture assicurative non penalizzanti per l’utente finale. In questo modo si è ridotto del 16% il premio medio pagato dai motociclisti negli ultimi 5 anni, garantendo lo stesso livello di servizio alla popolazione. Questo fenomeno negli anni ha aumentato il numero delle compagnie assicuratrici di veicoli a due ruote incentivando la concorrenza, con l’effetto di calmierare i costi assicurativi, già in precedenza arrivati a livelli non più sostenibili.

Da qui la preoccupazione per una misura di cui non appaiono chiari i benefici, ma solo gli impatti negativi, dal momento che, se venisse approvata, avrebbe un’immediata ricaduta sulle tasche degli utilizzatori. 

Con una una nota pubblicata il 7 giugno 2022 Confindustria Ancma torna a prendere posizione contro le disposizioni del ddl Concorrenza, che estendono il meccanismo del CARD, a cui oggi aderiscono le imprese assicurative italiane, anche a quelle operanti in Italia con sede legale in altri Paesi europei.

Incrementi medi dell’80% sul costo delle polizze dei motociclisti assicurati fuori CARD (Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto), con picchi ancora più significativi al Sud, aumento del rischio di elusione assicurativa e rallentamento del mercato moto in una fase di crescita.

Il risarcimento diretto, introdotto nel 2007, prevede che il conducente che subisce un incidente non venga risarcito dall’assicurazione del responsabile del sinistro, bensì dalla propria: quest’ultima riceverà successivamente un rimborso forfettario dall’assicurazione del conducente che ha causato l’incidente. Un meccanismo che ha generato effetti positivi, soprattutto sui tempi del risarcimento.  Tuttavia, come chiaramente evidenziato da uno studio del centro CAMSEF dell’Università LUISS, la convenzione CARD genera esiti perversi sulle polizze per le due ruote, perché la rigidità del meccanismo di rimborso a forfait non si adatta agli incidenti motociclistici. 

In pratica è stato dimostrato che il sistema funziona male quando si applica a incidenti che coinvolgono categorie differenti di veicoli. Inoltre, la compagnia del motociclista danneggiato riceve da quella del responsabile del sinistro meno di quanto corrisponde al proprio assicurato e che ciò ha fatto lievitare i costi della gestione degli incidenti motociclistici per le imprese assicuratrici. In media i motociclisti già oggi pagano il 30% in più per effetto del CARD e, in particolare, coloro che hanno stipulato una polizza con compagnie estere – più di cinquecentomila centauri – vedranno aumentare il loro premio (204 euro il valore medio in Italia) dell’80%, se verrà approvata la modifica dell’art. 31 del ddl concorrenza.

Divieto di sospensione invernale della polizza

Nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha approvato quasi all’unanimità un pacchetto di misure che modifica in parte la direttiva 2009/103/CE concernente l’assicurazione della responsabilità civile autoveicoli. La direttiva ora di fatto inibisce la possibilità di sospendere la copertura assicurativa nei periodi di inutilizzo del veicolo custodendolo in un luogo privato, sfruttata soprattutto dai possessori di moto.

“Qualora si obbligassero le compagnie straniere ad aderire al sistema del risarcimento diretto i motociclisti, già penalizzati dal recente divieto di sospensione invernale della polizza, subirebbero un ulteriore rincaro dei prezzi. Una misura – conclude ANCMA – che arrecherebbe un grave danno ai motociclisti, all’industria e alla mobilità sostenibile a cui il mondo delle due ruote contribuisce in maniera decisiva”.

Altri aggiornamenti importanti della direttiva

Nell’aggiornamento della direttiva 2009/103/CE il Parlamento europeo ha approvato altre modifiche che riguardano la regolamentazione della RCA nei Paesi membri:

  • non dovranno avere polizze RC i veicoli utilizzati per competizioni motoristiche né quelli in movimento per ragioni legate alla fabbricazione o al raggiungimento dei luoghi in cui saranno venduti. Saranno gli organizzatori della competizione e i responsabili della spedizione del mezzo che dovranno avere delle polizze specifiche con garanzie il più possibile analoghe alla RC auto;
  • sono stati stabiliti nuovi massimali minimi (vicini a quelli già applicati attualmente in Italia): nel caso di danni alle persone € 6.450.000 per sinistro, indipendentemente dal numero delle persone lese, o € 1.300.000 euro per persona lesa; nel caso di danno alle cose € 1.300.000 euro per sinistro.

Gli Stati membri avranno a disposizione 24 mesi per recepire nella normativa interna la direttiva aggiornata in materia di responsabilità civile da circolazione.

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Il comunicato di ANCMA del 23 febbraio 2022

L’associazione dell’industria delle due ruote torna a prendere posizione contro le disposizioni del ddl Concorrenza, che estendono il meccanismo del CARD (Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto), a cui oggi aderiscono le imprese assicurative italiane, anche a quelle operanti in Italia con sede legale in altri Paesi europei. Dopo aver evidenziato gli effetti distorsivi che tale procedura genera sulle polizze motociclistiche per la rigidità del meccanismo di rimborso a forfait su cui si basa il CARD, Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) ha quantificato anche gli aumenti che subiranno le tariffe delle assicurazioni moto qualora l’articolo 27 del ddl Concorrenza dovesse rimanere invariato.

Durante un’audizione svoltasi ieri in Commissione Industria al Senato, l’associazione ha infatti presentato un’analisi secondo cui il prezzo di una polizza moto CARD è in media superiore dell’84% rispetto a una polizza “no CARD” stipulata per lo stesso veicolo. L’assenza sul mercato italiano di compagnie straniere, non solo limiterebbe la concorrenza sul mercato, ma amplierebbe il divario tra il Nord del Paese e il Sud, dove i costi per assicurare un motociclo sono già oggi circa il 68% più alti. Questo significa che, senza offerta “no CARD”, si potrebbero verificare in alcune province del meridione incrementi di prezzi molto significativi, aprendo inoltre al rischio dell’elusione dell’obbligo assicurativo. “Effetti che – secondo ANCMA – si muovono evidentemente contro i principi stessi del provvedimento e colpiscono un mercato in crescita e una filiera che in Italia vale oltre 21 miliardi di euro e offre occupazione a più di 380mila persone”.

Fonte: comunicato stampa ANCMA