Ormai sono passati tre mesi da quelle incredibili giornate, ma è sufficiente chiudere gli occhi per poter rivivere tutto in modo vivido e riassaporare la magia del più grande motoraduno d’Europa: l’European Bike Week. L’edizione di quest’anno si è tenuta dal 4 al 9 settembre nella splendida e sempre scenografica cornice del lago Faak, nella regione di Villach, dove oltre 90.000 moto si sono riunite attorno alle sue acque cristalline, invadendo l’HarleyWood.

Non è la prima volta che partecipo a questo raduno, eppure non so spiegare in maniera razionale cosa lo differenzi da tutti gli altri. È tutto più grande, più appariscente, più rumoroso. L’European Bike Week non ha semplicemente qualcosa in più degli altri raduni, lo è.
Sono circa 450 i chilometri che mi separano dal Faaker See, non mi spaventano. Ho una moto vecchia, scomoda e nervosa, una Honda Dominator del 1988 che mi abbandona sul ciglio della strada la metà delle volte che la uso, ma nemmeno quello mi spaventa: venerdì mattina dopo una abbondante colazione, si parte. Tra tenda, materasso, sacco a pelo e cambi di vestiario, Domy è carica come un mulo ed io, nell’inforcarla, sembro ancora più minuta, ma non mi importa: ho fretta di arrivare, quello mi preme.

Raggiungere la Carinzia non è difficile poiché dista pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio.
Raggiungerla durante l’European Bike Week è facilissimo: è sufficiente seguire la transumanza di scarichi cromati e giubbotti orgogliosamente personalizzati che già in prossimità di Venezia dominano la strada. È uno spettacolo affascinante difficile da spiegare a parole, che travalica il semplice concetto di raduno motociclistico e raccoglie l’eredità dei grandi raduni americani, esagerati in tutto ed assurdamente grandiosi.

European Bike Week

Seguendo questo fiume ininterrotto di motociclette arrivo in vista del Faaker See verso ora di pranzo, reduce da una doccia su due ruote e con una discreta fame. Prima di parcheggiare la Domy e buttarmi su uno dei numerosi stand gastronomici decido di entrare nel mood, farmi assorbire dal flusso di moto e godermi un giro del lago. Entro nel ring e mi sento parte di qualcosa di enorme, mi sento ubriaca di vita.
Tappa obbligata e meta di pellegrinaggio è la statua raffigurante la coppia di motociclisti: una scultura in acciaio alta oltre 5 metri, che l’ufficio del turismo ha deciso di regalare alla comunità per celebrare la grandiosità dell’evento che ormai da 21 anni anima la regione. Scattare una foto davanti alla statua è diventato ormai un rito imprescindibile per ogni partecipante al raduno.

European Bike Week

L’European Bike Week si presenta sempre uguale e al tempo stesso sempre diversa, ma in realtà potrei definirla semplicemente bella; un aggettivo banale, me ne rendo conto, ma cosa dire? Mi piace tutto. Mi piace la preparazione rituale della moto, caricarla di bagagli e dimenticare sempre qualcosa a casa. Mi piace il viaggio, così tanto in stile Keourac. Mi piace quel lago dall’acqua cristallina ed i boschi che vi si affacciano.
Mi piace dormire in tenda, circondata da amici. Mi piace la vita al raduno, con i suoi colori, la confusione ed i sapori. Mi piace meno lo sbalzo termico di circa 20° che c’è tra il giorno e la notte, ma fa parte del gioco.

È un raduno ricco di eventi, animazioni e musica. Gli innumerevoli truck ospitano le creazioni dei customizer più fantasiosi del mondo, creature metalliche che rasentano l’impossibile. Frizioni suicida, trike grandiosamente personalizzati, aerografie artistiche, motociclette con motori V8 da 350 CV: qui è tutto possibile. Il ruggito degli scarichi si sostituisce alle voci umane, l’odore di benzene impregna l’aria ed un meltin pot di motociclisti affolla ogni stand, ogni spazio, entra dappertutto. I padiglioni offrono un merchandising estremamente vario dove è possibile trovare dei veri e propri tesori. Ho commesso enormi peccati di gola assaporando piatti buonissimi ed ottima birra, durante concerti esclusivi e completamente
gratuiti. Ma dopo una giornata che ribolle di caldo, di passione e di rumore sento la necessità di fermarmi e sdraiarmi sulla riva del lago, dove l’acqua si innamora del cielo e ne prende le sembianze, arrossendo al tramonto.

European Bike Week
European Bike Week

Il mio pensiero torna spesso a quei momenti, con malinconia, splendidi ricordi e un conto alla rovescia che parte già dal giorno successivo alla sua conclusione. Ormai il Faaker See è parte di me e io non posso negarlo.

Se le mie parole vi hanno incuriosito e state pensando di partecipare alla prossima European Bike Week, iniziate a prepararvi: la 22esima edizione si svolgerà dal 3 all’8 Settembre 2019.
Io ci sarò.

Gaia Gramantieri
Photo Credits Gaia Gramantieri
Copyright MissBiker 2018