Anche se sono nata in Svezia, stato con una grande storia in fatto di motori, non sono cresciuta nel mondo delle motociclette. Le ho conosciute 20 anni fa, e non è stato sicuramente amore a prima vista. E’ stata una lenta storia d’amore costruita su fondamenta per lo più di paura, poi eccitazione, libertà e brivido.

Ora sono madre di una bambina di sette anni e di un bambino di due, il mio rapporto con motociclette e motociclismo è cambiato nel corso degli ultimi anni. Quando diventi un genitore smetti di fare un sacco di cose che ti piacevano: dormire è un esempio…e pensavo che il motociclismo sarebbe stato un altro.
Quello di cui non mi rendevo conto quando mio marito mi ha fatto scoprire le moto da fuoristrada tanti anni fa, era una fantastica attività per famiglie con le moto da cross. Una volta che nostra figlia è stata abbastanza grande per guidare con noi, abbiamo comprato un moto giocattolo e non ci siamo mai pentiti. Mio figlio aveva solo tre settimane la prima volta che guardava sua sorella maggiore Tindra andare in moto, e ora adora divertirsi anche lui come fa il resto della famiglia.

Guidare con i figli credo sia un’esperienza straordinaria per qualsiasi genitore. Tuttavia, andare in moto con mia figlia non è solo un’attività divertente, ma è anche estremamente potente e presenta innumerevoli opportunità di apprendimento per entrambe.

Ci sono momenti in cui lei diventa impacciata in un percorso essendo l’unica ragazza. È una linea sottile tra il potenziamento di una giovane ragazza e il nutrirsi degli stereotipi già cementati di ciò che è maschio e femmina.

Fa molte domande su ciò che le ragazze possono e non possono fare. Approfitto di ogni occasione per dirle che le ragazze possono guidare una moto altrettanto velocemente e essere competitive quanto i ragazzi sul circuito della giornata.

Non si tratta di essere un maschio o una femmina, si tratta di andare in moto e divertirsi facendolo. Purtroppo al momento il motociclismo è ancora uno sport dominato dagli uomini. Donne come la campionessa femminile Endurocross Kacy Martinez, la campionessa mondiale Supersport 300 Ana Carrasco e la cinque volte campionessa mondiale femminile per l’Enduro Laia Sanz sono grandi modelli di comportamento che stanno abbattendo gli stereotipi nel corso del tempo, anche se abbiamo ancora alcune molta strada da percorrere.

A dire la verità, non devo dire a mia figlia che può essere veloce o competitiva – lo è già. È la sensazione migliore del mondo guardarla salire su una collina o vedere l’orgoglio nei suoi occhi quando ha conquistato una dura striscia di sabbia profonda. Penso che tutti ricordiamoo bene come ci si sente ad affrontare quella paura, sia che si tratti di un tratto ripido di una pista o di un atterraggio dopo un salto.

Non me lo aspettavo, ma guidare con mia figlia crea fiducia in entrambe. Cerco di essere un modello per lei, mostrandole che le mamme possono andare in moto e divertirsi proprio come chiunque altro. 
Un’altra cosa che non ho realizzato quando ho avuto la mia prima moto è che il mondo è cambiato: vivere in un sobborgo di Los Angeles significa che i bambini non trascorrono la maggior parte del loro tempo fuori come facevamo quando noi eravamo piccoli. Non vanno a scuola a piedi o in bicicletta per il quartiere finché il sole non tramonta. Sono molto grata che la guida in moto ci dia quell’esperienza.

Quando Tindra ed io siamo in moto è come se giocassimo nella terra. Possiamo esplorare insieme, conquistare insieme e ridere insieme.

Quando ci fermiamo sulla pista per uno spuntino discutiamo della natura che abbiamo appena visto e delle sezioni che abbiamo affrontato. Mia figlia adora prendere nota di ogni singolo animale o insetto che incontra durante le nostre giornate, ed è pronta a dirlo a papà e fratellino. Insieme stiamo creando ricordi e acquisendo abilità nella vita reale. Cosa può esserci di più grande?

 

Articolo tratto da “Mother, Daughter, and Dirt Bikes: Family Off-Road Riding”