Reportage  World Ducati Week 2016

I motori si accendevano, I Ducatisti accorrevano, le piadine si scaldavano, gli Scrambler derapavano e le Diavel si sfidavano. Tutto questo succedeva al Word Ducati Week (o più comunemente WDW) che dal 1 al 3 Luglio ha visto più di 81.000 appassionati arrivati da tutto il mondo per vivere insieme la grande festa di Ducati all’interno dell’autodromo di Misano.
Il WDW è la grande festa che ogni due anni riunisce Ducatisti e appassionati di tutte le nazioni e gli fa vivere un weekend pieno di emozioni di attività e di divertimento, e questa nona edizione ha riconfermato il successo e l’importanza che la Ducati dà a questo evento internazionale. Quest’anno in concomitanza anche del novantesimo anniversario del marchio, le sorprese per i Ducatisti non sono mancate: tra le più strepitose erano le presentazioni in anteprima di ben due nuovi modelli.

Il progetto 1312, ovvero la nuova Supersport S, una moto sportiva ma pensata per il (o la) motociclista che preferisce la strada alla pista. Una postura meno estrema in sella, un motore ed assetto più fruibili per la strada ed un prezzo accessibile potranno essere il connubio che porterà nuovi appassionati all’interno del mondo Ducati, dice Claudio Domenicali. Questo nuovo modello, insieme alla gamma Panigale, Multistrada Enduro, il mondo Scrambler, e la famiglia Diavel ci porta esattamente al cuore del tema di questa edizione del WDW: More than Red – Più di Rosso.  Domenicali sottolinea: “siamo sportivi, abbiamo a cuore le competizioni e quindi il Rosso. Ma a partire dal 2014 con il giallo del mondo scrambler ed oggi con il nero della XDiavel e la nuova Multistrada Enduro, l’offerta della Ducati è più ampia e presenta nuovi modelli per i nuovi segmenti”.

Così detto e fatto: oltre alle aree tradizionali dedicate alle competizioni, ai piloti e ai team racing, questo WDW ha presentato vaste aree dedicate ad esempio al Multistrada Enduro, dove con l’aiuto degli istruttori del DRE, i partecipanti potevano imparare a controllare la maxi enduro su un circuito sterrato dedicato, o ad esempio l’arena Flat Track, dove per la prima volta i piloti del presente e passato si sono sfidati con una gara tutta di traverso in sella alle nuovissime Scrambler Flat Track Pro, e dove in seguito, gli appassionati potevano assaporare in anteprima la sensazione di intraversare la Sixty2 sull’ovale sterrato.

Venerdì, ad un certo momento il paddock è stato assordato da un rumore fortissimo, estraneo alle nostre orecchie, ormai abituate al rombo dei motori Desmo. All’improvviso sopra le nostre teste è comparso un quartetto di Eurofighter Typhoon, che in classica discretezza Ducatiana hanno sorvolato l’autodromo a bassissima altitudine. Sono arrivati all’improvviso e non abbiamo neanche fatto in tempo ad estrarre le macchine fotografiche. Menomale che per sottolineare la natura discreta dell’evento hanno ripetuto il passaggio aprendo anche i postcombustori, per poi fuggire definitivamente, scomparendo nell’azzurro dei cieli della Romagna. La sera, una lunghissima colonna dei Ducatisti è partita dal circuito per partecipare allo Scrambler Party, dove schiuma e musica anni ’90 hanno animato la serata all’Acquafan.

Sul circuito si svolgevano in continuazione svariate attività, i turni in pista si alteravano all’esperienza 2up che permetteva a pochi fortunati di girare come passeggeri con i campioni del mondo, e ancora: esibizioni di stunt e treni di gomme letteralmente ridotte alla tela dopo il Drag Race con le Diavel, vinto da Scott Redding e che ha visto i tecnici della pista accorrere a calmare Capirossi perché ha fatto scomparire metà della tribuna in una nuvola di fumo dopo un burnout particolarmente insistente.
La giornata ha continuato e nell’alternarsi delle prove in pista è stato dato spazio anche all’esperienza di guida con le Audi R8 e le Lamborghini della Lamborghini Driving Academy che, sfrecciando sotto le tribune ci hanno gioito con il magnifico suono dei motori V10, difficilmente descrivibile a parole.

La sera, il palco allestito allo stadio si Santa Monica si è riempito dei più grandi piloti che hanno fatto la storia recente di Ducati. Durante la cerimonia che ha ripercorso l’eccellenza della ducati nelle corse, è stata annunciata e presentata la speciale edizione limitata della 1299S Panigale Anniversario, la moto che sarà prodotta in 500 esemplari, e con questo, Domenicali ha dato il via ai festeggiamenti del novantesimo compleanno della casa Bolognese.

Attorno a tutti questi eventi non potevano mancare l’International Village: un’area dedicata ai Ducati Club e ai visitatori provenienti da tutto il mondo, la Ducati University dove si sono tenuti corsi e presentazioni sulla meccanica e sul design, il padiglione del Novantesimo Anniversario che con una mostra speciale percorreva le emozioni dei 90 anni della Ducati. Il vasto Tech Village ospitava Brembo, Bosch, Pirelli e Arai, partner della Ducati per la sicurezza, e subito di fianco, un mega Truck di Pirelli e poi Ohlins dove i pistaioli potevano montare le nuovissime Diablo Rosso III o le Supercorsa e fare un assetto perfetto per il prossimo turno in pista.

Domenica pomeriggio, ed il paddock si sta svuotando. Facciamo in tempo ad intrufolarci dentro il box di Aruba Racing per le foto con i tecnici della Superbike e le moto di Chaz e di Giugliano, e poi una scappata nella pit lane per assistere ad un turno di prove con la DRE e le 1299 e 959 Panigale, guidati da Manuel Poggiali che con una facilità disarmante faceva ballare la 1299 tra i cordoli. Il caldo sole di Misano si stava abbassando e le strade di Rimini e Riccione si stavano trasformando in fiumi infiniti di motociclisti alle prese con il viaggio di rientro. Un’atmosfera di quiete dopo la bufera Rossa, incrociando gli sguardi dieto alle visiere, si capiva che abbiamo vissuto qualcosa di speciale. Si è conclusa così la nona edizione del WDW, ed ora la Ducati si dà ai festeggiamenti del anniversario, prima di riiniziare il conto alla rovescia e preparare la prossima edizione del 2018.

Bella Litinetski – Motomaniaca.