Manca poco per l’approvazione della legge di attuazione della normativa europea sui guardrail

Solo poco più di 100 km su 850 mila hanno un guardrail con protezioni salva-motociclisti. Purtroppo molti di noi lo sanno bene e hanno avuto qualche amico o conoscente che si è infortunato o ha perso la vita contro questi dispositivi di sicurezza che di sicuro hanno ben poco.

Anche Wikipedia alla voce guardrail parla della loro pericolosità:
“Si sono rivelati pericolosi in modo particolare per i motociclisti, in quanto le lesioni mortali alla colonna vertebrale non avvengono durante l’impatto della moto, ma quando dopo l’urto il motociclista viene sbalzato dalla moto colpendo il guard-rail, i cordoli o altre barriere presenti ai lati della strada, che dovrebbero essere rimosse o sostituite con le meno invasive borchie plastiche.”

Denominati “guardrail ghigliottina”, da oggi quelli nelle zone più pericolose forse potrebbero sparire per sempre dalle strade, eliminando ogni rischio. Questo succede anche perché Graziella Viviano mamma di Elena Aubry, giovane motociclista vittima di un incidente, ha incontrato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli per chiedere l’approvazione della legge di attuazione della normativa europea su questa tematica anche in Italia.
La stessa riguarda l’installazione di dispositivi che salvano i motociclisti, soprattutto in alcuni tratti di strada critici, dove la probabilità che accadano incidenti mortali è più elevata.

Mi batto perché sia affrontata e risolta la questione delle protezioni dei guard rail che permetterebbero di salvare la vita di tanti motociclisti. Ci sono associazioni disposte a finanziare queste protezioni, ma non possono essere installate perché in Italia manca un piano di attuazione della normativa europea su questi dispositivi di sicurezza. Voglio chiedere al ministro di sbloccare questa situazione per aiutare gli italiani a non morire sulle strade. Dapprima questa sorta di barriere potrebbero essere messe nei punti più critici, in prossimità delle curve. Si comincerà piano piano, da Bologna e Roma e poi in tutte le città.

Graziella Viviano

“Il 6 maggio 2018, Elena Aubry, 25 anni, stava percorrendo la via Ostiense in sella alla sua Honda Hornet 600 quando, a causa di una serie di avvallamenti impercettibili a occhio nudo (come ha chiarito la ricostruzione 3D della dinamica dell’incidente ovvero la superperizia di un consulente della procura di Roma), ha perso il controllo della moto ed è finita contro un guardrail e poi contro un albero, riportando gravissime lesioni, incompatibili con la vita.
Elena era una brava motociclista, attenta alla propria sicurezza. Era arrivata ad avere una moto dopo aver utilizzato il motorino per molti anni, ne aveva particolare cura tanto che la moto era in perfette condizioni. Sapeva inoltre guidare bene e indossava a ogni uscita l’abbigliamento protettivo.
La sua condotta in strada era ineccepibile e mai si sarebbe potuto pensare che la sua incolumità potesse essere a rischio. Ad ammazzarla ci ha pensato la strada, con le sue buche causate dall’incuria, i suoi dossi non segnalati, le radici degli alberi che sollevano il manto stradale”.

Associazione Motociclisti Incolumi

Ecco la risposta del ministro dei trasporti e delle infrastrutture Toninelli.

È assurdo morire per colpa di un guardrail che dovrebbe proteggerti. Ancora più assurdo pensare che ciò accada non per un problema di soldi, ma soltanto perché manca una norma che obblighi chi gestisce le strade a installare una protezione adatta a scooteristi e motociclisti.
Ecco perché oggi ho voluto accogliere al mio ministero ed ascoltare la testimonianza di Graziella Viviano, mamma di Elena Aubry. Il suo dolore si è trasformato in una battaglia civile importantissima per la sicurezza di chi viaggia, tema centrale del mio mandato.
Ho voluto confrontarmi con Graziella e raccontarle che sta finalmente arrivando quel decreto ministeriale tanto atteso da lei e da molti cittadini. Una vecchia bozza era rimasta sepolta chissà sotto quali scartoffie”.

Ora un nuovo testo del mio dicastero, messo a punto l’ottobre scorso, è in visione all’Unione Europea che potrà esprimere eventuali rilievi entro il prossimo 28 febbraio. Se tutto filerà liscio come ci aspettiamo, la norma sarà presto in vigore e obbligherà i gestori delle nostre strade ad installare alla base dei guardrail i Dispositivi Salva Motociclisti nei tratti più pericolosi e con un’alta incidentalità accertata.
Proteggere chi si sposta su due ruote è una battaglia storica del MoVimento 5 Stelle, iniziata in Parlamento già agli albori della scorsa legislatura.
Questa norma finalmente metterà l’Italia all’avanguardia in Unione europea, perché non esiste nulla di più importante della sicurezza e della salute di chi si muove”.

Danilo Toninelli

Ministro dei trasporti e infrastrutture

Noi di MissBiker ci uniamo alla battaglia della signora Graziella Viviano e ci auspichiamo che finalmente i guardrail siano una sicurezza anche per chi ha la nostra passione.

Photo Credits: Virgilio Motori