Ciao, sono Greta Trabacchin per i social Greta Supertramp, il mio alter ego che dà forza alle mie avventure. Perche Supertramp? “Supervagabonda” come Christopher McCandless di “Into the Wild”, avete presente? Quel ragazzo americano che, abbandonata la civiltà e le sue convenzioni, le sicurezze e una vita ordinaria, scelse di vagabondare a piedi per il mondo, attraversando tutti gli Stati Uniti e finendo i suoi giorni in Alaska. Ma questa è un’altra storia, molto più interessante della mia.

Spesso viaggio sola, quando vago in moto o parto per un trekking scelgo la solitudine per una serie di motivi: mi rafforza, mi fa sentire piccola e grande allo stesso momento, mi fa annusare per davvero ciò che mi circonda.
Crescere così, però, mi ha anche convinto che saziarsi di esperienze solitarie sia inutile. A che scopo imbottire un corpo e tenere le serrande chiuse finchè non scompare? Così ho deciso di spalancare porte e finestre facendo circolare bene l’aria: condividere è come allargare le braccia e farsi attraversare dalla brezza!

Cribbio, mi rileggo e inciampo nei ricordi. Rivedo la “me” piccola e insicura in sella alla prima moto, la Ninja 250 al mio primo vero giro in montagna, correva l’anno 2014.
“Facciamo un giretto tranquillo fino a Bassano del Grappa e torniamo” questo mi dissero dei motociclisti che avevo conosciuto da poco ed ero felicissima di uscire con loro, una spugna pronta ad assorbire tutti i loro insegnamenti.
Era primavera inoltrata, una giornata soleggiata di fine aprile, e mi presentai al ritrovo vestita come al solito: jeans, converse e guanti da mtb (quelli con le dita esterne scoperte). Le loro facce! Però la giacca da moto l’avevo.
Poi capii, quei farabutti mi trascinarono su per i tornanti che portano a Cima Grappa. “C’è ancora neve qui sopra”, beata cretura ingenua dico adesso. Le mani gelate mi impedivano pure di frenare talmente erano insensibili e poi.. iniziò a piovere. Perfetto! Tornanti in discesa, serpenti d’asfalto viscidi fatti con la marcia sbagliata ma con lo spirito di sopravvivenza che mi ha sempre contraddistinto nei momenti di pericolo, il sangue freddo mi portò a casa sana e salva.
Inutile dire che i tornanti sono stati poi il mio terrore vero e prima di ogni uscita controllavo su Maps la loro ampiezza.

Nel mio futuro di allora non c’erano viaggi lontani migliaia di km da casa, all’estero o addirittura in altri continenti. Inerpicarmi tra le montagne? Ma chi io? Ero una topa di campagna e l’avventura non sapevo cosa fosse, retaggio di famiglia.

Due mesi dopo, in un incidente distrussi la piccola Ninja e scelsi un Gsxr 600, una moto sportiva che dopo pianti e soddisfazioni ho trasformato in moto da turismo, ma anche questa è un’altra storia.
Esplorare è diventato il mio pane quotidiano, non saprei immaginare un futuro diverso per me, i miei sogni sono proiettati molto più lontano dei miei piedi in luoghi dove i miei occhi non vedono l’ora di curiosare.
Di strada da quel lontano aprile 2014 ne ho percorsa parecchia, se vogliamo dare un numero, come piace ai grandi, direi più di 130.000 km, di tornanti non lo saprei dire ma taaanti.
Ora sorrido al pensiero, alla fine le paure sono solo esperienze che mancano.

Greta Supertramp
MissBiker© 2021
Segui Greta su INSTAGRAM