Letizia Marchetti, romana classe ’78 è un’icona del motociclismo italiano. Oltre ad esser stata la prima donna ad aver vinto una gara del Campionato SBK Italia e ad avere nel suo palmares molti risultati importanti, ha ideato (assieme a Max De Simone e di Sandro Carusi) la Women’s European Cup e nel 2020 è stata eletta al Consiglio Federale della FMI.

– Ciao Letizia, grazie per aver accettato di essere intervistata per MissBiker.com. Partiamo dall’inizio: come hai iniziato ad approcciarti al mondo del motociclismo? 

Non è stato un approccio come tutti potrebbero pensare, tipo iniziare da piccolina con moto di bassa cilindrata per poi passare negli anni a cilindrate più impegnative…noooo 🙂 sono salita per la prima volta in sella ad una moto all’età di 25 anni su una Yamaha R1! Quindi direi di aver bruciato le tappe già in partenza. Sì, non era proprio la moto ideale per muovere i primi passi ma era l’unica che al momento il mio fidanzato David (oggi mio marito) aveva a disposizione per capire se poteva essere la strada giusta. Diciamo che forse l’aveva capito prima lui di me tanto che una volta preso il via ha pensato bene di regalarmi un’R6 e da quel momento non sono più scesa dalla moto. Seguivo lui e suoi amici in tutti i motogiri finchè un giorno, partecipando ad un corso in pista per migliorare le tecniche di guida, capisco che la velocità era qualcosa che mi suscitava fortissime emozioni e tanta adrenalina. Così decidemmo di abbandonare la strada e dedicarci alla guida in pista.

– Sei stata la prima donna ad aver vinto un campionato categoria SBK, come hai vissuto questo importante risultato?

E’ stata una grandissima soddisfazione per me in primis, per il Team (Team Crazy Old Men) e per tutti coloro che hanno sempre creduto in me, avevo già vinto in precedenza dei Campionati Femminile sia in classe 600 che 1000 e mi sono portata a casa tantissime vittorie nelle varie gare maschili a cui ho partecipato in tutti questi anni, ma la vittoria Assoluta in un campionato misto nella categoria più estrema è indescrivibile.

– Dal 2004 al 2010 hai gareggiato in molte competizioni, dal Trofeo Motocicliste al Campionato Italiano Femminile 1000 Stock. Ci puoi raccontare quali sono state le sfide più difficili e che ti hanno dato maggior soddisfazione?

Il 2004 è stato per me l’esordio nel Trofeo Femminile. Erano le prime gare a cui partecipavo e ricordo con piacere che vedevo con occhi pieni di ammirazione ragazze che già avevano avuto esperienze di gare: Alessia Polita, Maria Catalano, ecc. Cercavo di seguirle in pista come fossi la loro ombra, avevano di sicuro molta più esperienza di me e potevo imparare molto seguendole.
Nel 2005 arriva la vittoria del Trofeo Femminile classe 600 in sella ad una R6 del Team PielleMoto e già questa direi che possa essere una grande soddisfazione dato che era il mio secondo anno di gare.
Nel 2006 salgo in sella ad una 1000 e con la squadra iniziamo a partecipare anche alle prime gare maschili con le prime vittorie anche in queste gare.
Nel 2010 arriva di nuovo la vittoria del Trofeo Femminile e nel 2013 quella nel National Trophy Superbike.
Direi che senza dubbio, e al di là delle vittorie dei Campionati, ogni singola gara è una sfida difficile per cui l’arrivo sotto la bandiera a scacchi dà sempre grande soddisfazione.

– In alcune competizioni sei stata l’unica donna in pista, come hai vissuto questa significativa esperienza? Ci sono stati episodi che ti sono rimasti impressi e che vuoi condividere?

Sì, per diversi anni ho gareggiato come unica donna in pista. Inizialmente è stato difficile riuscire ad integrarsi. Il mio livello a volte non era alto come quello dei miei avversari anche perché con la squadra cercavamo di iscriverci in Campionati ambiti dai più forti, ma mi serviva per crescere e migliorare  quindi pensavo solo a me e a fare bene. Questo mi ha aiutato a crescere tecnicamente tanto da diventare a volte un po’ “scomoda” nel senso buono del termine perché di sicuro non è semplice da mandar giù il fatto di essere battuti da una donna. Negli anni questa idea è cambiata molto. I ragazzi oggi sono molto più sportivi ma anche nel mio caso accettavano la sconfitta e si complimentavano.

 – Nel 2020 sei stata l’unica donna pilota eletta nel consiglio federale della FMI. Un passo importante per il motociclismo femminile in continua crescita. Cosa sta facendo e cosa farà la FMI in questa direzione?

Sì, l’unica donna pilota ma non l’unica donna nel Consiglio Federale. Sono affiancata da due donne speciali: Lorena Sangiorgi (Dott.ssa della commissione medica presente in molte gare federali) e che molti piloti conoscono e Monica Goi (Coordinatore della Commissione femminile). Questo a testimonianza del fatto che la federazione promuove e sostiene la collaborazione con le donne inserendo le cosiddette quote rosa nel suo organico.
È  stata istituita una Commissione Femminile all’interno della Federazione proprio a sostegno delle ragazze dalle semplici appassionate alle due ruote fino ad arrivare alle agoniste.

Letizia Marchetti

– Parliamo della Women’s European Cup. Com’è nata l’idea di un trofeo europeo femminile per la classe 300?

L’idea è nata dall’incontro di tre ‘menti’: mia, di Max De Simone e di Sandro Carusi. Avevamo voglia di fare qualcosa di diverso dagli altri e la prima cosa che ci è venuta in mente è stata quella di costituire una Scuola di Motociclismo per sole donne e magari riuscire a scoprire qualche giovane talento da portare in gara. Dato che di ragazze che vanno in moto ce ne sono tante ci si è accesa la lampadina: organizzare un Campionato per sole donne dopo tanti anni dall’ultimo trofeo femminile ma partire da una cilindrata dove anche le giovani leve avrebbero potuto esprimersi al meglio e a cui potessero partecipare ragazze provenienti da tutto il mondo. Abbiamo presentato l’idea in Federazione e ricevuto subito il loro appoggio al progetto.

– Lo scorso anno è stato un successo. Come stanno andando le iscrizioni nel 2021 e cosa ti aspetti per il futuro di questa competizione?

Nonostante il problema della pandemia e il rischio che tutto avrebbe potuto saltare, aver avuto 15 iscrizioni nel 2020 è stato un grande successo. Ci abbiamo creduto fino all’ultimo nonostante rinvii di calendario e ragazze straniere impossibilitate ad uscire dal loro paese, ma già la prima gara ci ha fatto ben sperare. Seppur senza pubblico le ragazze hanno avuto tanto seguito grazie alle loro gare combattute fino all’ultimo giro.

– Sei anche istruttrice di guida della Lety X Racing Women Riding School, la prima scuola di guida al femminile. Raccontaci cosa ti ha spinto a collaborare con Motoxracing e dare alla luce questa realtà.

La scuola, come accennato anche prima, nasce dall’idea di fare qualcosa di dedicato alle sole donne, non per escludere gli uomini, ma ci siamo resi conto che a volte le ragazze si sentono più a loro agio se nel gruppo sono presenti allieve e istruttori donne. La Scuola nasce nel 2019 in collaborazione con Motoxracing (squadra con la quale ho disputato diversi campionati) in quanto dotato di una struttura e un organico già avviato nel mondo del motociclismo.
La LetyxRacing ha ottenuto da subito la Certificazione Federale con l’obiettivo  di trasmettere le corrette tecniche di guida sia a ragazze che non sono mai salite in moto, sia a chi ha già esperienza e sia a chi vuole intraprendere una carriera sportivo/agonistica.

– Abbiamo visto che Motoxracing ha ingaggiato la grande Maria Herrera per il WorldSSP. Quali sono state le tue impressioni dopo aver visto la pilota spagnola in pista?

Maria Herrera è una grande professionista, l’ha dimostrato in questi anni di gare nel Mondiale. E’ una ragazza carinissima e alla mano e vederla correre nel mio vecchio Team mi fa molto piacere…di sicuro tiferemo tutte per lei!

– Se dovessi scegliere una sola moto tra tutte quelle che hai guidato, quella che ti ha dato più soddisfazioni ed emozioni, quale sarebbe?

Ducati! Un concentrato di amore, gioia e dolore. Potrei scrivere un libro intero su questa moto: dalla prima volta che ci sono salita e me ne sono innamorata, a quando l’ho odiata perchè in griglia di partenza non ne voleva sapere di accendersi rischiando di non correre e quando invece abbiamo vinto insieme tantissime gare.

– Cosa consigli a tutte le donne che si avvicinano al mondo del motociclismo?

Da Tecnico Federale mi permetto di consigliare sia a chi voglia imparare ad andare in moto per la prima volta sia a chi ha voglia di affinare la propria tecnica, di affidarsi a scuole e Istruttori qualificati e certificati FMI e non al primo che incontriamo che si crede istruttore senza aver avuto una formazione idonea.

La moto è passione, gioia e divertimento se vissuta con cognizione.

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Lisa Cavalli
Credits MissBiker.com 2021