Maria Costello è un’icona del motociclismo femminile. Originaria di Spratton nel Northamptonshire (Regno Unito), ha partecipato a diverse gare come la TT di Isle of Man e ha stabilito diversi record come la prima donna a completare la gara a più di 100 mph di media e la prima donna a finire in una posizione Top 10 nella categoria Superbike. Ha anche ricevuto l’MBE (Member of the Order of the British Empire) per i suoi contributi al motociclismo. 

Questa è la sua intervista in esclusiva per noi di MissBiker.

Quando hai capito di voler guidare una moto?

Avevo uno scooter per andare al lavoro (sono infermiera veterinaria). Vivevo in un paesino dove i trasporti pubblici erano inesistenti, e non mi piaceva dipendere da mio padre per avere un passaggio, così risparmiai per comprare uno scooter da 50 cc che mi diede il primo assaggio di libertà e indipendenza.
In realtà poi non superai l’esame di guida e degli amici di famiglia, il cui figlio aveva una moto, mi suggerirono di prenderne una. I miei genitori non erano entusiasti della cosa, ma con l’aiuto del figlio andai in alcuni negozi di moto e comprai una Yamaha TZR125 come mia prima moto.
Mia madre dovette firmare i documenti di finanziamento e aveva l’impressione che avessi comprato un altro scooter; non rimase colpita quando vide la moto che avevo scelto. Ma ero una figlia ribelle e questa moto accese in me una nuova passione, oltre ad accelerare la mia indipendenza.

Le corse in sidecar sono qualcosa di diverso che poche persone praticano. Come ti sei avvicinata a questo sport e quali sono le tue emozioni quando sei in sella?

Adoro le corse in sidecar. Più andavo avanti e più mi piaceva, ed è stato probabilmente dieci anni fa quando ho iniziato a pensarci seriamente, ma è stato un percorso lento perché è molto difficile provare la carriera come pilota. Nel 2014 feci la mia prima gara in Nuova Zelanda, grazie a Tracy e Steve Bryan. Alla fine vendetti la mia moto da corsa da 1000cc per comprarne un’altra nel 2017. Comprai una LCR 600 F2 con l’obiettivo di correre all’Isola di Man e nel 2019 raggiunsi questo obiettivo, diventando la prima donna a correre sia con un sidecar che in solitaria nello stesso TT.

La tua carriera è ricca di vittorie e trofei importanti. Pensi che sia ancora difficile per le donne raggiungere alti livelli nel motorsport?

Lo sport è difficile in ogni caso. Quindi sarà sempre difficile, perché siamo svantaggiate in quanto siamo ancora una minoranza in questo sport. Ma le opportunità, e le opportunità credibili sono migliori adesso di quanto non lo siano mai state e stiamo vedendo donne vincere i Campionati del Mondo e farlo dove le griglie sono piene di uomini; questo sta aiutando i team/sponsor ecc. a capire che noi, donne pilota, siamo capaci quanto gli uomini e quindi veniamo considerate più seriamente.

Quali sono state le tue maggiori difficoltà e sfide all’inizio?

Probabilmente la mia famiglia. Non avevano nulla a che fare con questo sport e a causa di questa mancanza di comprensione erano spaventati da quello che stavo cercando di intraprendere tanto da cercare di fermarmi.

Quale consiglio vorresti dare alle donne motocicliste che vogliono intraprendere una carriera nel motorsport?

Che lo facciano. È molto semplice. Come ho detto prima, le opportunità ci sono e sono più evidenti che mai.

Maria Costello Photo Courtesy Keigh Fothergill Photography

Cosa significa per te la gara TT? E le gare su strada in generale? Sono un punto di partenza o un punto di arrivo?

Per me significa tutto. Corro da oltre vent’anni e continuo a gareggiare, a inseguire nuovi obiettivi e a superare limiti. La TT è una sfida così incredibile che è difficile esprimere a parole ciò che mi dà come pilota e come essere umano. So che non riconoscevo me stessa durante la pandemia, quando non si è corso per due anni. Mi sento immensamente orgogliosa, ma anche grata di essere in una posizione in cui posso ancora gareggiare. La storia di questo sport è piena di momenti di gloria, e in qualche modo farne parte mi dà una grande soddisfazione.

Il gruppo di donne che supporti come coach e mentore nel team FHO Racing è composto da ragazze molto giovani. Credi che nel Regno Unito ci siano più opportunità per le donne di imparare ed esprimere il loro talento e la loro passione piuttosto che in Italia?

Mi piacerebbe approfondire questo aspetto, ma non ho mai avuto a che fare direttamente con giovani pilote in Italia. Denise Dal Zotto entrerà a far parte del team questa stagione, quindi forse potrò avere qualche informazione da lei.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Ci sono altre sfide e obiettivi che vorresti raggiungere?

Mi aspetta un 2023 molto impegnativo. Presto comunicherò le corse alle quali parteciperò, che comprenderanno sia le due che le tre ruote e le macchine moderne e classiche, e sono molto felice che il mio ruolo con Faye Ho e il suo team FHO Girls sia già stato annunciato. Lavorerò con cinque giovani atlete con le quali abbiamo già iniziato la stagione con un fitness test e un programma di allenamento completo per tutta la stagione, grazie alla Moto Athletic Development Academy.

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Foto di copertina: Amy-Rose Photography

Intervista di Lisa Cavalli e Sabrina Godalli
Traduzione Lisa Di Blas