María Herrera Muñoz (Toledo, 26 agosto 1996) è una pilota spagnola molto stimata nel mondo del motociclismo. Ha corso in Moto3, MotoE, Campionato mondiale Supersport 300 e Campionato mondiale Supersport.
L’abbiamo intervistata in esclusiva per MissBiker e abbiamo scoperto di più sul suo futuro e sui suoi sogni.

Ciao María! Grazie per essere qui con noi. Sei una delle pilote che più rappresentano il motociclismo femminile. Come ti senti in questo ruolo?

Beh, all’inizio sentivo la pressione dei media, ma adesso mi sento più a mio agio, mi piace il fatto che la mia figura aiuti altre donne, altre giovani pilote a continuare a crescere. Attualmente, collaboro attivamente con la Federazione Motociclistica Spagnola e aiuto le nuove generazioni.

Anche lo scorso anno NON ci sono state donne in MotoGP. Come mai è così difficile per noi raggiungere i vertici?

Dunque… è difficile! Alla fin fine una donna deve poter contare sull’aiuto di una squadra con buon materiale a disposizione, e questo è ciò che spesso manca per le ragazze. Invece nel mio caso, per esempio, il team Aspar mi ha aiutato molto e se ti trovi a gareggiare in una categoria in cui ti trovi bene puoi ottenere buoni risultati.

Da qualche giorno è stata confermata la tua partecipazione anche nel 2022 alla Coppa del Mondo FIM Enel MotoE. Come ti sei trovata nel mondo così diverso delle moto elettriche?

Allora, il mondo elettrico è davvero molto diverso. All’inizio, quando ho provato la moto per la prima volta non mi è piaciuta molto, sai… pesa 260kg, io non sono molto alta, sono piccolina. Ma alla fine sono riuscita a cambiare il mio approccio: sapevo che dovevo correre con quella moto, mi concentrai molto e durante quella stagione alla fine a Misano lottai per il podio, cosa che non mi sarei mai aspettata, perché è difficile, e anche in altre gare. È davvero una moto divertente da guidare, i tempi dei piloti sono molto vicini, c’è molta parità, perché le moto sono uguali.

Secondo te perché ci sono così tante pilote spagnole in tutte le discipline del motociclismo?

Beh, io credo che ci sia un buon vivaio di giovani talenti, ci sono molte scuole, in questo momento c’è un boom di scuole, tutti i piloti creano delle scuole. Quindi credo che sia dovuto al vivaio di piccoli talenti, forti fin dall’inizio, per cui si molti spagnoli che vanno avanti perché di fondo c’è un numero elevato nel campionato.

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MissBiker© 2022
Intervista: Lisa Cavalli
Traduzione: Lisa Di Blas