Capo Nord è meta di tantissimi motociclisti ma arrivarci a bordo di due Piaggio Ciao è tutt’altra cosa. Loro sono i Miral (Mirco e Alice), una coppia di veneti che ha deciso di intraprendere questa pazza impresa. Spinte dalla curiosità li abbiamo contattati per rispondere a qualche domanda sui loro viaggi ma anche per farci dare qualche consiglio.

Un viaggio a Capo Nord a bordo dei vostri Ciao preceduto da un giro dell’Italia con una Lambretta del 1963. Ci volete raccontare com’è nata l’idea di viaggiare con ciclomotori storici?

Alice:

Purtroppo la pandemia ci ha costretti in Italia ad Agosto 2020; non fraintendete, dico purtroppo perché avevamo un progetto oltre oceano che doveva portarci, con il nostro Gs a percorrere in cinque anni da Usuhaia a l’Alaska. Nel 2020 avevamo in programma di partire da Montevideo, in Uruguay, attraversare le cascate Iguaçu, il Perù, l’Equador e la Colombia per poi portare la moto a Los Angeles via aereo. Causa Covid non siamo potuti uscire dai confini Nazionali per cui abbiamo pensato di rimettere in moto la Lambretta che Mirco aveva ristrutturato con l’aiuto di suo padre qualche anno prima e che non avevamo mai messo su strada. Devo dire che è stato stupendo! Attraversare l’Italia tutto su strada normale senza mai imboccare nemmeno una tangenziale! Viviamo in un paese magnifico e te ne rendi conto quando la attraversi lentamente chilometro dopo chilometro. Cambiano i paesaggi, cambiano gli usi e la cultura, cambia il cibo e il vino, in ogni angolo scopri qualcosa che non conoscevi, fantastico!

Mirco:

Per spiegarlo devo partire da lontano. Dopo aver messo le ruote in 3 continenti con il nostro BMW GS ADV del 2007 con oltre 240.000 km, 3 anni fa sentivamo il forte desiderio di vivere un grande sogno e quindi abbiamo deciso di pianificarlo. Il sogno era partire da Ushuaia per arrivare fino in Alaska attraversando l’intero continente americano. Il sogno si sarebbe realizzato in 5 anni utilizzando le nostre ferie nei mesi di Agosto e Dicembre. A Maggio 2019 abbiamo spedito la nostra moto da Genova per Valparaiso e ad Agosto siamo andati a ritirarla in Cile superando le varie burocrazie doganali. Partiti per il nostro viaggio verso nord, dopo 250 km la nostra moto si è rotta e siamo stati costretti a rientrare a Valparaiso impiegando 5 gg per ripararla.
Prima di ripartire si è reso necessario modificare il nostro percorso, perché i 5 gg persi pesavano molto sull’intero viaggio. Ma questo non ci ha spaventati attraversando comunque luoghi fantastici come il deserto di Atacama con i suoi cactus e gli alpaca che ci hanno fatto compagnia fino a raggiungere la famosa mano nel Desierto, per poi attraversare la splendida valle della Luna, superando il confine peruviano e facendoci cullare dalle calme acque del lago Titicaca con sullo sfondo la vista delle isole flottanti per poi giungere in Bolivia arrivando a La Paz dove un taxista ci ha tamponati. Ma anche questo non ci ha fermati e il giorno dopo abbiamo percorso la CARETERA DELLA MUERTE per poi scendere in uno dei luoghi più fantastici al mondo che è il SALAR DE UYUNI il quale ci ha regalato la passione e la gioia per vincere, il freddo, il vento e la difficoltà di respirare agli oltre 3600 m. Sul SALAR ci sarebbe molto da dire, ma esprimendo un solo pensiero posso dire che il bianco infinito di questa distesa di sale ti rende piccolo e disorientato, ma nello stesso tempo affascinato e rapito dalla sua bellezza, tanto che la paura iniziale ti spinge poi a non volerlo più lasciare. È uno di quei luoghi che si possono comprendere solo vivendolo e che quindi merita di essere visto almeno una volta nella vita.

La Bolivia nasconde molti luoghi unici come i suoi canyon pieni di sabbia e guadi che abbiamo attraversato per centinaia di km fino a raggiungere l’Argentina per poi entrare in uno di quei paesi sconsigliati da molti italiani che è il Paraguay con la sua terra rossa e i suoi ponti di legno. Qui la fa da padrone la gente, che nella miseria sa regalarti un sorriso o una parola con quegli occhi sempre carichi di gioia e di voglia di vivere.

Proseguiremo il nostro viaggio verso l’Uruguay con il suo entroterra sterrato e piatto dove il nandù è l’unico animale che incontreremo, fino a raggiungere una costa ricca e turistica dove i leoni marini la fanno da padrone.

A Dicembre 2019 riprendiamo il nostro viaggio percorrendo Argentina e Cile sulla RUTA 3 attraversando la Patagonia con la sua natura incontaminata che ti regala panorami e incontri unici dove abbiamo modo di osservare da vicino gli alpaca, i giaguari, i condor, i capibara, le volpi, i pinguini, i leoni marini, le orche, i pinguini, …

Arrivati a Ushuaia visitiamo il suo parco naturale incontaminato per poi traghettare verso Capo Horn dove ammireremo in lontananza il lento danzare di un gruppo di balene.

Riprendiamo il viaggio salendo verso nord per la RUTA 40 ammirando il Perito Moreno e il Fitz Roy rientrando in Uruguay con la voglia di riprendere nel 2020 la nostra salita verso la Colombia.

Purtroppo nel 2020 siamo stati fermati dal COVID, ma questo non ha fermato la nostra sete di avventura.

Nel 2020 potevamo girare l’Italia con il nostro secondo BMW GS ADV che abbiamo in garage, ma l’Italia l’abbiamo girata in lungo e in largo per centinaia di volte e aggiungerne un’altra non ci avrebbe appassionato. Abituati a viaggi dalle forti e grandi emozioni volevamo replicare quelle emozioni vivendole nel nostro paese e quindi abbiamo deciso di vivere il viaggio sulla nostra Lambretta 125 LI del 1963 che avevo restaurato per Alice nel 2012.

Vivere e ammirare l’Italia a 55 Km/h è stata una esperienza unica, perché l’Italia è un museo a cielo aperto e l’italiano cambia i suoi atteggiamenti, la sua cultura, la sua passione, il suo approccio al dialogo, mano a mano che scendi verso sud dandoti il forte desiderio di scoprire km dopo km ciò che ti aspetterà. E’ stata una esperienza fantastica, che in moto non ho mai vissuto, anche se devo dire che la Lambretta ha aiutato molto nell’interazione con le persone che incontravamo, soprattutto al sud dove in molti ci raccontavano di qualche parente o amico che l’aveva posseduta. Visitare le isole come Ischia, la Sicilia e la Sardegna con la Lambretta è stato un modo per scoprire come questo ciclomotore semplice e fragile abbia regalato a molti la passione e la gioia di vivere sulle due ruote.

Nel 2021 abbiamo preparato tutte le pratiche per ritornare in America, ma rimanendo chiusa al turismo abbiamo deciso di fare un viaggio con i nostri CIAO, che avevo restaurato solo qualche mese prima. La meta del viaggio non era importante, ciò che contava era divertirsi rivivendo la spensieratezza di quando si era adolescenti.

Quanti km avete percorso in sella? Quali sono state le difficoltà maggiori e le gioie più grandi prima e durante il viaggio?

Miral - Mappa viaggio

Alice:
Abbiamo percorso 3926 Km e siamo arrivati a Caponord; ci siamo arrivati con una settimana di anticipo rispetto alla tabella di marcia per cui abbiamo deciso di procedere verso le Isole LoFoten per poi tornare ad Alta arrivando ad un totale di 5203 km. E’ stata la mia prima esperienza come conduttrice e la gioia più grande è stata raggiungere il famoso mappamondo e realizzare che ce l’avevo fatta da sola con le mie forze! Vincere la pioggia, il freddo, il vento e la stanchezza è stata una grande soddisfazione!

Mirco:

Per andare verso nord in sella al CIAO abbiamo percorso 5203 km, ma prima di partire abbiamo percorso circa 2000 km fra rotture e collaudi tra le regioni di Veneto e Trentino. Senza questi 2000 km non sarebbe stato possibile affrontare questo viaggio.
La difficoltà più grande è stata trovare un modo economico per far rientrare i CIAO in Italia, perché la Norvegia è uno stato extra-Europa con i problemi che ne conseguono. Questo problema l’abbiamo risolto solo 2 settimane prima di partire, anche se avevamo già pianificato il piano B e C che però erano molto più costosi.

La gioia più grande è stata vedere gli occhi di Alice davanti al mappamondo di Caponord alle 4:13 del mattino del 10 Agosto. Il suo sogno era stato realizzato e questo era per me la cosa più importante.

Raccontateci un po’ chi siete e quando è nata in entrambi la passione per le due ruote.

Alice:

Lavoro da molti anni in uno studio dentistico, mi occupo della gestione dell’agenda dei collaboratori e seguo il paziente dal momento in cui entra in studio a quando finiamo il ciclo di cure, questo comporta di stare tutto il giorno a contatto con i pazienti con i loro elogi e con le loro lamentele; quindi, quando arriva il venerdì sera diventa sacro prendere e staccare la spina! Lo facciamo spesso e farlo in moto aumenta il senso di libertà e liberazione! Decidiamo all’ultimo momento dove andare e cosa fare, spesso ci basiamo sulle condizioni meteo e andiamo dove fa bello!

Mirco:

Conviviamo da circa 17 anni, ma non abbiamo una data in cui ricorre l’inizio della convivenza, perché Alice piano piano ha iniziato a lasciare i suoi indumenti a casa mia, aumentando le sere a settimana in cui dormivamo assieme.

Il primo weekend assieme è stato il battesimo della nostra passione di viaggio. La sera del 24 Aprile del 2004 ho chiesto ad Alice di trascorrere un week end alle 5 terre. Lei subito mi ha detto di sì e quindi il giorno dopo siamo partiti in auto. Lei con una valigia ed io con uno zaino. Ovviamente essendo un ponte di festa non abbiamo trovato da dormire in hotel e quindi le ho proposto di dormire in auto, nell’unico posto auto del parcheggio di Monterosso, sotto un lampione con il costante garrito dei gabbiani. Lei aveva acquistato una vestaglia nuova per l’occasione, che non ha mai indossato. Per molti sarebbe stato un weekend disastroso, ma per noi è stato un vero weekend da favola dove ci siamo divertiti così tanto che la nostra unione ha continuato a crescere.

A causa del mutuo della casa non possedevo la moto da molti anni, ma nei nostri viaggi in auto e aereo vivevamo le due ruote che affittavamo nelle zone turistiche che visitavamo, fino a quando ci siano chiesti: < perché non acquistiamo una moto, solo per andare al mare o al lago? >. Ovviamente con la moto non ci siamo mai limitati a percorrere pochi km e dopo aver visitato tutta l’Europa abbiamo deciso di mettere piede in Africa visitando 7 paesi del continente nero.

La nostra unione si è rafforzata ancora di più nel 2014 quando abbiamo avuto un devastante incidente in Tunisia. Alice ha subito la rottura di 2 vertebre ed è rimasta 5 mesi bloccata a letto. Le ho dovuto ri-insegnare a camminare, ma appena ha potuto è risalita in moto con me con il busto ortopedico per la schiena. Che Donna!

Io ho subito 2 operazioni con la trasfusione di 4 litri di sangue tunisino; quindi, da allora sento di vivere la mia seconda vita e per questo predo ciò che viene e vivo sempre senza rimandare niente a domani perché credo nell’ “inshallah”!

Miral
Miral

Per viaggiare in moto bisogna viaggiare leggeri, con pochi bagagli. Ma con dei ciclomotori dev’essere ancora più difficile selezionare cosa portare. Come vi siete attrezzati? Quali sono le cose indispensabili da portare?

Alice:

Viaggiando da molti anni in moto abbiamo imparato a portarci solamente l’essenziale. Ricordo il primo viaggio…ci siamo portati l’impossibile! Viaggio dopo viaggio abbiamo ridotto il nostro bagaglio fino al viaggio di quest’anno dove abbiamo portato con noi: un pile (che abbiamo indossato dalla Germania) una maglietta, un paio di calze, la biancheria e la tuta antipioggia. I giri fatti attorno casa prima di partire ci sono serviti per capire quali attrezzi e quali pezzi di ricambio portare. Insomma avevamo più ferri, ricambi e olio per miscela che altro!

Mirco:

Viaggiamo da molti anni in moto e portiamo con noi da sempre solo l’indispensabile. Quando osserviamo moto stracariche ci vengono i brividi, perché più carichi la moto e meno assapori le sensazioni che ti regala, più carichi la moto e più questa diventa pericolosa (soprattutto in situazioni di emergenza), insomma più carichi la moto e più dimostri di non conoscerla, utilizzandola non come una moto, ma come mezzo di trasporto.

Con il CIAO sono indispensabili le chiavi e i ricambi, e quindi ci siamo concessi solo una maglietta, una mutanda e un paio di calze a testa, che Alice puntualmente lavava ogni sera mentre io facevo la manutenzione ai CIAO.

Come avete recuperato i vostri mezzi? Li utilizzerete nuovamente oppure sceglierete qualcosa di diverso per il prossimo viaggio?

Alice:

A 16 anni obbligai i miei a prendermi lo scooter 50, lo usavo per uscire con gli amici, andare a scuola e agli allenamenti di pallavolo! Non avevo mai provato il CIAO! Mi ricordo che ce l’aveva mia mamma quando ero un po’ più piccolina. Quando Mirco ha portato a casa il suo CIAO e me l’ha fatto provare, mi è piaciuto subito! Divertente e poco impegnativo anche su strada per cui ho insistito perché me ne prendesse uno! L’acquisto fu condizionato al fatto di andare a fare un viaggio in CIAO insieme…certo non immaginavo che sarei finita a Caponord!

Mirco:

Il mio CIAO l’ho acquistato nuovo quando avevo 14 anni, mentre quello di Alice lo abbiamo acquistato da un signore della nostra provincia che stava svuotando il garage a Dicembre 2020, il quale aveva posto la condizione che bisognava portare via tutto e quindi con 450 euro abbiamo acquistato 2 CIAO e un BRAVO.

I nostri viaggi spesso nascono da ciò che ci succede e a parte il progetto americano, gli altri viaggi li abbiamo decisi e organizzati poco prima di partire.

In verità l’inverno lo utilizziamo per pianificare e studiare decine di idee di viaggio che vivremo forse un giorno o forse mai, ma il solo progettare ci fa sognare e ci fa viaggiare stando a casa.

Miral
Miral

A proposito: ci sarà un prossimo viaggio, vero?

Alice:

diciamo che non facciamo in tempo a tornare da un viaggio che abbiamo già la mente proiettata al prossimo! Immaginare, progettare…tutto questo ci fa sentire vivi!

Mirco:

C’è sempre un prossimo viaggio, altrimenti non c’è vita. Se dovessimo percorrere tutti i viaggi che ho studiato e pianificato non basterebbe una vita.

Parliamo di spese: quanto costa partire per un viaggio a Capo Nord come il vostro? Quanto tempo ci vuole? Come lo avete organizzato?

Alice:

Eravamo già stati nei paesi del Nord Europa nel 2018 e sapevamo già che soprattutto Svezia, Finlandia e Norvegia sono paesi in cui il costo della vita è elevato. Da parte nostra cerchiamo sempre di viaggiare in modalità low cost, non cerchiamo alberghi lussuosi e non ceniamo tutte le sere al ristorante, al contrario abbiamo cercato le soluzioni più economiche come ostelli, b&b, e bungalow, facendo la spesa al supermercato. Nonostante tutto abbiamo speso poco meno di 4500 euro in 28 giorni.

Mirco:

Abbiamo speso poco meno di 4500 euro. L’ho progettato investendo poco tempo perché c’eravamo già stati nel 2018 e perché mi affido a ciò che raccolgo lungo il viaggio parlando con la gente o leggendo le indicazioni stradali. Come spiegato nella “domanda 5” l’inverno è un modo per raccogliere informazioni e quindi sui paesi che abbiamo attraversato conoscevamo già molto.

Abbiamo letto che state scrivendo un libro: possiamo saperne di più?

Alice:

A Mirco piace molto scrivere, lo fa soprattutto per necessità di ricordare. Il libro sarà una meraviglia, già lo so…Mirco è bravissimo a descrivere nel dettaglio qualsiasi cosa, da un momento a un paesaggio. Il libro sarà una bella raccolta di momenti e foto stupende!

Mirco:

Scrivo articoli dal 2014 che sono stati pubblicati su riviste specializzate e su siti di viaggi. Scrivo perché nell’incidente del 2014 ho avuto un grave trauma cranico che mi ha fatto perdere la memoria breve, in pratica ricordo poco o niente di quello che mi succede nel breve termine, e quindi scrivere mi permette di ricordare. Un giorno mi piacerebbe scrivere un libro che raccoglie le decine di articoli che sono stati pubblicati in questi anni, ma il viaggio in CIAO è piaciuto così tanto che sto scrivendo un libro dedicato solo a questo viaggio, partendo dall’idea che ha scatenato tutto.

Miral

Pensate che viaggiare insieme abbia rafforzato il vostro rapporto?

Alice:

Viaggiamo insieme da sempre, tutto quello che riguarda la scelta di dove andare con cosa andare e cosa vedere la facciamo insieme. Poi durante la preparazione e il viaggio stesso ognuno di noi ha le proprie mansioni. Durante il viaggio come nella vita si condividono momenti di gioia, di felicità ma anche di stanchezza e difficoltà, ma supportandoci a vicenda e ne usciamo sempre più uniti. Tutti questi momenti li porteremo per sempre con noi.

Mirco:

Viaggiare in moto significa affrontare insieme le bellezze del viaggio e le piccole o grandi difficoltà legate all’organizzazione, al meteo, ai tempi, alla stanchezza…In una coppia questo porta inevitabilmente a fare la scelta tra l’unione, la sopportazione o la separazione. In molte coppie c’è la sopportazione che è il modo più devastante di vivere un viaggio in moto. La coppia deve trovare il giusto equilibrio comprendendo quando è giusto intraprendere un viaggio e verso dove (mi riferisco anche al semplice giro in moto della domenica). Se la meta piace ad entrambi, il viaggio si sopporta meglio, diversamente sarà una “croce”. Nel nostro caso è stato un percorso che ci ha uniti nelle scelte, facendoci vivere viaggio dopo viaggio esperienze uniche che volevamo entrambi, portandoci ad un forte unione.

Che consiglio potete dare a chi ha in mente di fare un viaggio come il vostro?

Alice:

Cominciare con calma facendo un po’ di km attorno casa per capire quali possono essere le criticità che si possono presentare durante il viaggio in modo da essere preparati a superarle. Se avete fatto una buona preparazione e conoscete il vostro mezzo, saprete affrontare benissimo qualsiasi difficoltà.

Mirco:

Preparate bene i mezzi, percorrete molti km vicino casa perché solo così comprenderete bene il vostro mezzo. Portate con voi i ricambi che ritenete necessari, e filtrate i consigli dei sapienti che si nascondono dietro una tastiera.

Una volta che vi sentirete sicuri, partite e a me non resta che augurarvi di vivere uno dei viaggi più fantastici che ricorderete indelebile per tutta la vita.

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Lisa Cavalli
MissBiker© 2021
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