Se per una donna non è sempre semplice intraprendere il percorso per diventare una motociclista, la cosa si complica ancora di più quando si tratta di essere anche una mamma.

I luoghi comuni in questo caso si sprecano. Purtroppo. Quando scrivo qualcosa per la tribù che è Miss Biker, cerco sempre di prendere spunto da fatti ed esperienze del mio passato. E’ sempre più semplice parlare di ciò che si conosce, no? In questo caso, essere una mamma, non fa parte del passato, anzi. E’ il presente. E che presente! 

Ho tre figlie e, ad oggi, sono tutte sotto i 9 anni di età. Un bel problema, quando si tratta di voler usare la moto come si è soliti pensarla. Il sabato pomeriggio un giretto per un aperitivo da qualche parte non troppo lontano da casa e la domenica, magari, partenza al mattino presto per una bella sgroppata di, almeno, 2/3 cento chilometri. Con il rientro nel pomeriggio per poi passare a doccia e divano, dove ci si prende il tempo per una bella condivisione della giornata sui social. Non è più così ovvio.

Attenzione, però, ragazze, è un po’ più difficile, non impossibile. Soprattutto se la passione, da parte della mamma in questione, chiama.

Finchè i nuovi arrivati in casa sono neonati, o allegre creaturine pre scuola materna, ovviamente non è possibile portarli con sé, ma, quando sono più cresciuti, possono essere le nuove nostre “zavorre”, che si tratti di maschi o femmine. La cosa importante è, come per il caso di due adulti, che l’avventura di un giro in moto sia un’esperienza divertente e piena di entusiasmo. Se, sia la mamma motociclista, che il passeggero posteriore, hanno paura o non si sentono a loro agio, tutto si complica.

Se volete iniziare la vostra prole al mondo delle due ruote, fatelo a piccoli passi.

Coinvolgete i ragazzi nella scoperta di quel mezzo meraviglioso che è la vostra moto, magari spiegando loro cosa sono i vari componenti, come si mette in moto, dove va la benzina…Fatevi aiutare a tenere pulita la moto, approfittando di un pomeriggio di sole fuori in cortile o in garage. Se vostro figlio, o vostra figlia, vi dimostra il suo interesse e il suo entusiasmo, potete dare inizio all’avventura insieme. Essere il passeggero di un motociclista è uno dei ruoli forse più difficili che si possano avere. Più che in un’auto, su una moto il contatto fisico e la fiducia totale tra pilota e ospite sono fondamentali. Quando entrambi si sentono pronti, prima dentro e si va. Ma, cosa occorre sapere prima di partire? Andiamo per punti.

Chi può salire in moto con noi?

Quando ho iniziato a cercare informazioni su come dovevo comportarmi per avere con me anche mia figlia, la maggiore per il momento, nel mio caso, ho trovato un po’ di confusione a riguardo. E’ stato anche per questo motivo che ho pensato di scrivere per mettere un po’ di ordine.

L’articolo del Codice della Strada in questo caso è il 170 ed è molto preciso: è vietato il trasporto, come passeggero, di un minore di 5 anni. Oltre all’età, si specifica, inoltre, che è fondamentale che il passeggero debba stare seduto in modo stabile, sicuro, senza perdere l’equilibrio e che deve appoggiare completamente e in maniera ben salda i piedi sulle pedane posteriori della moto in questione.

Nel caso in cui il passeggero sia un bambino di età inferiore ai 5 anni, le sanzioni vanno dai 115,00 €, se pagate entro i 5 giorni, ai 165,00 € se il pagamento va dopo il limite dei 5 giorni entro i 60. Se, in caso di controllo, il passeggero minorenne è seduto in maniera scorretta, le sanzioni vanno dai 58,00 € agli 83,00 €, sempre in base ai termini di pagamento. Meglio di no, che dite?

L’abbigliamento tecnico

L’abbigliamento adeguato dovrebbe essere un obiettivo per tutti i motociclisti, a maggior ragione per un minore.

La cosa fondamentale è, senza dubbio, il casco. Tutte noi sappiamo che la spesa per il nostro abbigliamento moto può essere consistente. Se avete la possibilità di recuperare un casco usato, magari da cugini, amici, compagni di classe, ben venga. Assicuratevi della vestibilità del modello in questione controllando che le guance siano ben ferme una volta indossato e che il casco non si muova lateralmente ma tocchi la fronte. Potete fare la prova del nove facendo scuotere la testa, come a dire “no”: non ci devono essere spostamenti laterali.
Assicuratevi che il casco sia omologato tramite l’apposita etichetta. Fate provare il casco a casa prima di utilizzarlo. Il vostro passeggero potrà iniziare a rendersi conto come si maneggia questo oggetto delicato e importante, come lo si indossa, come ci si sente quando lo si ha addosso, come stringe e come si vede l’esterno.
Prendere confidenza, anche fisicamente, aiuta entrambi ad evitare fastidi e a rendere il vostro giretto più rilassato.
Poi, diciamocelo, una volta che date loro la possibilità di mettere il casco, si sentiranno un po’ dei supereroi!
I caschi progettati per l’utilizzo off road, quindi con frontino e parte anteriore molto accentuati, sono bellissimi, soprattutto per grafiche e colorazioni che richiamano la sportività, ma sono scomodi. I vostri figli, anche se in posizione più elevata magari, dal livello stradale, hanno una statura inferiore alla vostra e non riuscirebbero a tenere la testa dritta a causa dell’ingombro frontale, costringendoli a stare sempre di lato. È fondamentale, in ogni caso, che il casco che usate sia idoneo per la moto. Non vanno utilizzati caschi per lo sci, lo snowboard, il mountain bike o down hill. Sono tutti accessori sicuri, ovviamente, ma per lo sport, o l’hobby, per cui sono stati studiati e realizzati.

Utilizzare un casco non idoneo per la circolazione, oltre che pericoloso, è anche vietato dal Codice della Strada e vi porta a multe e sequestro dell’oggetto in questione.

Seconda parte che riguarda l’abbigliamento sono le calzature. Quando si è passeggero in moto, come per il pilota d’altro canto, i punti di appoggio per i piedi sono due piccole pedane di pochi centimetri quadrati. È molto importante che la calzatura protegga e sostenga bene il piede, dunque. Se non c’è la possibilità, per numeri e modelli, di usare degli stivali da moto, spazio a delle sneakers resistenti, o scarponcini alti, che proteggano anche le caviglie. Se scegliete dei modelli dai colori scuri e/o lavabili, potete benissimo utilizzarle anche per la scuola e il tempo libero, riducendo così una spesa. Evitare infradito, ciabattine o sandali: danno sicuramente l’idea di libertà, ma basta trovare acqua, sporco sulla strada, sassi o degli insetti, che diventano più dannosi che altro.

E, care ragazze, che tipo di outfit scegliamo per preparare i nostri passeggeri a un giro con noi? Anche in questo caso, le protezioni sono importanti. Noi che usiamo la moto, sappiamo che giubbotto e guanti adatti sono d’obbligo. Per i più piccoli, sul mercato si trovano molti accessori, soprattutto protezioni e giubbotti, che arrivano dal mondo del fuori strada, quindi cross e enduro. Ci sono dei marchi che si occupano, però, anche di abbigliamento per ragazzi prestato dal mondo degli adulti. 

Dopo il dovere, godiamoci il viaggio!

Dopo aver controllato, provato e organizzato tutto, i figli finiti i compiti di scuola, si parte. Finalmente!

Da parte mia, il primo giro in moto con mia figlia è stato un momento davvero bellissimo. Non so se avrà la mia stessa passione, o se l’avranno le sorelle minori. Non occorre forzarli in niente. Voi potrete essere motocicliste navigate, con ore di turni in pista, o migliaia di chilometri in montagna alle spalle e magari i vostri eredi potranno aver paura di avvicinarsi a quel “coso”. Ma può succedere anche il contrario e sarà una bella sorpresa. L’attimo in cui stringerete loro la mano, o toccherete la gamba, per comunicare un eventuale “tutto ok?”, saranno momenti gloriosi. Non come vincere un campionato del mondo, ma…quasi!

Sabrina Godalli
Un ringraziamento speciale a Carmen Onisto