Il clima è mite, la natura è in fiore e ci regala panorami bellissimi. L’estate è alle porte e sentiamo quella voglia di salire in sella, vestirci leggere e farci baciare dal sole.
Tutte conosciamo la classica giornata da uscita in moto: guardiamo fuori dalla finestra, il cielo è azzurro, niente nuvole, non fa freddo. Automaticamente si stampa quel lieve sorriso sulle nostre labbra ed il nostro istinto ci spinge a prendere le chiavi della moto in mano.

Per quanto la stagione primaverile/estiva sia bella, con essa sono spesso in agguato gli improvvisi acquazzoni. Al pensiero di bagnarci dalla testa ai piedi l’entusiasmo svanisce e, demoralizzate, capita di rinunciare alle uscite. Controllate mai il meteo prima di uscire? Io sempre. Lo faccio per prepararmi nel modo giusto.

Quante volte abbiamo detto: “Danno pioggia, facciamo un’altra volta?” Ci rinunciamo perché la pioggia abbinata alla moto alcune volte ci intimorisce, ma io ho dovuto imparare ad affrontarla e vi garantisco che in moto anche la pioggia ha il suo fascino.

RICORDANDO IL MIO VIAGGIO DA NORD A SUD

Ogni volta che piove non posso non ricordare il mio primo lungo viaggio in moto attraversando l’Italia da nord a sud. Dalla Lombardia fino in Puglia, regione per regione senza mai prendere l’autostrada. Dopo quel viaggio ho deciso che tutti i miei prossimi viaggi sarebbero stati senza autostrada. Vi starete forse chiedendo il perché, giusto? Vi rispondo: attualmente guido una naked (Kawasaki Z650) ed essendo poco riparata dal vento nonostante il piccolo parabrezza, in autostrada lo assorbo tutto e fisicamente prosciuga molte energie. La posizione di guida è diversa dal solito e a lungo andare diventa stancante in quanto bisogna abbassarsi il più possibile sulla moto per favorire l’aerodinamica. A parte questo, perderei inoltre tutti i panorami sconosciuti e l’ebbrezza dell’avventura, delle stradine difficoltose, degli imprevisti.

Voglio anche aggiungere che non prendere l’autostrada mi soddisfa, mi rende orgogliosa. Con l’autostrada sappiamo arrivare tutti ovunque e sarebbe scontato. Molte persone alle quali raccontavo le mie tappe mostravano entusiasmo e cambiavano faccia solamente nel momento in cui sottolineavo che ci arrivavo senza autostrada.
Carica come un mulo per una tratta da tre ore, ne impiegavo cinque percorrendo strade interne e questo suscitava stupore per non dire ammirazione.

Io mi sento viaggiatrice e guido con uno stile turistico. Significa che passeggio in moto, mi adeguo ai ritmi della strada e corro solo se ne ho voglia e le circostanze lo consentono. In tal modo posso captare ogni singolo centimetro di un panorama, senza fretta e senza trascurarne i dettagli.

Per me il viaggio consiste nella scoperta dei luoghi, conoscere la gente chiedendo informazioni, fermarsi a scattare una foto per ricordo. Durante un viaggio l’arrivo non deve essere una destinazione, ma una meta da raggiungere. In autostrada tutto questo è quasi impossibile e perciò ho deciso di evitarla.

Ma torniamo al mio ricordo: su dieci giorni in viaggio, sette li ho passati sotto la pioggia e come primo viaggio da neopatentata non potevo ovviamente chiedere di meglio.
Pioggia di ogni tipo. Dalla leggera quasi impercettibile pioggerellina al diluvio mondiale. Dopo centinaia di chilometri percorsi in giorni consecutivi non guidavo più, ma planavo sull’acqua.
Ricordo che in Abruzzo ad un certo punto su strada ero avvolta da una nebbia che in realtà non era nebbia ma pioggia sotto forma di nuvola. Talmente pioveva giù forte dal cielo, che con potenza rimbalzava su dal suolo e creava vapore. Avete presente le cascate? Era uguale. Stavo guidando sotto una cascata immaginaria e non potevo fermarmi, non c’era riparo da nessuna parte.

Cosa puoi fare in una situazione del genere a parte affrontarla? Abbandonarti allo sconforto? Assolutamente no!

Cristina - MissBiker

Quei chilometri mi sono costati così tanta fatica e concentrazione che stanca ed infreddolita iniziavo ad avere le allucinazioni. Nelle pozzanghere vedevo pesci, anche se stavo guidando su un ponte che attraversava un bosco! Secondo i cartelli di allerta, avrei potuto incontrare cinghiali, cervi ed orsi…ma non certo pesci!

Indimenticabili anche quelle poche macchine che mi venivano incontro. Percepivo i loro pensieri: “Ma chi è quella pazza sotto al diluvio?”
Con la mia giacca antipioggia giallo fluo sembravo un semaforo acceso in mezzo al grigiore. Dopo tutti quei chilometri e giorni da biker bagnata (ma non fortunata), la pioggia era diventata ormai il mio elemento e mi accompagnava sempre ed ovunque. Iniziavo a godermela e la mattina quando mi svegliavo e non vedevo il sole era la normalità. Il display della mia moto che indica l’orario ed il contachilometri avevano smesso di funzionare a causa della troppa acqua ed umidità.

Senza il contachilometri e senza il conta marce mi sentivo inizialmente persa. Abituata a guardare le marce sul display sin dalle prime lezioni di scuola guida, facevo fatica a regolarmi e a cambiarle con il solo suono del motore. Così però, grazie alla pioggia, ho anche imparato ad “ascoltare” la mia moto.

COME PREPARARSI IN PREVISIONE DELLA PIOGGIA

Vediamo bene da cosa è composto un kit antipioggia:

  1. Giacca e pantalone impermeabile. In alternativa sottoforma di tuta intera. Si indossano sopra al nostro normale abbigliamento tecnico. Io ho scelto giacca e pantaloni divisi. Li trovo più comodi da indossare ed in caso di urgenza da wc faccio prima a spogliarmi. In base al livello di pioggia posso decidere se indossare entrambi i capi oppure solo uno dei due.
    Un consiglio in fase d’acquisto: osservate che la giacca abbia meno chiusure e cuciture possibili. Più cuciture ci sono nel tessuto, maggiore è la probabilità che l’acqua della pioggia possa filtrare e bagnarvi.
    Ci sono diverse tipologie di giacche antipioggia con diverse fasce di prezzo. Acquistate una giacca che oltre ad essere impermeabile, sia anche traspirante. In tal modo eviterete l’effetto “busta di plastica” e non suderete.
    Altro accorgimento pratico è una giacca a collo alto, che ben chiuso e aderente impedirà all’acqua che cola dal casco di scivolare all’interno della giacca e bagnare l’abbigliamento (parlo per esperienza!).
    Per i pantaloni invece, anche loro impermeabili e traspiranti, consiglio di osservare una chiusura ben aderente al collo del piede che copra bene la scarpa e non svolazzi col vento, evitando che il tessuto possa impigliarsi da qualche parte alla moto.
  2. Copri guanti e copri scarpe. Entrambi gli accessori si indossano sopra i normali capi tecnici. Sono utili, ma non indispensabili. Tornano utili in caso di pioggia improvvisa. Adatti per una leggera pioggia in centro città, magari sul percorso casa-lavoro. Per un lungo viaggio invece consiglio direttamente uno stivale in goretex impermeabile e lo stesso vale per i guanti. Io indosso gli stivali TCX Aura Plus WP che hanno superato alla grande il test di impermeabilità. Mi sono trovata coi piedi immersi nell’acqua e sono rimasti asciutti.
    Per un viaggio bisogna secondo me scegliere dei capi che oltre ad essere tecnici siano soprattutto comodi. I copri guanti, ad esempio, ingoffano le mani e si ha meno feeling del solito (un po’ come i guanti invernali per intenderci); anche il copri scarpe, rispetto alla scarpa stessa, è meno aderente e quindi più scivoloso. È comunque questione di abitudine, i pareri e le opinioni posso variare.
  3. Visiera Pinlock©. Sarà capitato a tutte almeno una volta di fermarsi perché con l’umidità si appanna la visiera e non si vede più nulla. Il Pinlock© è una visiera in silicone e si applica sul lato interno della visiera del casco per evitare l’appannamento. Una volta applicata non è necessario rimuoverla. È possibile acquistarlo presso qualsiasi negozio di accessori moto oppure online.

L’abbigliamento antipioggia oltre ad essere impermeabile e svolgere il compito di mantenerci asciutte, è importante anche a livello di sicurezza. Grazie alle colorazioni solitamente giallo o verde fluo con inserti riflettenti ci rende ben visibili nel grigiore che ci circonda.

Detto ciò, basta attrezzarsi con un minimo necessario per quanto riguarda l’abbigliamento e prestare qualche attenzione in più durante la guida. Sul bagnato la guida è leggermente diversa, bisogna calcolare bene le distanze ed anticipare le tempistiche evitando brusche frenate.

Spero che il mio racconto e i miei piccoli consigli possano esservi utili e vi tornino in mente non appena vedete dei nuvoloni. A quel punto non rimane altro che prepararsi, godersi la pioggia ed annusare l’aria bagnata che profuma di terra.

Perché il brutto tempo non è la pioggia, ma è quello che passiamo senza andare in moto.

Christina Chiofalo
MissBiker© 2021
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