Oggi parliamo di motorsport perchè lo scorso weekend abbiamo potuto vivere i trionfi di tre donne che hanno superato grandi difficoltà e si sono battute in un ambiente completamente maschile. Cristina Gutierrez, Ana Carrasco e Christine Giampaoli non solo hanno ottenuto importanti vittorie, ma lo hanno fatto circondate da quell’epopea normalmente riservata ai loro colleghi maschi. E così hanno dimostrato ancora una volta che le corse non sono solo cose da uomini.

Nel mondo delle corse automobilistiche, ad eccezione di specialità molto specifiche dove la forza fisica è un handicap per le donne, non c’è barriera che impedisca loro di competere nella stessa categoria degli uomini. Al di là del talento, c’è spesso il pregiudizio che quando le cose nelle corse si fanno particolarmente dure, le donne non abbiano la capacità di sopportare la sofferenza fisica e mentale, il dolore e la paura. Le nostre protagoniste lo scorso fine settimana hanno dimostrato che questi pregiudizi non sono altro che questo: pregiudizi.

Cristina Gutierrez: “Signora Dakar”

Cristina Gutierrez

Cristina Gutierrez ha sorpreso amici e sconosciuti nel 2021 e non solo in Spagna dove i suoi successi sono sulla bocca di tutti. A livello internazionale ha catturato l’attenzione e il rispetto nel mondo dei raid e anche di personaggi importanti come Lewis Hamilton, che l’ha ingaggiata per la sua squadra nella serie Extreme E recentemente creata insieme al nove volte campione del mondo di Rally Sebastian Loeb.

La sua stagione è iniziata brillantemente, conquistando una vittoria di tappa assoluta al Rally Dakar, cosa che non accadeva dai tempi di Jutta Kleinschmidt. Le sue prime apparizioni con Loeb nell’Extreme E hanno solo confermato il talento e la professionalità della pilota spagnola. Proprio la fiducia nelle sue possibilità da parte del francese è stata la chiave per RedBull di avere Cristina in un programma mondiale completo di prove fuoristrada, tra cui il Rally del Kazakistan svoltosi lo scorso fine settimana.

Ma Cristina Gutierrez non solo ha ottenuto la vittoria. Lo ha fatto incontrando grandi difficoltà.
“Nei primi 30 chilometri della tappa – ha sottolineato la pilota – abbiamo avuto un incidente, ma abbiamo deciso di continuare la corsa. Mancavano ancora 260 chilometri e nonostante il dolore, siamo riusciti a vincere la gara. La brutta notizia è che subito dopo sono andata direttamente in ospedale e mi hanno confermato la rottura di due vertebre”. Su un terreno impervio, con un’auto a tutto gas la Gutierrez ha tenuto duro per più di duecento chilometri fino al traguardo.

Ana Carrasco torna in vetta

Ana Carrasco

Se c’è qualcuno che conosce bene i problemi derivati ​​da una lesione alle vertebre, quella è proprio Ana Carrasco. La pilota di Murcia, prima donna nella storia a conquistare un mondiale di motociclismo (categoria Supersort 300 dell’anno 2018), ha subito una brutta caduta lo scorso anno che ha comportato, come per Cristina Gutierrez, la frattura di due vertebre. Non dimentichiamoci che un infortunio simile ha causato il ritiro del tre volte campione del mondo Jorge Lorenzo, consapevole, come lui stesso ha riconosciuto, di quanto si possa essere vicini alla carrozzina con questo tipo di frattura.

I medici avevano prospettato ad Ana tre opzioni: restare ferma ai box per due anni per permettere una guarigione naturale e completa con un corsetto. Posizionare due placche e sei viti che sarebbero rimaste nel suo corpo in modo permanente. Oppure scegliere l’opzione più rischiosa: l’estrazione di placche e viti dopo tre mesi quando le ossa si sarebbero solidificate. Il problema di quest’ultima opzione sarebbe stato l’ovvio rischio di non dover più subire un infortunio simile in quella zona.

Ana ha scelto l’ultima, quella che le ha permesso di tornare sulle piste il prima possibile. Restava da vedere come avrebbe gestito la cosa mentalmente per poter tornare a guidare al limite in sella alla sua moto, soprattutto dopo un infortunio così complicato. Domenica scorsa ha fugato ogni tipo di dubbio salendo sul primo gradino del podio a Misano.

Il talento di Christine Giampaoli Zonca

Christine Giampaoli Zonca

Anche una specialista di Rally All Terrain come Christine Giampaoli Zonca, l’italiana che vive a Fuerteventura da quando era bambina, non ha avuto un inizio facile.
Nata da genitori italiani in India, dove ha vissuto per 8 anni prima di trasferirsi a Milano e poi alle Isole Canarie, ha conseguito una laurea in tecnologia degli sport motoristici alla Birmingham City University.
In seguito ha trasformato lei stessa una Subaru da strada in un’auto da rally con la quale ha ottenuto i suoi primi notevoli risultati.

La mancanza di opportunità in Spagna l’ha portata ad emigrare negli Stati Uniti dove ha iniziato a farsi notare nei vari eventi nordamericani. Poi finalmente si è presentata l’opportunità di tornare a competere nel campionato All-Terrain nel paese iberico.
Il suo talento con la meccanica, oltre alle sue capacità di guida, sono stati la chiave per ottenere la vittoria nel Baja TT Extremadura nella categoria T1N.

E’ stata proprio la sua conoscenza della meccanica che l’ha aiutata a intuire che durante la gara qualcosa non andava e che si stava per rompere il servosterzo. Fermarsi non era più un’opzione e ancor meno quando si stava avvicinando al trionfo nella sua categoria. Sull’orlo dello sfinimento per aver dovuto percorrere gli ultimi 40 chilometri di tappa con lo sterzo duro come l’acciaio, la pilota ha attraversato tra le lacrime il traguardo: “Non ci potevo credere!” ha commentato Christine alla fine della prova “ma volevo vincere a tutti i costi!”

La vittoria di Christine, come quella di Ana Carrasco o quella di Cristina Gutierrez, risponde con i fatti a ogni possibile dubbio sulla capacità delle donne in discipline tradizionalmente così legate al maschile come le corse automobilistiche e motociclistiche.
E’ siglando imprese come queste che le donne avanzano inarrestabili, conquistando spazi a loro preclusi per lungo tempo. Non resta che ringraziarle e sperare che i loro trionfi ispirino sempre più ragazze a cercare il proprio futuro nel mondo dei motori.

Fonte: El Confidencial

Copertina: Cristina Gutierrez Extreme E Round One. Photo Credit: X44.