Lei si chiama Rebecca Bianchi, classe 1994, bellissima pilota e istruttrice bolognese con un debole per la matematica e la danza tra i cordoli. Ha accettato di raccontarci un po’ del suo mondo noi non ci siamo fatte scappare questa occasione di conoscerla meglio. Gentile e molto molto disponibile, ecco a voi semplicemente Rebecca!

 

  1. Come nasce il tuo amore per le due ruote?

Sono figlia di due fotografi sportivi, in particolare di moto velocità su pista, e quindi fin da piccolissima li seguivo alle gare pur di stare assieme a loro. All’età di 7 anni sono salita per la prima volta su uno scooter (all’insaputa dei miei che in quel momento stavano lavorando).  Mi ricordo ancora che mia madre, per caso, stava uscendo dalla Sala Stampa e in quel momento mi ha vista sfrecciare a tutta velocità nel paddock. Oltre al mezzo infarto che le è venuto mi ha chiesto subito spiegazioni. Da quel giorno non ho mai più smesso di andare sulle due ruote.

  1. Com’è stato crescere con due genitori appassionati di motori e fotografi sportivi di professione?

Direi che è stato proprio grazie a loro che ho avuto la possibilità di avvicinarmi fin da piccola al mondo delle due ruote …  probabilmente se non fosse stato così non avrei mai potuto scoprire questa mia grande passione.

Intervista a Rebecca Bianchi: crescendo a tutto gas

  1. Minimoto, R125 Cup, Campionato italiano femminile, Pro K Cup, Trofeo R6 Yamaha, la 200 miglia e l’Europeo Stock 600: qual è stato il campionato più divertente e quale invece il più duro? Perché?

Mi hanno insegnato tanto tutti i campionati che ho fatto ed è per quello che “invidio” alcuni miei colleghi che hanno la possibilità di partecipare a più campionati. Il più divertente non c’è perché ogni volta che salgo in moto mi diverto e quindi non faccio distinzioni tra i vari campionati. Il più duro sicuramente l’Europeo 600 STK che oltre ad esserci un altissimo livello prevedeva piste molto impegnative che non avevo mai visto prima.

  1. A proposito della 200 miglia: hai gareggiato nell’unico equipaggio tutto al femminile in coppia con Martina Fratoni, che esperienza è stata vincere la categoria 600 con una compagna donna?

E’ stata una delle esperienze più importanti e significative per me. Venivo da due brutti infortuni, un’operazione alla clavicola e la frattura del malleolo a distanza di 2 mesi, che per la prima volta mi avevano messa in crisi sul continuare o meno con le gare. Grazie ai miei genitori mi sono convinta a darmi un’ultima possibilità per vedere se era il caso continuare o meno. In quella gara ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere Martina, che, dopo essermi confidata con lei sulla cosa, mi è stata vicina e mi ha regalato questa grande emozione. Le devo molto.

  1. Hai avuto diverse disavventure durante la tua carriera ma nulla ti ha fermato: cosa ti spinge ogni volta a tornare in sella? Come affronti le nuove sfide dopo gli stop?

Quando sono in moto sono felice, niente mi rende così felice e libera ed è una cosa che non so spiegare neppure a me, penso si tratti di una cosa innata che uno ha o non ha. Questo è il motivo per cui nulla mi ha mai fermata. Per quanto riguarda le nuove sfide dopo gli stop diciamo che le affronto a muso duro, con allenamenti e sacrifici che quasi sempre ripagano.

Intervista a Rebecca Bianchi: crescendo a tutto gas 1

  1. Cosa guidi oltre alla moto in pista?

Per strada uso la moto solo per lavoro, collaboro come collaudatore con la MV Agusta Motor.

  1. Cosa ci racconti della tua attività di istruttrice per Moto Racing Engineering?

Lavoro per delle Riding School da quando avevo 16 anni e lo scorso anno ho avuto la proposta di lavorare per la Moto Racing Engineering . Il mio ragazzo ( Federico Sandi, ndr. ) anche lui pilota, lavora con me ed è fantastico. Personalmente penso sia uno dei lavori più belli che un appassionato di moto possa fare. Insegnare a gente che ha la tua stessa passione e vedere che grazie ai tuoi consigli riescono a migliorare è fantastico.. quest’anno mi è capitato più volte di vedere dei miei allievi commuoversi per i miglioramenti ottenuti , per esempio quando hanno toccato per la prima volta il ginocchio! Mi piacerebbe vedere più ragazze in pista, anche se quest’anno devo dire ne ho avute un po’ e oltretutto anche veloci!

  1. So che hai molta passione per la matematica: la scelta di correre con il numero 15 ha qualche significato particolare per te?

Sì, adoro la matematica, ma la scelta del numero è stata molto banale! Nel 2009 ho partecipato al Trofeo Yamaha R125 Cup e quando mi sono iscritta avevo chiesto se era possibile correre con il numero 94, il mio anno di nascita che avevo anche in minimoto, ma purtroppo era già stato assegnato ad un altro pilota.. così in un attimo ho dovuto scegliere il primo numero che mi veniva in mente e, dato che avevo 15 anni ho scelto il 15 per la stagione. La stagione in 125 è andata molto bene: mi sono distinta in mezzo a tutti i maschi ottenendo in ogni gara le prime posizioni e così ho deciso di portarlo sempre con me.

  1. E’ vero che quest’anno hai collaudato la MV Agusta F3 per il Team Extreme Racing?

No, sono state pubblicate delle notizie inesatte. In verità mi era stata fatta una proposta dal Team per correre la stagione 2016 in 600 Sport, ma ai Test a Misano di inizio anno non abbiamo concluso l’accordo.

  1. Come sono secondo te le ragazze che corrono in pista oggi?

Ammiro le ragazze che hanno la mia stessa passione e che si mettono in gioco… per me sono delle grandi!

  1. Che consiglio daresti agli organizzatori dei vari campionati piuttosto che alle varie case motociclistiche o ai Team per incentivare la presenza femminile sulle piste?

Penso sia d’obbligo che ritorni ad esserci il Campionato Femminile… non trovo giusto che delle ragazze con poca esperienza debbano confrontarsi con uomini agguerriti e più esperti di loro. Penso che uno dei motivi per cui non si vedono tante ragazze a fare le gare sia quello perché quando faccio i corsi durante le prove libere ne vedo tantissime!

  1. Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Mi piacerebbe lavorare a tempo pieno nella Moto Racing Engineering e spero di tornare al più presto a gareggiare! Ci sto lavorando ma i costi richiesti sono molto elevati e di sponsor non se ne trovano molti!