Come accendere la spia del buon senso

La dura realtà è che ogni motociclista, prima o poi, rimarrà coinvolto in un incidente. Che siano lievi o gravi le conseguenze, che sia colpa nostra o di altri, su una linea di tempo abbastanza prolungata, ci toccherà prima o poi.
Allora, possiamo toccare ferro e ignorarne la possibilità, anzi la certezza, oppure possiamo essere proattivi e cercare di minimizzare i fattori di rischio, recuperare il recuperabile e continuare la nostra carriera motociclistica.

Faccio la premessa che se abbiamo scelto di diventare motocicliste/i, abbiamo scelto di accettare l’idea che il rischio esiste e noi siamo in grado di gestirlo. L’intenzione di questo articolo è di rendervi più consapevoli ai rischi che esistono per strada e di dare due suggerimenti di come poter prevenire, reagire e minimizzare l’inevitabile. Andiamo:

Tante volte capita di vedere sulle strade più frequentate dai motociclisti le strisciate nere di gomma che finiscono nel nulla, o nella peggiore delle ipotesi, contro un guardrail o nell’altra corsia. Tante volte capita di vedere persone che arrivano a evitare per un pelo la perdita di controllo della moto, rimanendo in piedi solo per caso oppure appoggiando la moto per terra, cavandosela con un incidente veramente lieve, senza imparare da quanto successo e senza adattare la velocità alle proprie capacità.  Nella peggiore delle ipotesi l’incidente ha conseguenze gravi, e provoca gravi danni non solo al motociclista ma anche agli altri, soprattutto quando si va ad invadere la corsia opposta.

Al di là delle tecniche di guida sicura e del controllo che abbiamo della nostra moto, a volte basta seguire le regole del buon senso per evitare di essere noi la causa del incidente:

  1. La regola più importante e ed anche la più dura da ammettere perché dobbiamo essere onesti con noi stessi: l’arroganza uccide. Non possiamo essere disonesti rispetto alle nostre capacità e dobbiamo adattare la nostra velocità di conseguenza. Cogliete i segnali che vi manda la moto: trovate che allargate pericolosamente le curve, sentite piccole perdite di controllo al posteriore, sentite insicurezza nei movimenti della moto, arrivate troppo forte e dovete frenare bruscamente facendo un piccolo dritto… Rallentate. La piccola perdita di controllo può diventare un highside e il piccolo dritto può finire contro un altro motociclista la prossima volta che vi succede. Non vuol dire che dovete andare ai 50 km/h ma sappiate riconoscere il limite oltre al quale non siete più in controllo della situazione.
  2. Non fidatevi troppo. Non fidatevi delle vostre gomme (“sì ma tanto c’ho le Supercorsa posso andare a busso”) non fidatevi delle vostre sospensioni e dei vostri freni. Non fidatevi della strada: dietro a ogni curva cieca ci potrebbe essere una macchina ferma, un animale o qualsiasi altro ostacolo. Lasciatevi sempre il margine (di velocità, di inclinazione della moto e di distanza) per reagire a un imprevisto. Non basta sapere le tecniche delle frenate di emergenza se poi non ci lasciamo il tempo per farle. Pensate che in ogni istante in siete al momento prima del incidente: lasciatevi un margine di sicurezza e minimizzate le conseguenze negative!
  1. Siate degli “smanettoni educati” e rispettate alcune regole fondamentali: andate piano all’interno dei paesini e in prossimità di case, adattate la vostra velocità alle vostre capacità e alle condizioni della strada, mettete SEMPRE le protezioni (casco integrale, paraschiena, giubbotto e pantaloni protettivi, guanti e stivali/scarpe da moto, oppure la tuta in pelle), non fate gli asini sorpassando dentro le curve o in punti ciechi, rimanete all’interno della vostra corsia (si può andare forte uguale senza invadere la corsia opposta, fidatevi) e soprattutto: non lasciatevi trascinare dal branco.

 

Mettendo in pratica questi semplici suggerimenti, potete ridurre notevolmente le vostre probabilità di diventare la causa di un incidente e potete minimizzare le conseguenze di un eventuale vostro coinvolgimento nell’incidente causato da altri.

Siate degli “smanettoni educati”: quelli che oltre al gas aperto tengono accesa anche la spia del buon senso.

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Bella Litinetski – Motomaniaca