Lo stile della moto che guidi e dove guidi sono i fattori determinanti per la scelta di un casco perfetto. Vivi in città, in campagna, in montagna? Ti piace fare lunghe gite o preferisci restare nei dintorni?

Ecco le 6 domande a cui devi rispondere prima di acquistare questo presidio indispensabile.

COME E DOVE AMO GUIDARE LA MIA MOTO?

Guidare ad alta velocità su una pista richiede caschi aerodinamici, silenziosi e resistenti mentre in giro per la città può bastare qualcosa di più semplice. Su una moto da cross le maschere di protezione vanno bene, ma si riveleranno scomode e distraenti se siete su una moto naked e più sportiva.

I viaggi o le gite a lunga percorrenza sono molto migliorate grazie a dai caschi integrali o modulari con la possibilità di includere radio e connettività Bluetooth ma ricordatevi che vi daranno maggiore comfort se avranno un visierino interno parasole e imbottiture extra. Chi ama le cafè racer può trovare nel mercato caschi dalle grafiche accattivanti ma essenziali.
Dovrai scegliere qualcosa che corrisponda allo stile della tua moto.

IL CASCO HA LA CERTIFICAZIONE?

Se non ce l’ha (anche se difficilmente lo troveremmo in Italia) cerca altro. Tra i vari acronimi che potresti trovare – DOT, ECE, SHARP, AUS – il più raccomandato è lo Snell. La certificazione Snell, che si concentra sulla forza antiforatura in un incidente occasionale, è volontaria e più rigorosa della certificazione DOT degli Stati Uniti. Sugli scaffali italiani troviamo caschi con la dicitura ECE (Nazioni Unite Certificazione della Commissione economica per l’Europa), che è il comune distintivo di sicurezza riconosciuto a livello internazionale e utilizzato finora anche da molti piloti di MotoGp e Superbike (le omologazioni dovrebbero però cambiare a breve).

Ecco come leggere l’etichetta ECE 22-05.

E: indica l’omologazione europea. Il casco quindi può essere utilizzato nei paesi U.E.
3: indica il paese in cui è stata realizzata l’omologazione. In questo caso ITALIA
05: indica la versione dell’omologazione ECE. Può essere 03 – 04 – 05  la versione 05 indica la versione più recente
01245 indica il numero dell’omologazione

/P indica il tipo di protezione e può essere così suddiviso:
/NP non protettivo: caschi dotati di mentoniera asportabile o reclinabile. Non protettiva
/J casco jet o Demi jet Privo di mentoniera
/P Caschi modulari/Crossover con MENTONIERA PROTETTIVA che può essere indifferentemente chiusa o aperta
4 /P-J  Caschi/Modulari Crossover con MENTONIERA PROTETTIVA CHE può esser utilizzata indifferentemente chiusa o aperta
. 123456 indica il numero di matricola o di produzione del casco

 

“Se dovessi lasciarlo cadere o succedesse un incidente, dovresti immediatamente acquistarne uno nuovo. È come un guscio d’uovo: devi essere sicuro che non ci siano mai crepe. “

COM’E’ LA CALZATA?

Ti preme sulle tempie? Si muove intorno al mento? Non va bene. Un buon casco dovrebbe adattarsi perfettamente alla fronte e al cranio, senza darti mal di testa dopo 10 minuti di utilizzo.

” Il casco deve essere ben saldo. Se sta spingendo sulle guance va bene, le imbottiture cederanno un po’ col tempo adattandosi al viso. Ma quello che non deve accadere è che il casco prema sulla fronte e attorno la testa, non deve esserci pressione in quelle zone.”

COM’E’ ALLA GUIDA?

In Italia raramente fanno provare il casco su strada ma sarebbe fondamentale per la scelta. Provate comunque a chiedere al vostro negoziante di fiducia. Sentire la rumorosità, la visibilità, la comodità: tutti fattori indispensabili che possono essere capiti solo provando il casco in moto.

“Un casco jet è sempre più pericoloso, tienilo a mente. Molta gente li adora e sono alla moda, ma il tuo viso è completamente esposto. Vale davvero la pena di rischiare?”

DI COSA E’ FATTO?

I componenti di alta qualità includono carbonio, fibra di vetro, pelle, cromature e microfibra (puoi sentire la qualità quando la tocchi). Inoltre, l’interno è removibile per il lavaggio? Anche se utilizzi un sotto casco l’imbottitura va lavata almeno una volta l’anno.

CALOTTA IN FIBRE COMPOSITE
E’ più conosciuta come vetroresina e può essere in mono composito solo carbonio, in bicomposito carbonio e fibra di vetro oppure fibre aramidiche e fibra di vetro o in tricomposito solitamente fibra di vetro, carbonio e fibre aramidiche oppure dyneema, carbonio e fibre aramidiche.
Le sue caratteristiche più importanti sono la resistenza agli sbalzi di temperatura e la resistenza agli urti.

CALOTTA IN PLASTICA, ABS, POLICARBONATO
Il policarbonato ha migliori caratteristiche di assorbimento degli urti ed è più costoso dell’ABS ma è più pesante.

“È importante ricordare che la calotta è uno solo dei componenti del casco e non ne definisce la qualità: non è quindi corretto dire che una calotta in ABS sia meno sicura rispetto ad una calotta in policarbonato.”

QUANTO COSTA?

Domanda trabocchetto. Il prezzo non è sempre correlato alla sicurezza quando si tratta di caschi da moto. Il livello di sicurezza deve essere lo stesso se c’è la certificazione.

“Ciò che determina il prezzo di un casco non è solo il materiale: la vernice, l’aerazione, il visierino integrato, l’imbottitura, le rifiniture, la predisposizione per interfono, ecc.”

Alcuni dei caschi più costosi hanno design in edizione speciale o grafica tributo, firme di piloti ecc.

DOMANDA OPZIONALE: QUANTO PESA?

Vediamo di sfatare il mito del peso di un casco: non è un fattore così fondamentale leggere i grammi. Meglio concentrarsi su un bilanciamento della massa che non sforzi i muscoli del collo. 

Lisa Cavalli
Photo Credits Giuly Ska