I primi due round della Women’s European Cup al Mugello sono passati da qualche giorno e hanno puntato i riflettori su cinque pilote che se la giocheranno fino alla fine. Abbiamo chiesto a Sabry Della Manna di raccontarci come ha vissuto le gare, dal podio alla squalifica del sabato fino alla difficile rimonta con incidente di domenica. 

Ciao Sabry, grazie per aver accettato di raccontarci come hai vissuto in prima persona le prime due gare. Partiamo dall’inizio: gara 1, circuito del Mugello, mille emozioni. Come hai affrontato i momenti delle prove libere, delle qualifiche e poi della gara? Non deve esser stato facile aver subito la squalifica tecnica Dopo aver agguantato il secondo gradino del podio.

Sono arrivata al Mugello carica! Il venerdì io e il mio team avevamo solamente 2 turni per trovare un assetto giusto per il circuito. Abbiamo lavorato avvicinandoci sempre di più alla quadra giusta. Il pomeriggio abbiamo avuto la Q1 e non è andata malissimo…certo potevo far meglio ma devo ammettere che le qualifiche sono il mio punto debole del weekend di gara.
Il sabato mattina abbiamo avuto la Q2 e avevo l’adrenalina a mille. Io e il mio team abbiamo scelto di montare una gomma che purtroppo si è rivelata sbagliata per la temperatura di quel giorno. Ho avuto problemi al posteriore quindi non potevo dare il massimo. Alla fine mi sono posizionata 4° in griglia.
Il pomeriggio avremmo avuto Gara1 e non posso negare di aver sentito un po’ di ansia. Ho passato tutto il primo pomeriggio a ripassare la pista, traiettorie, marce, staccate, apertura di gas, curva dopo curva.
Arrivata l’ora della gara ho indossato il casco e sono entrata in pista con tanta voglia di divertirmi e portare a casa punti. Mi sono posizionata in griglia. La tensione è salita ma ho cercato di restare calma fino al momento in cui le luci si sono spente e VIA.
Gara strepitosa, sorpassi e contro sorpassi ad ogni curva. Ho fatto 5 giri rimanendo in 5a posizione poi all’ultimo ho deciso di rischiare un po’ per cercare di prendere qualche posizione. Arrivata all’ultima curva dell’ultimo giro ero prima ma le scie del rettilineo del Mugello sono imprevedibili e a volte ti fregano…ho concluso passando sotto la bandiera a scacchi al 2° posto. Certo, con un po’ di amaro in bocca per la prima posizione sfilata via per poco ma comunque felice!
Era da tanto che non provavo quelle bellissime sensazioni salendo sul podio. E’ il momento in cui i sacrifici, il tempo e il duro lavoro vengono ripagati.
Tutto bellissimo ma dopo due ore dalla fine della gara mi è arrivata una notizia che ha spezzato in due la felicità che avevamo.
Sapevo che la mia moto era in verifica da un’ora ma ero tranquilla perché ero certa che tutto fosse in regola. A un certo punto ho visto arrivare i miei genitori e il mio capo team abbastanza tristi. Avevo un nodo in gola. Per primo è arrivato mio papà a darmi la notizia dicendomi testuali parole: “Passero, purtroppo sei stata squalificata per una cosa stupida, tu sei stata bravissima, non è colpa tua e il tuo 2° posto te lo sei conquistato onestamente ma ci hanno squalificato. Ci rifacciamo domani in gara 2.”
Dire che mi è caduto il mondo addosso in quel momento è dir poco. Ero letteralmente a pezzi. In totale confusione. Mi sono trovata nel giro di un secondo la faccia ricoperta dalle lacrime.
Dopo è arrivato il mio capo team che mi ha abbracciato chiedendo scusa, non capiva neanche lui cosa fosse successo.
Né io né il mio team siamo mai stati squalificati. Tutto il team era a pezzi per questa squalifica.
Non ci ho dormito la notte e purtroppo non posso negarlo ma ho anche pianto tutta la notte. Una leggerezza nel collegamento di un dispositivo non indispensabile al miglior funzionamento della moto e che soprattutto “non può in alcun modo migliorare le prestazioni della moto” ci ha portato alla squalifica. E’ dura da digerire ma è tutta esperienza, le gare sono anche questo.

Parliamo di gara 2. Sei partita fortissimo con tanta voglia di recuperare prendendo qualche rischio. E’ stata una gara molto combattuta specialmente tra le “fantastiche 5” come vi hanno denominato. Ci racconti come hai vissuto la dinamica dell’uscita di pista assieme alla Pelikánová?

La voglia di recuperare i punti persi era tantissima ma ero ancora sconvolta per quello che era successo il giorno prima.
Gara 2, come prevedibile, è stata piena di sorpassi e contro sorpassi ma quando mancavano 3 giri alla fine io e la Pelikánová abbiamo avuto un contatto. Purtroppo lei è andata larga rispetto alla mia traiettoria perché ha sorpassato un’altra pilota all’esterno mentre io sono rimasta in corda. Quando siamo arrivate a fine curva io avevo lo sguardo verso l’uscita di curva e la mia moto mi copriva la visuale verso l’esterno. Quando me la sono trovata davanti non ho avuto il tempo di pelare leggermente il freno per farla scorrere e ci siamo agganciate causando purtroppo una brutta caduta e fine gara per entrambe.
Sia io sia lei eravamo a terra, hanno dato bandiera rossa e ci hanno portate al medical center.
Ne sono uscita con una micro frattura all’alluce del piede sinistro e due dita della mano destra dolenti. Mentre ero a fare le lastre non facevo altro che pensare a Saša chiedendo di continuo ai medici come stesse ma nessuno sapeva rispondermi. Ero in lacrime, mi dispiaceva troppo ed ero preoccupatissima per lei.
All’uscita dal medical center mi hanno detto che le avevano indotto il coma e lì sono crollata. C’erano alcune pilote che mi hanno sostenuto altrimenti sarei caduta in terra.
Queste sono cose che ti distruggono fisicamente ma soprattutto moralmente perché non vivi più, non dormi più e infatti è stato così. Non ho dormito per qualche giorno fino a quando non è arrivata la bella notizie che Saša non era grave ma in osservazione.
Approfitto di questa occasione per augurarle una buona guarigione sperando che si rimetta al più presto. Non vedo l’ora di ritrovarci in griglia e farci il solito segno del pollice in su che ci facciamo spesso ma soprattutto spero torneremo presto a divertirci e scambiare due chiacchiere fuori pista.
Ho imparato che anche questo fa parte dello sport che abbiamo scelto, con i suoi pregi e suoi i difetti ma soprattutto sono più consapevole di quanto si rischia in ogni gara.

Cosa ti aspetti dalle prossime gare? 

Tornando al campionato, purtroppo sono tornata a casa a mani vuote. Solo tanta tristezza e zero punti in classifica che hanno notevolmente condizionato in negativo le nostre aspettative iniziali. Comunque abbiamo la convinzione che a Misano ci rifaremo, darò tutta me stessa per portare a casa qualche punto. Credo nel lavoro che svolge tutto il mio team a ogni test e nei weekend di gara.
Ora bisogna solo essere positivi e cercare di dare il massimo. Bisogna imparare dagli errori fatti cercando di non commetterne di nuovi e riprendere tutto da capo con lo stesso entusiasmo del primo giorno.
Sono certa che per le prossime 5 gare mi divertirò tantissimo, ho tanta voglia di gareggiare e dare tanto spettacolo assieme a tutte le altre pilote.
In ultimo, ma non per importanza, voglio ringraziare tutte le persone che credono in me, che tifano per me da casa e che mi sostengono da sempre. Un grazie particolare a tutti i miei sponsor, alla mia famiglia, al mio team ma soprattutto un grazie speciale va a Carlo Facchini il mio capo team che non ha mai smesso di credere in me. GRAZIE INFINITE.

E un “ENORME” grazie a te Lisa per quello che hai fatto per me e per avermi dato la possibilità, con queste domande, di raccontare e spiegare la gara e l’incidente in gara 2.

Ciao a tutti.
Sabry

Lisa Cavalli
MissBiker© 2021