Bentrovate miss! Come sta andando quest’estate a cinquantamila gradi? State girando, facendo ferie? Che estate strana, questa dove in teoria non si può nemmeno lavare la moto! Speriamo che la situazione migliori, ma nel frattempo ci rimane una buona fetta di stagione e bisogna far curvare le nostre moto ancora un bel po’.
Eccoci quindi al tutorial su come impostare una curva e fare la piega perfetta in moto!

Se avete letto i miei precedenti articoli, saprete che tendo a dare un ordine logico ai concetti e che ci sono cose da imparare prima, e alcune altre da imparare dopo. La curva potrà sembrare uno dei primi fondamentali da imparare, ma pensateci: PRIMA di arrivare a una qualunque curva dovremmo saper fare a stare correttamente in sella (articolo  “Saper stare in sella”), darci i comandi giusti e usare la mente a nostro vantaggio (articolo “La mente alla guida”), usare bene la vista (articolo “La moto va dove il pilota guarda”) e pure sapere come frenare correttamente (articolo “La frenata, questa sconosciuta”). Quanta roba eh?
Come sempre, un passo alla volta. Se non vi ricordate alcune di queste cose, tornate a leggere i miei articoli! Ci vogliono tempo e testa per imparare bene, ma nessuno ci corre dietro.

Comunque… dai che oggi si piega!

CROCE E DELIZIA DELLE DUE RUOTE

Se chiedete a un motociclista inesperto, vi dirà che non va matto per le curve, che si trova bene a viaggiare in tranquillità nei rettilinei e che “non ha voglia di correre”.
Qualunque motociclista esperto, a sentire queste frasi, sorriderà. Cos’è che scatta dunque?
E’ piuttosto semplice: finché non abbiamo gli strumenti per risolvere un problema (ad esempio una curva) tendiamo a starne fuori, per non complicarci la vita. Di per sé non sembrerebbe un ragionamento stupido… conosciamo i nostri limiti, quindi ci teniamo a sopravvivere, no?
Sì e no.

Per mia esperienza, quando ero alle prime armi i miei limiti erano qualcosa di estremamente sfumato, impalpabile. Non sapevo dove finissero le mie abilità e dove cominciassero le difficoltà oggettive della strada che percorrevo.
Ma fermiamoci a ragionare un attimo: una strada aperta al pubblico (e quindi anche agli ultra novantenni con ancora la patente) potrà davvero essere così oggettivamente pericolosa? Sarebbe un suicidio per i poveri utenti della strada ma anche per la sanità, persone su persone che volano fuori strada e ospedali intasati.
No, le strade che percorriamo tutti i giorni non possono per natura essere pericolose.
Certo, esistono strade abbastanza obsolete (pensate ai passi di montagna particolarmente stretti), ma sono comunque pensate perché ci possa guidare chiunque. Non c’è il limite per gli over 80.
Quindi è questione di abilità, e quanto più miglioreremo, tanto più ci potremo godere delle curve che prima ci sembravano spaventose. Per questo i motociclisti esperti sorridono… perché ci sono passati anche loro!

LA MIA MOTO NON VUOLE CURVARE, PERCHE’?

Nessuna moto vuole curvare. Nessuna! Pensate che con la velocità l’abbiamo appena resa un oggetto stabile, finalmente riesce a stare dritta da sola, e chi glielo fa fare di curvare?
Sto romanzando, ma comunque è esattamente quello che succede, credetemi.
I giroscopi della nostra moto (le ruote) quando ruotano in velocità, tendono a rendere l’equilibrio stabile (normalmente sarete d’accordo che se lasciamo la nostra moto perfettamente dritta, da ferma o a bassa velocità, tenderà a cadere per la forza di gravità) e questa stabilità in rettilineo va benissimo, ma se c’è una curva? La moto tenderà ad andare dritta, anche se proviamo a farla curvare. C’è una nuova forza da battere: la forza centrifuga.
Se proviamo a curvare, il baricentro moto/pilota (il punto dove “cadono” le masse) tenderà a spostarsi all’esterno per la forza centrifuga, e sta a noi mantenerlo stabile dov’è.
Come si fa? Spostando il nostro corpo!

EQUILIBRISMO? NO, STABILITA’

Per mantenere stabile il baricentro moto/pilota all’interno di una curva, dovremo spostare i pesi all’interno. Prima di entrare in curva, ci dobbiamo sporgere fuori col busto (vedi foto in basso). Questo è un movimento che spaventa i neofiti, perché sembra spericolato, e in generale confonde anche i motociclisti che hanno fatto più chilometri. Molti credono di farlo, ma se fotografati, saranno completamente dritti sulla moto (ehi, ci sono passata anche io).
Il senso, ripeto, è portare il peso all’interno della curva, per bilanciare le forze che spingono verso l’esterno.

Esempio piega veloce moto

Quindi eccoci che stiamo per arrivare alla nostra curva.
Do per scontato che la posizione in sella sia quella giusta, e che avrete usato vista ed eventualmente frenata per regolare la vostra velocità, come vi ho spiegato negli scorsi capitoli.

Ora, la moto gradisce un movimento per volta invece che più cose insieme, quindi:
1) PRIMA della curva esco all’interno con il busto. L’idea dev’essere “bacia lo specchietto”
2) Il peso finirà automaticamente sulla pedana interna, che è giusto mettere in pressione
3) ricordiamoci anche di usare la gamba esterna tirando sul serbatoio: è un movimento “a tenaglia”
4) le braccia sono leggerissime e possono aiutare dando una leggera spinta alla manopola interna per aiutare a far curvare la moto.

Quest’ultimo è un movimento che accade spontaneamente, ma facciamoci attivamente caso e alleniamolo. Si chiama controsterzo, perché appunto per curvare da una parte dobbiamo girare il manubrio dall’altra parte. E’ una normale conseguenza della velocità, sia in bici che in moto. Non sto qui a dilungarmi sul concetto perché voglio cercare di essere concisa (e non mi riesce bene, ché scrivo sempre troppo), ma fateci caso. Non in tutte le curve servirà spingere sui manubri, molte volte sarà sufficiente il movimento del corpo, che è più graduale e dolce per la moto, quindi più digeribile.
Affidarsi molto al controsterzo significa chiedere molto al telaio della moto.
Una volta insegnavano a “guidare di controsterzo”. Appunto, una volta! Le tecniche cambiano e si affinano, questo è il motivo per cui vale la pena continuare a fare dei corsi di guida anno dopo anno.

Qualcuno dirà: scusa ma io non faccio tutto ‘sto casino e curvo lo stesso, come mai?
La risposta è: inconsciamente lo stai facendo, solo che stai usando la moto e non il corpo. Se non esci col busto, sarà la moto ad essere più inclinata, quindi più vicina al bordo degli pneumatici.
Considerate che la forza centrifuga tenderà a spingerci in fuori.
A quel punto ogni asperità del manto stradale, brecciolino, rivolo d’acqua sarà più destabilizzante e ci sarà più rischio di scivolare. Ovviamente anche ogni accelerata e frenata sul bordo degli pneumatici sarà più complicata da gestire.
La morale? Se non usciamo col busto, siamo più spericolati! Uscendo col busto, la moto rimane più verticale.
Vedete che nella foto la moto è relativamente dritta, ma sono io ad essere fuori con il corpo? Questa è la tecnica corretta e più sicura.

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TRAIETTORIE E PERCORRENZA

Ok, abbiamo capito il movimento. Ma ogni curva è diversa, possibile che abbiamo già risolto tutto con tre righe?
Ovviamente no. Dobbiamo battezzare curva per curva quale sarà la nostra traiettoria.
Esistono delle traiettorie predefinite da mostrarvi? Direi di no, e vi spiego il perché.
Stiamo parlando di guida su strada, e ogni curva avrà un manto stradale diverso. Brecciolino a bordo strada o magari in mezzo. Buche, rattoppi, pendenze, camber (l’inclinazione laterale).
Potrà esserci un incrocio subito dopo, o magari un’altra curva.
Vogliamo parlare dei sorpassi? Un sorpasso è una traiettoria “sbagliata”.
Quindi secondo me è poco utile parlare della traiettoria ideale, non innamoriamoci della traiettoria ideale. Ma vi posso dare gli strumenti per costruirvi la vostra traiettoria e affrontare ogni tipo di curva, se vi allenerete ad usarli.

Parte tutto dalla vista, che è comandata dalla mente. Non bisogna vagare con i pensieri, né con lo sguardo: bisogna decidere dove guardare, e poi usare la vista esattamente come vogliamo noi.

1) PUNTO DI INGRESSO

Questo è il punto dove materialmente faremo curvare la nostra moto, usando il movimento a tenaglia delle gambe più il controsterzo. A quel punto dovremo già star spingendo sulle pedane e stringendo il serbatoio, con le braccia leggerissime. Il busto dovrà uscire prima di curvare, mentre ancora stiamo decidendo il punto dove daremo la sterzata.
Questo punto di ingresso sarà più all’esterno possibile, rimanendo in sicurezza.
Stare più all’esterno “apre” la curva: la traiettoria da fare sarà meno stretta, quindi tenderà meno a “spararci fuori”. Se iniziamo all’esterno, ogni curva sarà più semplice e richiederà meno correzioni, o potrà essere percorsa più velocemente.
Ovviamente dobbiamo rimanere in sicurezza, e quindi se ci sono del brecciolino o delle buche sulla destra, noi staremo sull’asfalto più pulito anche se significherà stare più interne, e quindi rinunciare a un po’ di velocità in curva. Guidare su strada è un’arte imperfetta, ma ha le sue regole.
Ovviamente, in caso di curve a destra, non sto nemmeno a dirvi di non invadere la corsia opposta per allargare la curva… dobbiamo allargarla il più possibile, è vero, ma prima di tutto dobbiamo rimanere in sicurezza. Quindi state SEMPRE nella vostra carreggiata.
Se la curva stringe particolarmente, il punto d’ingresso (cioè il momento della sterzata) andrà ritardato, sempre tenendoci all’esterno.

Una volta battezzato il punto d’ingresso, lo sguardo deve subito andare a cercare il punto successivo  e prima possibile dovremo “appoggiare il gas”, cioè dare una minima rotazione alla manopola dell’acceleratore. Non sto parlando di accelerare, ma di dare un filo di gas. Una quantità simile di accelerazione non destabilizzerà la moto, né la farà puntare verso l’esterno, al contrario la stabilizzerà, riportando il peso anche sulla ruota posteriore e facendoci sentire “sui binari” lungo tutta la percorrenza. Se non appoggeremo mai il gas, ci sembrerà di essere “perse” nella curva e la moto sarà riluttante a finire la curva.

2) PUNTO DI CORDA 

E’ il punto più interno della curva, quello di massima piega. Al contrario di quanto possiamo pensare, non si trova a metà curva, bensì circa a due terzi o tre quarti, dipende.
In generale è il punto in cui potremmo riaprire l’acceleratore senza finire fuori strada all’esterno.

E’ importante trovarlo per decidere quando e se accelerare e rialzare la moto. E’ un passaggio che non va mai saltato: se non cerchiamo il punto di corda, ci troveremo a tagliare la curva, e questo è sia inutile sia pericoloso.
Visto che in ingresso curva saremo già con busto e testa fuori e l’ingombro della moto ci sarà ben evidente, vi consiglio di calcolare il punto di corda pensando a dove cadrà la vostra testa, e non dove passeranno le gomme. Questo vi consentirà di stare alla massima piega, fuori col busto ma sempre con la moto e la testa all’interno della vostra carreggiata.
E’ una tecnica salvavita, esercitatela ogni curva che farete.

3) USCITA DI CURVA

Non esiste un punto predefinito per l’uscita di curva: dipende da quello che viene dopo. Se c’è un rettilineo, potete allargarvi in uscita se volete (sempre stando dentro la carreggiata). Se c’è una curva nella stessa direzione, assolutamente vorrete guadagnare il punto più esterno, che diventerà il vostro nuovo Punto di Ingresso.
Se invece c’è una curva in direzione opposta, dovrete cercare di uscire stando all’interno (che diventerà l’esterno della nuova curva, quando sarà ora di battezzare il vostro nuovo Punto di Ingresso). In questo caso è utile ritardare il momento dell’accelerazione, e lasciare che la moto continui a curvare.
Se c’è uno stop o qualunque altra cosa, vi comporterete di conseguenza.

Il punto fondamentale è anticipare ogni punto con lo sguardo:
1) in rettilineo prima della curva cercherete il Punto di Ingresso
2) quando starete per sterzare, il vostro sguardo andrà subito a cercare il Punto di Corda
3) prima di arrivare alla massima piega, starete già cercando con lo sguardo l’Uscita di Curva

Questo richiede tanto allenamento (rileggetevi il mio capitolo sulla vista se serve) ma è fondamentale perché vi aiuterà a valutare correttamente la vostra velocità e la vostra posizione nello spazio, e a sapere in anticipo quello che succederà dopo, quindi non viaggiare alla cieca.
L’esempio opposto, che sarà capitato a tutti: all’interno di una curva, pensare “oddio sono troppo veloce” e guardare per terra. In questo caso tenderemo a fermarci lì, anche se avremmo avuto la velocità giusta e tutto lo spazio necessario, semplicemente perché il nostro campo visuale era estremamente chiuso e quindi il cervello non riusciva a immaginare una soluzione.
Usiamo i nostri occhi con il giusto anticipo per “leggere nel futuro” e guidare di conseguenza.

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RIASSUMENDO

Siamo in rettilineo, vediamo una curva. Ecco la catena di azioni che faremo:
1) carichiamo la moto spingendo sulle pedane, stringendo le ginocchia e mollando le braccia
2) cerchiamo con lo sguardo il punto d’ingresso all”esterno della curva
3) usciamo col busto all’interno e facciamo sentire alla moto che dovrà curvare a breve
4) usiamo le gambe col movimento “a tenaglia” più il controsterzo con le braccia per curvare

5) mentre stiamo per sterzare, cerchiamo già il punto di corda, cercando di capire dove cadrà la nostra testa ad interno curva (e scegliamo di farla cadere all’interno della nostra carreggiata)
6) appoggiamo il gas prima possibile, per stabilizzare la moto
7) quando siamo quasi alla massima piega (quindi al punto di corda) cerchiamo l’uscita della curva per capire come comportarci
8) uscita di curva: acceleriamo se serve, ma in ogni caso prepariamoci a quello che viene dopo
9) riportiamo il busto al centro

CONCLUSIONI

Come sempre, la guida in moto è una catena di movimenti. Riuscire a incastrarli tutti non è semplice, ma con testa, allenamente e tempo vedrete che ci si riesce, e sarà una gran soddisfazione.

Avrete fatto caso che non ho parlato di mettere il culo fuori, o il ginocchio per terra. Non è un caso.
Trovo che siano tecniche perlopiù inutili in strada (il ginocchio sicuramente) o comunque tanto avanzate che non è il caso di parlarne qui. Quella che vi ho spiegato oggi è una tecnica di curva pulita e prettamente stradale, che si adatterà al 98% delle curve (tranne quelle lente, che vi spiegherò in altra sede) e vi farà guidare efficaci, eleganti, veloci e in controllo della moto, facendo meno fatica.

Ma non vi preoccupate, perché il prossimo articolo ci faremo due risate proprio riguardo al famosissimo ginocchio a terra! Ciao care!

Marcella Colombari
per BikerX