Esplorare: cercare di scoprire, di conoscere quanto è sconosciuto, servendosi dei mezzi opportuni.

“Servendosi dei mezzi opportuni”. Lo so, tutti abbiamo del romanticismo dentro. Io ci vivo, o convivo, quotidianamente. Ma la realtà è che per quanto uno abbia spirito di avventura ed adattamento, per quanto si sia preparati e si abbia esperienza, è proprio l’evoluzione degli strumenti di navigazione che ci ha consentito di arrivare ad “esplorare” il mondo fino a lasciare poco di sconosciuto (anzi, direi che siamo andati fin troppo oltre.. nda).

I media stanno utilizzando i fili del romanticismo ai quali siamo collegati per, a volte, farci sentire un po’ piccoli e quindi farci pensare che “se può farlo lui o lei, allora posso farlo anche io”. Non lo dubito, sono il primo a pensarlo e l’ho sempre fatto fin da ragazzino ma quello che non ci fanno mai vedere è proprio tutto il “lavoro sporco” che c’è dietro, le ore di preparazione, le cadute, i problemi e lo staff di persone che supportano.

Perchè sto parlando di questo? Perchè a volte sento persone dire che utilizzare un GPS in moto non è avventura vera.. e spesso, altre che nemmeno sanno come funzioni; qualcun’altro ha con sè ogni sorta di dispositivo disponibile sul mercato con il quale si limita a premere il tasto “on/off” o “portami a casa” ed il resto…arabo.
Abbiamo la tecnologia e pure ad un prezzo accessibile: perchè non utilizzarla per migliorare le nostre esperienze? D’altronde anche il leggendario rè norvegese Ragnar Lodbrok affermò:

“E’ giusto navigare con la speranza e con il coraggio, ma è ancora meglio navigare con la conoscenza”.

Come mi sono attrezzato per la navigazione GPS moto off-road / enduro

Normalmente, utilizzo la moto principalmente offroad ed i km di strada asfaltata che faccio sono solo quelli di collegamento. Ad ogni modo, il set-up delle tracce GPS che utilizzo e con il quale mi trovo bene e senza ulteriori necessità, praticamente non varia mai, che sia per un viaggio su asfalto o facendo offroad di qualunque livello.

Hardware GPS

Unità principale: un navigatore Garmin

Garmin, attualmente uno Zumo 346, perchè per la navigazione offroad è quasi una scelta obbligata. Il sistema di gestione di tracce e mappe è intuitivo e soprattutto “open” a differenza di Tom Tom che non consente il caricamento di mappe esterne, mappe topografiche e quant’altro non esca dalla fabbrica.

Unità secondaria: uno smartphone “rugged”

Ormai con, relativamente, pochi soldi è possibile acquistare smartphone economici ma con certificazione IP68 (resistente all’acqua ed alla polvere, anti urto), protettori di cristallo ed ultime versione di Android su cui poter eliminare qualunque programma che non si necessita ed installare solo le app di navigazione GPS.

Software GPS

Garmin Basecamp

Scelta obbligata per i dispositivi di casa Garmin. Ad essere sinceri, un software sottovalutato (sotto certi versi, anche a ragione), non molto user-friendly, con una interfaccia a mio avviso datata e che presenta alcuni ostacoli ad un workflow limpido e scorrevole, ma capace di soddisfare qualunque esigenza di archiviazione, gestione, modifica e creazione di tracce e percorsi, nonchè di comunicazione multi- dispositivo.

Guru Maps Pro

La mia app preferita per la gestione di waypoint, tracce e mappe. In costante aggiornamento, con interfaccia semplice e pulita, mappe di qualunque paese del mondo scaricabili per la navigazione offline e mappe ausiliarie online come OpenCycleMaps, TopoMaps, Google Earth, etc.

iOverlander e Park4night

Nel caso decida di passare al livello successivo di “avventura” e quindi caricare in moto tenda e sacco a pelo ed andare senza nessuna idea di quando e dove fermarmi a dormire, allora queste due semplici e gratuite applicazioni mi vengono in aiuto: visualizzano infatti tutti i vari punti di ristoro, fonti d’acqua, parcheggi, camping, zone individuate per wild camping e quant’altro possa essere di supporto lungo il nostro percorso.

Wikiloc

A dire il vero lo utilizzo ben poco perchè, essendo di uso ed abuso da parte di qualunque utente con qualunque esperienza (e testa..), non c’è molto da fidarsi. Nè della veridicità dei percorsi, nè della difficoltà segnalata e nemmeno dell’attività dichiarata. Occhio quindi a scaricare un percorso medio facile perchè potreste trovarvi in un single track in discesa fatto da una enduro…

Introduzione alla navigazione GPS

Waypoint gps

Un insieme di coordinate, longitudine e latitudine, che identificano un punto fisico relativo alla superficie terrestre. Ci indica quindi la posizione attuale di una persona o di una cosa con un alto livello di precisione rappresentate in vari formati a scelta dell’utente tra cui DMS (gradi, minuti e secondi), DM (gradi e minuti decimali) o DD (gradi decimali).

Differenza tra traccia e percorso

Riconosco che la differenza tra traccia e percorso non è così marcata anzi, facilmente si pensa che sia praticamente la stessa cosa.

Si pensi semplicemente ai seguenti concetti:

  • Banalmente, una traccia è il passato (un percorso registrato) mentre un percorso è il futuro (un piano di navigazione). Nonostante spesso una traccia ci serva per navigare.
  • Una traccia contiene, normalmente, moltissimi punti di traccia mentre un percorso contiene solo gli waypoint necessari nei punti di svolta.

Traccia o percorso per l’off-road?

Per quanto abbia visto persone ricorrere alla navigazione di un percorso, personalmente penso che seguire semplicemente una traccia sia più che sufficiente e decisamente più efficiente:

  • Non richiede nessun calcolo da parte del dispositivo;
  • la schermata non cambia zoomando o meno durante la navigazione;
  • si evita un eventuale ricalcolo in caso di errore che in alcuni dispositivi cambia interamente il percorso;
  • è possibile prendere scorciatoie, fare soste o cambiare direzioni senza interventi “molesti” da parte del dispositivo;

Workflow basico di navigazione

Finalmente arriviamo alla parte pratica. La descrizione dei workflows è puramente personale e secondo la mia esperienza; il fine principale è l’insegnare un metodo di lavoro che consenta ad una persona di media o poca esperienza di rendersi semi-indipendente e di assicurarsi maggiormente una piacevole uscita nel fine settimana per godere di questo meraviglioso mondo in cui ci divertiamo così tanto.

Step 1: visualizzo ed archivio la traccia su My Maps

  1. scarico il file GPX sul computer
  2. apro Google My Maps
  3. creo una nuova mappa
  4. importo la traccia dal menù a sinistra
  5. visualizzo la traccia utilizzando la classica mappa base di Google e la mappa Satellitare
  6. salvo la mappa creata con titolo e descrizione e la archivio sul google drive

Step 2: visualizzo ed archivio la traccia su Basecamp

  1. apro Garmin Basecamp
  2. nel caso non abbia nessun elenco creato, creo un nuovo elenco
  3. importo la traccia GPS nell’elenco appena creato
  4.  scelgo un colore più visibile per la traccia rispetto allo standard
  5.  analizzo la traccia ricavandone la distanza, il profilo altimetrico (ascesa, discesa,
  6. quote massima e minima) ed eventualmente la velocità media ed il tempo di percorrenza (nel caso la traccia sia stata modificata, non è possibile risalire a questi dati)
  7. archivio la traccia inserendo eventuali informazioni o creando titoli adeguati ad una successiva ricerca

Step 3: fisso eventuali waypoints

  1. apro Garmin Basecamp
  2. riporto le coordinate degli eventuali waypoints di cui voglio ricordarmi (punti di interesse, punti di sosta, punti di ristoro..) e li creo uno ad uno

Step 4: esporto la traccia e le eventuali informazioni
esporto l’elenco intero sul desktop

Step 5: carico ed organizzo il pacchetto GPX sullo smartphone

  1. invio il file allo smartphone attraverso la condivisione bluetooth (ad esempio AirDrop per Mac)
  2. organizzo il file eventualmente cambiando colore alla traccia o simbolo ai waypoints

Step 6: carico ed organizzo la traccia sul dispositivo GPS

  1. invio la traccia dallo smartphone al dispositivo GPS via bluetooth oppure da Basecamp via cavo
  2. organizzo la traccia visualizzandola ed eventualmente cambiandone il colore

Step 7: vado a divertirmi!

Come “navigare” una traccia GPS?

Una volta visualizzata la nostra traccia sul dispositivo preferito, tutto ció che dobbiamo fare è:

  • scegliere un colore appropriato che non vada a fondersi con i colori della mappa
  • scegliere uno zoom appropriato che ci consenta di vedere tutte le caratteristiche dei percorsi della mappa senza però esagerare perdendosi “l’intero disegno”
  • scegliere se navigare con la mappa fissa sul Nord o dinamica secondo la direzione percorsa.

All’inizio puó risultare complicato guardare continuamente la strada ed il GPS, ma vi assicuro che è solo questione di pratica: imparerete velocemente ad “anticipare” le svolte con solo una occhiata. Soprattutto per voi Miss Bikers che siete di natura “multi tasking” ben più di noi uomini!

Condividere una traccia GPS tra dispositivi e smartphone

Nel caso avessimo la traccia sul nostro dispositivo Zumo, Montana o quant’altro, sarebbe possibile condividerlo con i medesimi dispositivi anche se l’operazione a volte risulta al quanto macchinosa. Spesso è più facile inviarsela tra smartphone e dallo stesso inviarla al dispositivo (nel caso disponga di connessione youtube..).

Per condividere il file GPX attraverso gli smartphone, opzione più rapida e semplice, i modi sono: via mail, via sms, via whatsap oppure attraverso la stessa app di visualizzazione e navigazione come Guru Maps nel mio caso (e che vi consiglio).

Chiaramente, prima dobbiamo inviare la traccia dal computer allo smarthone in qualunque modo: airdrop, bluetooth, mail..

Conclusione

La navigazione off-road e tutta la preparazione che c’è in background puó risultare ostica e frustrante a volte ma in nessun caso limitante. Come per tutto, è solo questione di pratica, determinazione e… passione!

Nel caso poi vogliate approfondire il discorso, prossimamente organizzerò una zoom call online di navigazione e gestione gps con ampio spazio alle domande e risposte, nonchè news e un ebook!

Ciao a tutte. Buona navigazione!

Andrea “Fast” Scaramuzza
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