Questo è il periodo delle chiusure estive dei negozi e delle aziende. Iniziano i fine settimana liberi e la voglia delle gite “fuori porta” aumenta. Le grandi città si svuotano e chi può, va in ferie scappando al mare oppure in montagna.

L’Italia è una nazione ricca di posti incantevoli da scoprire ed ogni sua regione ha un fascino diverso. Noi motociclisti abbiamo la fortuna di poter andare con la moto quasi ovunque, e senza limiti possiamo esplorare qualsiasi luogo a nostro piacimento.
In sella alla mia due ruote ho potuto visitare alcune regioni italiane ed una delle mie preferite è ad esempio il Trentino-Alto Adige.

TRENTINO-ALTO ADIGE UNA REGIONE TUTTA DA SCOPRIRE

Questa regione dell’Italia Settentrionale che confina con la Svizzera e l’Austria, è secondo me la regione ideale per il motociclismo. Il Trentino-Alto Adige è noto per i numerosi castelli medievali sparsi su tutto il territorio e comprende parte delle Dolomiti, una serie di gruppi montuosi delle Alpi Orientali italiane dichiarate dal 2009 Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Senza avere una meta ben precisa, è sufficiente accendere il sistema di navigazione oppure visualizzare una mappa geografica per trovare tantissimi Passi di montagna da esplorare. Le strade sono perfette, pulite e piene di curve: il divertimento in moto è garantito. In generale è difficile concentrarsi alla guida, perché il panorama intorno è davvero uno spettacolo ed è facile distrarsi. D’altronde, si è circondati dalle montagne più belle del mondo!

Una giornata in moto trascorsa in Trentino-Alto Adige è indimenticabile. Io ci sono andata in diverse occasioni ed ogni volta lascia un segno nel mio cuore. Dopo aver percorso le strade sud-tirolesi tutte le altre strade inizialmente sembrano noiose e poco entusiasmanti. Se dovessi cercare qualcosa di negativo non troverei nulla, bisogna solamente stare attenti ai limiti di velocità e rispettarli, soprattutto nei centri abitati.
I controlli stradali ci sono e le multe da pagare non sono divertenti.

ITINERARIO SU DUE RUOTE

Gli itinerari per le due ruote di questa regione sono illimitati e grazie alle sue strade perfettamente collegate, regala dei percorsi davvero emozionanti. La mia prima esperienza sul territorio tirolese è stata il “tour dei cinque Passi”.

Il tour dei cinque Passi è uno dei tanti tour disponibili, perché di giri in moto se ne possono fare davvero molti, ma questo comprende i passi dolomitici più famosi (o almeno così dicono):
– Passo Gardena
– Passo Sella
– Passo Pordoi
– Passo Giau
– Passo Valparola
L’elenco corrisponde all’ordine in cui io ho effettuato il giro, ma non c’è un percorso ben preciso e/o prestabilito. Partendo da Milano, per comodità personale ho scelto Brunico in provincia di Bolzano come primo luogo di riferimento.

Da Brunico mi sono recata la mattina seguente in Val Gardena per salire verso il Passo Gardena e da lì ho iniziato il mio giro ad anello.

Per le due ruote questo tour è pazzesco e chi ama strade tortuose con salite e discese, curve e pendenze, non rimarrà certo insoddisfatto. Ogni Passo si trova in media a circa 2.300 metri d’altezza sopra al livello del mare e secondo me è impossibile non fermarsi per ammirare i dintorni, scattare qualche fotografia e concedersi una pausa per respirare l’aria fresca di queste montagne.
Qualcuno lo ha fatto in giornata, ma io consiglio di aggiungere possibilmente anche un pernottamento da qualche parte e prendersela con calma.

I CINQUE PASSI IN SINTESI

Come percorso stradale i Passi sono simili tra loro, ma al tempo stesso ciascuno nasconde una sua particolarità. Vediamoli insieme:

Passo Gardena

Situato nel cuore delle Dolomiti, il Passo Gardena è considerato il valico turistico dell’Alto Adige. La strada per arrivarci è stupenda ed è quasi tutta curve con tornanti. Le salite non sono molto ripide. Arrivare al Passo Gardena è un buon riscaldamento per proseguire verso il Passo Sella.

Passo Sella

Il Passo Sella è poco più impegnativo del Passo Gardena ma è un piacere per chi va in moto, soprattutto per i panorami che offre. Detto Jëuf de Sela in ladino, è al confine tra le province autonome di Trento e Bolzano e mette in comunicazione la Val Gardena con la Val di Fassa. Questo passo di montagna è un’apprezzata meta turistica sia invernale che estiva ed è stato più volte scalato dal Giro d’Italia, ed è quindi tappa d’obbligo anche per i ciclisti.

Passo Pordoi

La strada verso il Passo Pordoi è ricca di curve ed innumerevoli tornanti, possiamo definirlo un piccolo parco giochi per i motociclisti. Un’impresa lo è invece per i ciclisti, come lo conferma il monumento dedicato a Fausto Coppi posizionato in cima al Passo. Una volta arrivati, parcheggiate la moto e guardatevi intorno. Si possono svolgere diverse attività, come ad esempio visitare l’Ossario tedesco che testimonia le battaglie che si svolsero sul Pordoi durante la Prima Guerra Mondiale oppure camminare lungo i brevi sentieri segnalati. Da non perdere assolutamente è la visuale dal famosissimo Sass Pordoi conosciuto come la “Terrazza delle Dolomiti” che è raggiungibile con la funivia in pochi minuti salendo a circa 3.000 metri.
Dopodiché una pausa in uno dei ristoranti presenti per poter gustare un pranzo “leggero” con un tipico tris di canederli al burro fuso e formaggio, sarebbe la ciliegina sulla torta per ricaricarsi e proseguire verso il favoloso Passo Giau.

Passo Giau

Parliamo di uno dei luoghi tra le Dolomiti più conosciuto d’Europa: il Passo Giau. Poco distante da Cortina d’Ampezzo, il Passo Giau è una meta turistica molto frequentata. La strada per arrivarci è stupefacente. Nel primo tratto: delle serpentine di asfalto perfetto attraversano un fitto bosco fino ad arrivare alla zona del pascolo, da dove si ha uno splendido scorcio sulla catena montuosa. Vedrete un’immagine da cartolina che rimane impressa nella mente: questo gigantesco monte con la forma a punta simile ad un triangolo, con intorno ai suoi piedi un tappeto di prato verde. Posso ben immaginare che sia uno spettacolo unico anche d’inverno. Tante volte il Giau è stato infatti scelto come scenario naturale per spot pubblicitari e film.

Passo Valparola

Trai i cinque Passi, nonostante la popolarità del Passo Giau, è stato però il Passo Valparola ad avermi conquistata. Le Dolomiti Settentrionali lo circondano ed è una veduta sensazionale. Un posto magico, incastonato tra le rocce. È possibile osservare da vicino queste montagne giganti ed imponenti, ed è in quello stesso istante che si capisce il loro vero significato, ovvero il perché le Dolomiti sono un patrimonio dell’Umanità UNESCO.
Questo valico era il confine tra l’Italia e l’impero austro-ungarico. Negli anni tra il 1897 ed il 1901 è stata costruita la fortificazione Forte Tre Sassi, che in realtà non fu mai completamente ultimata. Oggi ospita il museo della Grande Guerra ed è possibile visitarlo.
Sulla cima del Passo si trova il Rifugio Valparola nel quale ho pernottato una notte. È un rifugio caratteristico, accogliente e con una buona cucina. Affacciandosi dalle sue finestre si ha una strepitosa vista panoramica sul Col di Lana e sulla Marmolada. Vicino al rifugio c’è anche un piccolo laghetto alpino, il “Lago di Valparola” nel quale si specchiano le possenti catene montuose.

Il pernottamento è stato rigenerante e scaricare l’adrenalina della salita in moto con una passeggiata a stretto contatto con le rocce e la natura, è una sensazione indescrivibile. In loco c’è una pace assoluta, dove neanche il silenzio fa rumore. Posso immaginare che addormentarsi guardando le stelle e svegliarsi all’alba baciati dal sole, sia talmente emozionante da non volersene più andare.
Questa sensazione io personalmente non l’ho potuta provare purtroppo, perché quel giorno “stranamente” diluviava ed il cielo era grigio, occupato da una fitta nebbia. Al meteo purtroppo non si comanda, ma nonostante si stato a mio sfavore ho vissuto un’esperienza unica.

Il giro ad anello dei cinque passi è “un’assaggio” di ciò che vi aspetta in Trentino-Alto Adige. I luoghi consigliati in questo percorso si possono raccontare, ma contemporaneamente sono difficili da condividere.
Sono dei posti che bisogna vederli dal vivo con i propri occhi e provare per sé le sensazioni uniche che sprigionano. Questa regione è il luogo per chi vuole ricaricare le energie circondato da una bellissima e incontaminata natura, non solo in moto ma anche a piedi oppure in bici. Le escursioni non mancano.
Una cosa è certa: se hai fame di curve e vuoi godere di vedute mozzafiato qui puoi sfamarti, e lo puoi anche fare nel vero senso della parola con un buon panino al formaggio e speck!

Mi chiedete se il paradiso esiste? Con grande entusiasmo e da motociclista appassionata vi rispondo: “Si, esiste! Ed è in Trentino-Alto Adige.”

Se vi è venuta voglia e curiosità di scoprire altri itinerari in Trentino-Alto Adige, andate a leggere quest’altro articolo in merito: ” I 5 passi dolomitici da Bassano del Grappa”

Christina Chiofalo
MissBiker© 2021
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