Aggiornamento: lo spot è stato ritirato e non è più visualizzabile sul profilo YouTube dell’azienda.

Un terribile spot che dovrebbe essere ironico è apparso qualche giorno fa su YouTube. Dura la presa di posizione della Federazione Motociclistica Italiana e di tutto il mondo del motociclismo.

Il comunicato della FMI

In seguito ad uno spot pubblicitario che gira su Youtube e che si annuncia di più larga diffusione anche su altri canali e piattaforme televisive, la Federazione Motociclistica Italiana protesta energicamente per il messaggio contenuto nello spot.

Nel video infatti si vede come l’oggetto reclamizzato, un filo interdentale, venga steso attraverso un percorso sul quale stanno arrivando due motociclisti. Sulla creatività di dubbio gusto ci sarebbe già da discutere ma il fatto grave ed inaccettabile è che, purtroppo, molti motociclisti sono stati vittime di comportamenti analoghi con cavi e filo spinato, messi come trappole per impedire il libero accesso con conseguenze gravi ed anche mortali.

Per questo motivo e per il messaggio deprecabile e fortemente diseducativo che viene trasmesso, la FMI intende diffidare la società che ha realizzato lo spot e la stessa ditta produttrice del prodotto che lo ha approvato, riservandosi di intervenire presso le Autorità competenti con le modalità previste dalla legge.

Federazione Motociclistica Italiana

3 giugno 2021

Una pratica criminale contro i motociclisti

La cronaca sfortunatamente è piena di episodi simili con conseguenze più o meno gravi per motociclisti e ciclisti.

Colpa di folli delinquenti che preparano micidiali trappole. Lo scorso anno in un sentiero di Vendone, nella Valle Arroscia, poco lontano da Albenga, sono stati scoperti dei fili ferro tesi tra due alberi a un’altezza di circa un metro. Pericolo scampato grazie alla rimozione e denuncia di alcuni abitanti che hanno così evitato una possibile tragedia.

Tragedia successa nell’agosto 2011 a Frosolone, in provincia d’Isernia, quando un ragazzo di 19 anni è morto a causa di un cavo d’acciaio teso ad altezza uomo da ignoti.
Un incidente in moto, aveva scritto un giornale. Un omicidio, avevano gradato in moltissimi. Volontario e premeditato.

Nel 2007 sempre un cavo d’acciaio (stavolta un filo spinato teso a un metro e mezzo da terra) è costato la vita a un altro endurista di 48 anni su un sentiero dell’Appennino.
Una fine terribile evitata per un soffio, nel febbraio di tre anni fa, da un appassionato di soli 16 anni di Costa Volpino, in provincia di Bergamo, ferito al torace e alle braccia da un cavo posizionato addirittura in un punto di un circuito usato dai piloti per allenarsi.

Impossibile restare indifferenti di fronte a una scena simile. Impossibile restare indifferenti di fronte all’opera di delinquenti che nascondono trappole mortali sul percorso di persone che vogliono soltanto regalarsi una pausa di divertimento con la loro passione, senza fare del male a nessuno.

Le reazioni della community di MissBiker

Abbiamo chiesto alle ragazze della community di MissBiker un’opinione sullo spot incriminato. Ecco alcuni dei commenti:

L’ho visto ieri sera ed ho pensato… ma sono matti?? In soggetti psicolabili potrebbe ispirare la replica, pericolosissimo.
Jennifer G.

Cosa non si fa per soldi! Oramai l’etica non esiste più, si pensa solo al profitto, e più una pubblicità è ” scioccante” più attira sguardi e porta soldi… assurdo
Monica B.

Non so manco quale mente possa concepire una cosa simile… Il problema sono i cretini che emulano. È il motivo per cui io sono contraria alla diffusione video (non della notizia) di maltrattamenti su animali. Ci sono sempre i deficienti pronti ad imitare altri deficienti. Vi ricordate quando andava di moda gettare sassi dai cavalcavia quanta gente è morta?
Melissa B.

Mi sono già espressa a riguardo, e non trovo parole posate per esprimermi.
Abito in una zona dove il fuoristrada era di casa, troppi incidenti causati da persone che “non gradivano” i motociclisti/ciclisti che frequentavano questi posti.
Mi viene male a pensare che un essere umano causi danni intenzionalmente e in questo modo atroce.
Peggio ancora, che si utilizzi un’idea malata per pubblicizzare un prodotto.
Se pubblichi un commento fuori luogo sei bannato dalla rete, ma se inciti all’omicidio diventi pubblicità?
Viviana A.

L’OPINIONE DI ANDREA “Fast” DI MOSTERRATO

Ci sembrava opportuno chiedere un commento anche ad Andrea “Fast” Scaramuzza di Mosterrato che di enduro se ne intende e che collabora con noi per molti articoli.

Il fine giustifica il mezzo. Sempre e comunque?
Siamo arrivati ad un punto in cui è obiettivamente complicato trovare nuove idee e spunti in un mondo saturo di tutto ma.. il buon senso dovrebbe sempre guidare l’esposizione mediatica professionale come veicolo di imprinting commerciale verso l’utente finale spesso abbagliato da ció che gli viene proposto quotidianamente.
E’ quindi profondamente ineluttabile, non a mio avviso ma ad avviso di tutti, ad esclusione evidentemente dei responsabili del dipartimento marketing di questa impresa di cui non menziono il nome per non darne visibilità ulteriore, il condannare alla pubblica gogna la “ingenuità” (per essere garbato) nel concepire uno spot cosí profondamente e potenzialmente dannoso nei confronti di chi “veste” le due ruote ogni giorno ed irrispettoso verso chi è venuto a mancare (si, è accaduto..) per mano di in-consapevoli assassini durante una giornata di svago.
A questo punto cosa dobbiamo aspettarci? Una pubblicità dove qualcuno lancia sassi dal cavalcavia per poi scoprire che uno di questi è un anello di fidanzamento per la mal-capitata..? A voi una riflessione più approfondita.

Andrea "Fast" Scaramuzza

Mosterrato

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