Motocicliste, in queste ultime settimane vi sono sicuramente passate sotto gli occhi due notizie. Magari non saranno state le notizie che vi hanno cambiato la giornata ma, nel mondo delle due ruote, sono sicuramente delle novità che hanno una certa importanza.
La prima è che Valentino Rossi ha dato l’annuncio ufficiale del suo ritiro dal mondo delle corse, la seconda è che presto diventerà papà per la prima volta. In questo secondo caso, sembra che il pilota si sia lasciato sfuggire, forse a mo’ di battuta, forse in maniera goliardica, il fatto che, visto che la futura piccola di casa sarà una femmina, non ci sono problemi, o preoccupazioni, per lui, in quanto futuro genitore, perché, essendo donna, a lei il mondo delle gare su due ruote è comunque precluso. Un pensiero di meno per il papà. A tutte quelle donne che le due ruote le hanno bene in mente, però, forse un pensiero in più arriva.

ANNO DOMINI 2021, ESISTE ANCORA LA DISCRIMINAZIONE?

Beh, la domanda è alquanto banale, purtroppo, e la risposta lo è altrettanto. Qui non si tratta di elencare, riepilogare, ripetere tutte le situazioni che le ragazze, e per ragazze si intende tutte le donne di ogni ordine, grado ed età anagrafica, affrontano ancora quando ci si trova a fare un confronto di genere, ma analizzare una dichiarazione che, per sua stessa natura, e fatta da un personaggio pubblico di un certo livello, ha, per forza di cose, una rilevanza mediatica.

Valentino Rossi ha iniziato nel Motomondiale quando era ancora adolescente, come tanti suoi colleghi, dell’epoca, e non. Ha mosso i primi passi nei campionati inferiori quando era impensabile trovare una ragazza in quegli ambienti. Questo sicuramente non perché al tempo non ci fossero ragazze in gamba, e con un bel modo di dar gas, ma perché le stesse case produttrici, gli stessi sponsor, tutto il business che già gravitava attorno a quel mercato non le prendeva in considerazione. È solo in anni relativamente vicini a noi che sono apparse le prime donne e, loro malgrado, sono state dipinte, verosimilmente o no, come il ritratto di maschiacci accigliati e attaccabrighe. Questo per quale motivo? Perché, forse, devono sempre dimostrare di essere in grado di farcela, di vincere, di arrivare prime, di farsi trovare sul podio. In breve, di essere all’altezza della situazione. Qui sorge una domanda: è così indispensabile tutto ciò? È davvero necessario dover dimostrare di essere forti, brave, sul pezzo…prime? Sembra di sì.

CONTANO LE PAROLE, MA ANCHE I FATTI

Nel momento in cui un personaggio pubblico, nel mondo dello sport, e non, rilascia una dichiarazione a un giornalista, le sue parole, con la clausola del venire riportate in modo corretto e veritiero, in brevissimo tempo vengono condivise sul web e, facendo il giro del mondo, vengono lette da tante persone tanto quanto il personaggio in questione è conosciuto. Le parole si trovano ad avere un peso importante nell’opinione pubblica e anche fra i tifosi, gli appassionati, i motociclisti.
È qui che si arriva al punto cruciale: fra i tifosi, gli appassionati e i motociclisti ci sono anche le ragazze.

Queste ragazze possono essere coloro le quali hanno trovato interesse nel mondo delle due ruote proprio perché, ancora bambine, guardavano te, Valentino, in tv durante le gare. Si ricordano ancora di te vestito da Robin Hood, o con il pollo di Polleria Osvaldo sul codino posteriore, la bambola gonfiabile e i capelli una volta azzurri, un’altra biondo platino, l’altra con il tricolore.
Ti guardavano restando ammaliate da quel mondo che tu mostravi al grande pubblico come mai nessuno in passato era riuscito a fare. Guardavano tutti questi ragazzi correre con queste moto bellissime, con le carene di colori sgargianti, le tute in pelle personalizzate e i caschi sempre nuovi, con le grafiche create appositamente per una gara importante o una occasione speciale. Quelle ragazze sono cresciute con l’interrogazione da preparare per il lunedì ma guardando le prove il sabato e le gare la domenica, con tanto di programma post gara per dibattiti e valutazioni.
Queste ragazze sono diventate grandi, sono entrate nelle piste di tutto il mondo per vedere te e i tuoi avversari. Hanno letto di voi, delle vostre storie, dei fine settimana passati nei camper e nelle roulotte prestati o trovati a pochi soldi vicino a piste sconosciute e poco pubblicizzate a lottare per portare avanti i vostri obbiettivi e il vostro sogno di essere un giorno un pilota, con grossi sacrifici per la scuola, gli amici, economici…e gran delusioni.
Guardano te alla tv, ti seguono, hanno il merchandising creato dai piloti come te ma, soprattutto, sono tante. Ma davvero tante, tante, tante. E, se il detto che l’unione fa la forza è vero, loro sono la dimostrazione. Sono ogni giorno più numerose e, sotto la superfice, si muovono molto velocemente e in continuazione per emergere mettendo sul piatto nuove idee, progetti, corsi di guida, turni in pista, acquisto di moto, di abbigliamento, di accessori, viaggi, eventi, collaborazioni, test e tutto ciò crea un giro commerciale e d’affari sempre maggiore e a cui i grandi marchi del settore prestano sempre più attenzione.

Tante di queste ragazze sarebbero davvero molto soddisfatte nel sapere che, ai piani alti, c’è qualcuno che le supporta, che crede in quello che fanno, che non si fa preconcetti e non fa differenze. Che sarebbe magari curioso o entusiasta di vedere qualche ragazza in più nei paddock, ai briefing e a giocarsela all’ultima curva, che si tratti di Motomondiale, SKB, Cross… È utile, e positivo, che sotto il profilo della realizzazione personale, in qualsiasi ambito, ci sia la convinzione da parte di tutti che non ci sono differenze, maschili o femminili, alla base fra le persone e che gli unici canoni di riferimento siano realmente il talento e la determinazione.

Valentino, pensa un po’ se, fra qualche anno, ci fosse una ragazzina, riccia e con un viso divertito e leggermente irriverente, simile a uno che tante volte abbiamo visto di fronte ai giornalisti o in griglia di partenza, che ci da del gran gas e che svernicia tutti all’ultima curva prima del traguardo. Chissà cosa sarà…”lo scopriremo solo vivendo”.
Peace & Love!

Sabrina Godalli
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