Valerie Thompson è un’icona del motociclismo mondiale. Nella sua carriera è riuscita a infrangere molti record di velocità, sia in moto che a bordo di moto streamliner. Al momento in cui scrivo è arrivata a toccare i 328mph (528km orari). Con un bellissimo sorriso e un entusiasmo coinvolgente, la “donne più veloce al mondo” ha risposto in esclusiva alle nostre domande. Ecco l’intervista!

Ho un sacco di domande per te! Innanzitutto, grazie per essere con noi oggi, so che sei molto impegnata e quindi grazie di cuore, Valerie!

Allora, prima domanda! Per ben dieci volte hai firmato il record mondiale di velocità su terra e sei la pilota più veloce al mondo. Come ci si sente a essere una leggenda?

Oh! Sai, essere una leggenda nel mondo del motociclismo ed essere anche la donna più veloce al mondo sono occasioni uniche nella vita, posso dire di avere un posto in prima fila nella storia, ma non ci sono arrivata da sola. Il mio team mi ha aiutato a raggiungere l’obiettivo… volevamo essere i più veloci al mondo, ma sai, ci vuole un bel po’ di lavoro!
È stata la grande occasione della mia vita… essere la prima a superare 300 mph (ovvero 482km orari!) in una moto streamliner. La sola ragione per la quale si usa lo streamliner è perché è aerodinamico… per sostenere le velocità estreme che si vogliono raggiungere devi usare un mezzo aerodinamico al 100%.
È una sensazione fantastica ed è una buona piattaforma che mi permette di condividere la mia storia con altre donne che magari vogliono fare qualcosa per uscire dalla loro zona comfort e spingersi oltre i propri limiti, un po’ come faccio io…

Non tutte possono essere Valerie, ma ognuna può essere sé stessa, può raccontare la sua storia e intraprendere il suo viaggio…

Hai raggiunto l’incredibile velocità di 328 miglia orarie (527.864 km/h). Incredibile! Quando sei nello streamliner cosa si prova a quelle velocità? Come sai quando fermarti e non superare il limite?

Non so realmente a che velocità sto andando quando sono nella speed zone, quando entro nel punto di misurazione [n.d.r. la velocità media rilevata in un determinato segmento di un miglio). A volte, pensi di avere una velocità bassa e invece in realtà hai raggiunto la velocità più alta, e questo mi è successo proprio quando ho fatto il record di 328mph.
E quando sei dentro, con le cinture allacciate, nella cabina di pilotaggio fatta su misura dello streamliner, non c’è proprio spazio per muoverti, ti toglie letteralmente il respiro. E’ stancante quando ti fanno entrare e ti posizionano in cabina, quando si allacciano le cinture e indossi tutte le protezioni di sicurezza…
Sai, i tuoi pensieri cambiano velocemente quando la cabina si chiude e si effettuano le ultime regolazioni, e tutto poi si calma. Sono super eccitata, ho questa reazione della serie “Yuhuuu!” e se guardi alcuni video mi ascolterai, mentre tutti mi dicono “Devi calmarti adesso, rilassati”, ma non si rendono conto che sono così elettrizzata, e voglio essere perfetta, voglio che sia una corsa perfetta.
Non sono ammessi gli errori, quando mi stabilizzo nella cabina, ho in mano lo sterzo so che non mollerò finché non ho finito!
Ed è in quel momento che mi calmo, quando la concentrazione, l’adrenalina e tutto il resto entra in gioco e, come ho detto, diventa tutto lento, è tutto al rallentatore e ti viene da pensare “Abbiamo già finito?” 

Come ti sei avvicinata al mondo della moto?

Beh, è stato un ragazzo a introdurmi nel mondo delle moto. Mi disse che c’erano molte donne che correvano in moto, che ce n’erano sempre di più e pensai “Cavoli, anch’io posso farlo!”
E quindi mi accompagnò a un concessionario Harley Davidson a Bellevue, Washington, dove comprai la mia prima motocicletta! Non avevo neanche la patente, non ero mai salita su una moto da sola, solo dietro come passeggera, per fare un giro. La comprai e dovetti aspettare alcune settimane per avere la patente, sai c’è una procedura da seguire, feci il corso di formazione per motociclisti, passai l’esame e poi feci il corso teorico per la patente. È così che ho iniziato! E prima di iniziare dovetti aspettare e la moto rimase ferma tre mesi… pensavo nel frattempo “Oddio, cos’ho fatto!”, avevo fatto un investimento… Ero una banchiera, ho lavorato nel settore bancario per tredici anni, e pensavo “Ho fatto proprio un investimento sbagliato! E invece è stato il miglior investimento, per me e per tutta la mia carriera.

E com’è stato il passaggio alle moto streamliner?

Oh… questa è una bella domanda! Perché è totalmente diverso. Quando sei in sella a una moto e senti che vai veloce… quando sei in sella sei esposta all’aria che ti può buttare giù e se fai un movimento sbagliato con la punta del piede, sul pedale o con la mano puoi perdere il controllo, ed è difficile rimettere la mano sulle manopole o il piede al posto giusto e questo ti può rovinare la corsa.
E invece essere nello streamliner… cioè sei dentro una cabina di pilotaggio e sei legata stretta fino a quando hai finito.  E non c’è spazio per muoversi. Stai tagliando l’aria con lo streamliner, ma non senti il vento. Quando sei su una moto senti tutto! In ogni istante sei un tutt’uno con madre natura, mentre quando sei nella cabina ti devi dimenticare di ciò che significa stare su una moto, per guidare e correre con lo streamliner. 
Sì, una differenza enorme, ci vuole tempo per adattarsi, ci sono delle cose che devi cambiare, anche piloti esperti devono concentrarsi al massimo dentro la cabina, perché sono abituati a muovere il corpo, a inclinarsi, quando sei su una moto e vai a sinistra devi inclinare il corpo, mentre non ti inclini per niente dentro lo streamliner!

Valerie Thompson Cockpit view

Valerie Thompson nel cockpit

Il motociclismo agonistico è sempre stato un mondo prevalentemente maschile. Hai avuto difficoltà per competere o trovare degli sponsor?

Ovviamente… sì! Sai, una delle maggiori sfide per una donna pilota nelle competizioni ad alto livello è il fatto di competere contro uomini in un mondo dove prevalgono ovunque gli uomini, ed è difficile trovare sponsor, alcuni pensano sia facile ma non lo è per niente. Non è facile. Devi trovarti nel posto giusto, al momento giusto e avere i contatti giusti.

Nel 2018 hai avuto un incidente con il BUB Seven streamliner mentre cercavi di battere il record di velocità. Come hai superato la paura dopo quella brutta esperienza?

Beh, io dico sempre che la paura è la mia energia. Non sono più entrata nella cabina della moto streamliner e sfortunatamente non avrò quest’opportunità, e va bene lo stesso. Però mentre la moto veniva riparata sono salita su altre moto per superare la mia paura di rifare un incidente. Non avevo mai pensato agli incidenti, so cosa fare in caso di incidente, ma non avevo mai pensato che sarebbe successo… certo, è una possibilità, tutto può succedere, conosco i pericoli. So che la vita può finire oggi, ma vivo i miei sogni, non ho rimpianti. Quindi, sì… non è stato facile, ma ora vado in uno streamliner versione auto, che è lungo il doppio rispetto alla moto, ha molti cavalli in più, e ha quattro ruote… il passaggio è stato davvero bello, mi è piaciuto un sacco.

Pensi che è finita davanti a certi ostacoli, dei grossi ostacoli perché sai, lo streamliner era distrutto, c’erano delle cose che si potevano recuperare, come la struttura, che è la parte più importante, e poi la catena, il motore, tutte le parti… però… decisamente è stato un momento difficile.

Quali sono le abilità necessarie per guidare lo streamliner e quali sono le difficoltà che può trovare una pilota mentre guida lo streamliner?

Beh, ti posso dire che ci vogliono tutto il cuore e l’anima, devi metterci dentro tutto quello cha hai, devi trovare il coraggio di stare legata dentro a un veicolo che non puoi controllare con il corpo, se paragoniamo la moto con lo streamliner. E devi avere un desiderio ardente di metterti alla prova e devi anche avere il team giusto alle spalle, perché è il team che ti permette di andare bene. Tu come pilota hai la parte più facile e loro come team la più difficile, cioè la preparazione dietro le quinte che la gente non vede… il duro lavoro, il sudore e le lacrime, la gioia… tutte queste cose.

Valerie Thompson

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Proverai a superare i tuoi record?

Purtroppo non avrò la possibilità di superare il mio record di 328mph, e magari rimarrà imbattuto per molto tempo, fino a quando arriverà una nuova ragazza o un’altra persona. Invece ora sto provando a superare dei record di velocità su auto e moto, e continuerò a mettermi alla prova sulle moto.

Sei una donna incredibile, determinata e sicura di te stessa. Che consigli puoi dare alle donne motocicliste che non hanno fiducia nelle proprie capacità?

È una buona domanda, perché sai, le tue abilità sono una cosa, ma quando stai dentro, ops! Quando stai su una moto (faccio confusione tra streamliner e la moto), devi buttare via la paura, perché la paura rovinerà tutto! Come ho fatto io quando ho avuto l’incidente… la prima cosa che devi fare e risalire in sella, devi rifarlo ancora! Ci provi una volta, non ci provare una seconda per ricadere, non dico questo, ma devi ritornare in sella … perché non sai quello che vali, anzi… credo che sai quello che vali, quello che non sai è fino a dove ti puoi spingere. Devi farlo!

Potresti salutare le motocicliste della community di MissBiker?

Ciao! Un saluto a tutta la community di MissBiker, sono Valerie Thompson da Scottsdale, Arizona. Vi auguro il meglio e vi auguro di divertirvi un mondo e… continuate ad andare in moto! Non mollate!

Maggiori informazioni su Valerie Thompson QUI
Traduzione intervista Lisa Di Blas
ph.credits: Lou Fischer / Scooter Grubb Photography